I 10 film che ho più apprezzato nel 2014

532936_10205454537393921_8450625662343938502_nCi siamo, il giochetto della classifica. Che anche se è un giochetto, sia chiaro, è meritevole di riflessione. Innanziutto, dovrebbe essere la classifica dei film che mi sono piaciuti di più o dei film che ho ritenuto migliori?C’è una differenza enorme tra i due parametri di giudizio, il primo soggettivo ed il secondo oggettivo, ed è una differenza che qualunque critico o recensore o influencer dovrebbe tenere sempre d’occhio. Anzi, che dico, è una differenza che chiunque dovrebbe tenere in considerazione nel momento in cui si addentra in qualsivoglia conversazione con qualcun altro. L’incapacità di scindere i propri gusti o le proprie opinioni personali dalle qualità effettive delle cose è uno dei drammi del nostro tempo, in ogni settore. Fortunatamente le conseguenze nel settore del cinema e dell’entertainment sono minime rispetto alla storia dell’umanità, ma hanno generato quell’odiosissimo sport chiamato Haters vs Fanboys, secondo cui tutto diventa o “un capolavoro” o “merda”, senza mezze misure.  Roba che mi irrita alquanto.

Ho scelto di realizzare una classifica che fosse un po’ una via di mezzo (da qui l’attenta selezione del titolo). Spoiler: potrebbe fare molto discutere. Il punto è che alcuni di questi film meriterebbero lunghe riflessioni, l’analisi di un film per me non è uno scherzo…mentre racchiusi in questo spazietto digitale non è così semplice parlarne, a meno di scrivere 5 pagine di recensione di Interstellar..ma…ecco…onestamente me e ve la risparmierei.

Comunque. Cominciamo.

Che anno è stato?

E’ stato un anno buono, buonino, non incredibile. Me ne accorgo soprattutto dalle prime 3 posizioni (non andate a sbirciare!) . L’anno scorso i primi 3 film rientravano tutti nella mia particolare classifica, quella più importante, “I film che mi hanno toccato negli ultimi anni”: GRAVITY, RUSH e DON JON. Tre film per me pazzeschi sia da un punto di vista oggettivo che soggettivo.

Qual è la regola di classificazione dell’anno?

C’è sempre il solito casino: si considera il 2014 come anno di data di uscita al cinema? Come anno di uscita nei festival? Come anno in cui io ho visto il film? Non lo so. Anche qui ho fatto un po’ un mischione. Ma ditemi subito se SINEDDOCHE, NEW YORK (uscito al cinema quest’anno ma risalente al 2012) vale come “2014” altrimenti vince tutto a mani basse. Capolavoro.

Premessa: i film che non ho visto e che avrei voluto vedere

E’ stato un anno per me intenso, discontinuo, rocambolesco. Non ho potuto quindi vedere molti film, che saranno quindi esclusi dal giudizio. Ecco la lista dei film che ho mancato quest’anno:

Sils Maria, 12 Anni schiavo, American Hustle, Colpa delle Stelle, The Congress, Dallas Buyers Club, Grand Budapest Hotel, The Judge, Maps to the Stars, Nymphomaniac, La preda Perfetta, Saving Mr Banks, Tutto può cambiare, Under the Skin, The Rover, Animal Kingdom, Il Ragazzo Invisibile, Bird Man, Badadook, Italy in a day, Mommy, I, Origins.

(ps: a quale mi fareste dare priorità?)

 

Cominciamo con le menzioni speciali.

 

Menzione speciale “Film più brutto dell’anno”:

E’ un ex aequo tra LIBERACI DAL MALE e TRASCENDENCE

locandinaIl primo è un noiosissimo poliziesco horror in cui tutto è telefonoatissimo, visto e stravisto, ed Eric Bana sembra aver perso ogni capacità recitativa. Non ho ancora capito se Derrickson sia un bravo regista o no.

transcendence.29748Il secondo invece è forse uno dei peggiori film degli ultimi dieci anni. Una trama che va avanti per inerzia, senza protagonisti, senza conflitti che si sviluppino in plot point, una premessa scientifica buttata alle ortiche sviluppata in maniera grezza e approssimativa. Noia mortale travestita da science fiction intellettualoide.

 

Menzione speciale “Non ce la faccio più, voglio solo dormire”:

tracks_posterTRACKS

 

Menzione speciale “la bizzarria” (ovvero il “Film Ma Che Caz..?)

noah-posterNOAH.

