SEQUEL, REMAKE O UN PICCOLO SFORZO?

Allora… la premessa è che i miei 10 film del cuore sono tutti made in Usa… da Guerre Stellari a Ritorno al Futuro, da Grease a Titanic, da I predatori dell’arca perduta a Forrest Gump, da Big Fish a Zoolander, tutta la filmografia che mi ha emozionato, fatto sognare, piangere e ridere è stata scritta e girata oltreoceano. In seconda fila arrivano tanti film europei, le grandi commedie all’italiana e il primo Truffaut. Questo per dire che sono di parte e questa analisi che segue, impietosa per il cinema a stelle e strisce, non vorrei mai averla scritta. Dunque, il problema del cinema attuale (come accenna Fabio Guaglione nel suo bel blog) sono i sequel. Il cinema americano vive ormai (quasi) solo di minestre riscaldate. Sì, lo so, li ho fatti anch’io, non sparate sul blogger. I sequel sono linfa vitale per l’industria cinematografica ma vanno affiancati ad una produzione originale, fatta di prototipi. Il cinema vive e si nutre di prototipi, da amare e poi copiare. Senza prototipi il cinema muore. O agonizza come di questi tempi. E gli americani sembrano averlo dimenticato.

Il prototipo non è necessariamente un film totalmente sperimentale, ma può essere anche una attualizzazione di qualcosa di già esplorato con successo, l’importante è che contenga qualcosa di “nuovo”. Il pubblico cerca il nuovo, ama il nuovo, tifa per l’outsider e prima o poi abbatte inesorabilmente il vecchio, quasi negando di avergli in passato decretato il successo. Ora il punto è: quando avete visto per l’ultima volta un prototipo al cinema? Dovete tornare indietro con la memoria un po’, forse l’ultimo è Avatar. Non a caso grande successo. Un film meraviglioso in cui il “nuovo” superava certamente il “bello”.  Ce ne fossero oggi tra l’ennesimo Men in black, Ere Glaciali e un Total Recall remekkato di idee nuove nel cinema americano.

E in Italia quando è stato girato l’ultimo prototipo? Non recentemente direi. Di certo era un gran bel prototipo Vacanze di Natale (versione invernale di Sapore di mare, a sua volta prototipo), ed anche Un sacco bello di Verdone (maschere e personaggi continuano a funzionare al botteghino anche oggi, naturalmente tutti debitori ai Mostri del grandissimo Risi), e Caro Diario (copiabile però solo da Nanni stesso che è insostituibile). Certo abbiamo fatto tanti film belli, ma non duplicabili. Eppure eravamo i maestri del ricopio, pensate ai musicarelli tutti uguali e tutti diversi, agli spaghetti western, ai poliziotteschi (Tomas Milian su tutti),  anche agli eroticomici con le professoresse, Alvaro Vitali e le docce. Tutta energia per la nostra industria che permetteva ai nostri grandi artisti di muoversi in un mercato florido. Scommetto che anche il più grande di tutti i tempi, Fellini, oggi faticherebbe a chiudere il budget per una delle sue incantevoli “fantasie”.

Quindi, e lo dico a me per primo, sforziamoci tutti di fare prototipi. Se no siamo morti e ci ucciderà la fiction tv. Quella americana intendo (e qui non ce la faccio a non dire qualche lode) perché LOST e 24 sono dei geniali prototipi. E sono molto molto meglio del cinema.

 


3 Risposte per "SEQUEL, REMAKE O UN PICCOLO SFORZO?"

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  • perso :

    Protipo significa rischio e i produttori preferiscono chiudere cuore e mente e andare sul sicuro, a occhi chiusi, con formule collaudate, sceneggiature già scritte, personaggi già amati.

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