CENTO GIORNI DI FELICITA’

Nel 1975 scrivevo in un tema di seconda elementare “Da grande farò lo scrittore“. Era una promessa, o una minaccia a seconda dei punti di vista. In realtà la vita e le scelte lavorative mi hanno portato altrove ma non troppo. Ho scritto tante pagine e tante storie, per me e per altri, ma si trattava sempre di quella “scrittura incompleta” che è un copione cinematografico, un libro che nessuno mai leggerà, scritto in forma tecnica e a volte fin troppo sintetica. Ed ora invece eccomi a coronare quel vecchio sogno, è nelle librerie il mio primo romanzo. Si intitola “Cento giorni di felicità“, è pubblicato da Einaudi Stile Libero e in copertina campeggia una invitante ciambella fritta, la passione del protagonista. E’ frutto di un paio d’anni di incubazione e qualche mese di scrittura. Per la prima volta nella mia carriera si è trattato di un processo creativo libero da regole di mercato e dalla schiavitù del budget. E’ una storia che in Francia definirebbero “comédie dramatique”, un tema importante trattato con leggerezza e un po’ di romanticismo. E’ la storia di un uomo che scopre di dover morire a quarant’anni per un tumore e non se l’aspettava, pensava di essere soltanto alla fine del primo tempo. Lascia moglie e figli piccoli, alcuni amici, una squadra di pallanuoto di ragazzini che affoga nella bassa classifica e tanti rimpianti. Decide di non abbattersi ma di provare a trasformare i suoi ultimi mesi (i cento giorni del titolo) nel periodo più bello della sua vita. Parte per un viaggio, metaforico e non, alla (ri)scoperta delle piccole cose della vita che troppo spesso dimentichiamo tra gli affanni della quotidianità. In particolare riscopre l’importanza degli affetti, l’unica vera ricchezza che abbiamo, e prova a riconquistare sua moglie e lasciare degli insegnamenti e un buon ricordo ai suoi bambini. Nel corso dei giorni ci racconta la sua vita e i suoi sogni da bambino. Chi ha amato i suoi nonni quanto io ho amato i miei, non credo riuscirà a trattenere qualche lacrima. E’ un libro allegro e romantico che invita i lettori a riflettere e porsi la domanda: cosa farei se avessi solo cento giorni di vita?

Fine dello spot.

Non lo faccio mai nemmeno per i film, chi legge questo blog lo sa, ma stavolta ci tengo davvero. Dentro questo libro ci sono davvero io, forse per la prima volta.

Buona lettura!


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