OLIMPIADI DEL CINEMA

L’altro giorno Enrico, un mio amico cinefilo, mi ha esposto una sua idea geniale e originale: le Olimpiadi del Cinema. Sulla falsariga delle Olimpiadi sportive, Enrico propone di fare ogni quattro anni una grande tenzone con i film degli ultimi anni, divisi per nazioni e per categorie, con tanto di assegnazione delle medaglie (oro, argento e bronzo). Ogni nazione può schierare un film per ogni genere principale (un thriller, una commedia, un drammatico, un horror, un comico, un action, un fantasy e via così) che combatte contro gli altri film dello stesso genere delle altre nazioni. Niente paese organizzatore ma tanti cinema in ogni nazione che programmano a rotazione i film in concorso durante l’estate dell’anno olimpico. Votazione popolare tramite i maggiori siti internet con profitti degli sponsor da dare in beneficenza. Un modo per allungare la vita dei film e magari scatenare un campanilismo cinematografico che in alcuni paesi (Italia su tutti) è molto poco sviluppato. L’idea è bizzarra ma mi diverte. In fondo ho sempre pensato che i film vadano confrontati tra generi omogenei, così come nello sport nessuno paragona Bolt a Totti o a Nadal. Solo ai Golden Globes (e agli italiani Globi d’Oro e Nastri d’Argento) esiste la divisione film drammatico/film commedia, ma in effetti allargare il concetto agli altri generi è interessante. Come è possibile paragonare un film del grande Bellocchio a una commedia dei fratelli Farrelly? O i Vendicatori con Gomorra? Ad Enrico ho fatto solo una grande obiezione: noi italiani che schieriamo nel fantasy, nell’horror, nel poliziesco, nella fantascienza e nel western? Finiamo per concorrere alle medaglie solo con film drammatici, comici e commedie. Enrico mi ha risposto che anche nello sport è così: nel baseball non siamo granchè, così come nel cricket, nei 100 metri e in tante altre specialità. Ha ragione, è vero, ma facendo cinema non posso non sperare di vedere qualche mio talentuoso collega conterraneo vincere una medaglia d’oro olimpica con un film d’azione o un fantasy. Sarei il primo ad applaudire e a commuovermi all’inno di Mameli.


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