Una decina di giorni fa è uscito questo annuncio. Per tutti è stata una bomba esplosa all’improvviso. Per tutti tranne noi, poiché stiamo lavorando a questo progetto da più di un anno senza parlarne pubblicamente, è quello che io chiamo "lavoro invisibile". Sicuramente però, vedere che ora la cosa è ufficiale fa un certo effetto. Renderla pubblica la rende reale. Non hanno tardato ad arrivare le congratulazioni (che io accolgo e al contempo smorzo...
Potrei cominciare con una battuta sul Plumcake, potrei essere retorico nel ricordarvi che quell’uomo non era solo un attore ma anche un grande regista e fine sceneggiatore di film quali “Ricomincio da Capo”, potrei essere banale dicendo che “Ghostbusters” è un pezzo enorme della mia infanzia, potrei ammorbarvi rivelandovi che è uno dei tre film a cui sono più legato e che è uno dei motivi per cui nella vita ho scelto di raccontare storie…ed invece mi viene solo da dire che che non me l’aspettavo...
E’ la fine del viaggio. Ci tenevo davvero a mostrare che mole e tipologia di lavoro ci fosse dietro ad un progetto come True Love. Questo è più o meno il motivo per cui, nei vari capitoli del nostro Making Of, abbiamo scelto di parlare in dettaglio della preproduzione, delle riprese a Los Angeles, della costruzione del set, delle riprese in Italia, della postproduzione e dei significati del film...
Perché arrivano quei momenti in cui non è più possibile tirarsi indietro, in cui bisogna esporre la propria posizione ideologica. Temi scottanti quali l’Europeismo, i matrimoni Gay, il vegetarianesimo imposto ai neonati, il remake di Robocop. E va bene, mi faccio avanti. Per quelli della mia generazione, Robocop è infatti uno di quei 7 o 8 film intoccabili. Perfetti. Sacri. Generazionali, appunto...
E’ arrivato il momento di parlare di vero amore. No, davvero, di vero amore. Macchè “Cube”, macchè “Saw”, nel nostro film non c’è una goccia di sangue. Macchè thriller, macché horror, macché fantascienza. “True Love” è una storia d’amore. Lo dice pure il titolo (tanto è vero che il distributore internazionale in molti paesi ha voluto cambiarlo in cose tipo “Y/N – you lie you die”, perché l'ufficio marketing sosteneva che “True Love” fosse un titolo adatto solo ad una romantic comedy)...
Gravity è il primo film pienamente concepito per la stereoscopia. Sì. Il progetto di questo film è chiaro, pulito, e ne risulta un lungometraggio, al di là del gusto personale, perfettamente riuscito. Gravity non è un film girato in 3D, è un film pensato in 3D. Tutto, dall’idea di base alla realizzazione. Finalmente. Mi ero un po’ stancato di vedere film in cui il 3D “fondamentale” consistenva nel lanciarmi addosso il martello posticcio di Thor, o di occasioni mancate in cui invece che propendere per l’attrazione da Luna Park pura, si è tentato di imbastire una storia con risultati disastrosi, come l’imbarazzante Pacific Rim...
Va beh dai. Una volta girato il film, il più è fatto. Sì, col cazzo. Nonostante le riprese siano state effettuate e concluse, ed una prima forma sia stata quindi data alla sostanza, c’è ancora così tanto che si può fare creativamente nel processo di creazione di un film. Il montaggio può riscrivere completamente una storia, la musica può cambiargli completamente il senso, gli effetti speciali possono amplificare il mondo in cui quella storia è ambientata, e la color grading può cambiare la vostra percezione di quel mondo...
Una volta ho letto un’intervista in cui Sam Raimi dichiarava di sentirsi in tutto e per tutto Peter Parker e che quando ha dovuto girare la scena di Spider Man 3 in cui Mary Jane bacia Harry tradendo Peter, si è sentito male. All’epoca pensai “che stronzata di dichiarazione”. Nei cortometraggi e mediometraggi a cui ho lavorato, ho sviluppato sicuramente un bellissimo rapporto sia a livello umano che professionale con tutti gli attori, ma l’esperienza di True Love è stata diversa, totalizzante, su un livello incredibilmente superiore...
Dai basta, dobbiamo girare un film. Subito. Una roba che costa poco, una roba semplice. Chiudiamo tre attori in una stanza e poi rubiamo delle immagini fuori, con telefonini e videocamere scrause. Dai, che ci vuole? Più o meno è cominciata così. Quello che sembrava un film davvero semplice da realizzare, si è rivelato una sfida continua, tecnica, mentale, fisica, giorno per giorno. Dopo la prima puntata riguardo la genesi del progetto, e la seconda inerente le riprese negli Stati Uniti, arriviamo alla ciccia...
Ricordo un momento preciso del mio ventinovesimo compleanno. Alla fine delle riprese alla finta tavola calda di Cadillac Joe, mi infilo le cuffie nelle orecchie e cammino un po’ per i fatti miei. Dall’iPod escono le note di “Only the young”, di Brendon Flowers. E penso che sono da qualche parte in California, lontano da tutto ciò che sarebbe la mia vita, a girare un film. Dopo la mega introduzione di settimana scorsa, ecco il secondo appuntamento con il Making Of di True Love...