Cioè, a me Aronofsky piace tantissimo, e sono uno dei pochi (ma cazzuti) sostenitori al mondo di The Fountain (che per me è un capolavoro assoluto). Però questo film..cos’è? Ma cos’è?! Mi va bene una rilettura dei testi sacri in chiave alternativa (figuriamoci, è materia che studio da anni) , ma questo mi sembra veramente scriteriato. Un polpettone astruso di linguaggi diversi ed elementi presi da vari contesti, messo su con la scusante di essere “tratto da una graphic novel”..che ho sfogliato, e non c’entra granchè con il film. Ho cercato di immaginarmi chi potesse essere il pool di finanziatori che abbia accettato di rischiare un capitale su questo film…la mia unica spiegazione è che ci sia una volontà massonica dietro per veicolare qualche tipo di messaggio occulto. E’ più frequente di quanto pensiate. Oltre al fatto di essere un accrocchio visivo pesantissimo di idee e concetti, il problema principale del film, è che, soprattutto da metà in poi, è davvero noioso e Noah è un personaggio con cui non si riesce per niente ad empatizzare ( anzi, sta proprio sulle palle), a causa di alcune scelte narrative.

Però è un film che non riesco a odiare, tanto è bizzarro. Perché io ad Aronofsky gli voglio bene. Ma attento al prossimo , eh Darren.

Menzione speciale “Daje Italia!”:

Ex Aequo tra SMETTO QUANDO VOGLIO e L’ARTE DELLA FELICITA’.

Questa menzione nasce apposta per incoraggiare le cose belle che possiamo, sappiamo e dobbiamo fare nel Bel Paese.

locandinaIl film di Sidney Sibilia è un’ottima commedia italiana. Certo, prende in prestito la premessa da Breaking Bad, inutile negarlo, ma lo fa bene, poiché la contestualizza perfettamente nello scenario italiano. Non c’è scimmiottamento, è una storia onesta. Talmente onesta che ad un certo punto, durante un monologo del protagonista, io ero totalmente con lui. Ottimo ritmo, ottima scrittura, ottima recitazione. Dove cala? Eh, nel terzo atto. Purtroppo a mio modo di vedere il film non va a parare da nessuna parte, sia a livello di entertainment che di concetto . SPOILER: quando ci si ritrova al matrimonio degli zingari e ci si aspetta che accada un casino (come il “manuale” vorrebbe), c’è un taglio e un epilogo a flashback. Mmm, molto anti-climatico. E poi, soprattutto, visto che il film imposta un discorso riguardo il conflitto del protagonista, e per estensione riguardo la morale di tutti noi…cosa vuol dire quel finale? Cosa vuol dire quindi tutto il film? La mia sensazione forte è che il cerchio non sia stato chiuso. Last but not least, il trattamento estetico (pensavo fosse la color grading ma mi è stato detto che è la vera e propria fotografia del film) mi è sembrato davvero un po’ fortino e fuori tempo massimo.

50241Il film d’animazione di Alessandro Rak è invece un bell ‘ esempio di animazione che parli di qualcosa di autentico, e non di Gabbianelle e Gatti. Il cuore del film è sincero e questo incrocio di realtà e ricordo che mescola Napoli, Buddismo e dimensione onirica, per me è riuscito. Forse avrebbe aiutato un ritmo un po’ più sostenuto a tratti, un paio di trovate in trama in più e una regia meno “pomposa” in alcuni momenti (la metà dei movimenti di camera per me si potevano evitare o moderare…ma questo è gusto mio).

 

Menzione specale “Io Adoro i Viaggi”:

Per me un film deve essere innanzitutto un viaggio in un altro mondo. Mi ci devo immergere quando lo guardo (e personalmente, anche quando lo faccio). Ci sono film che mi danno questa sensazione in maniera molto più forte di altri. Anche qui è un Ex Aequo, tra INSIDE LLEWYIN DAVIS e ONLY LOVERS LEFT ALIVE.

MV5BMjAxNjcyNDQxM15BMl5BanBnXkFtZTgwNzU2NDA0MDE@._V1_SX214_AL_Il primo mi ha fatto sentire solo e infreddolito come il protagonista. Ero con lui. Il film però non mi ha convinto. Forse non l’ho capito. Ecco, ILD è uno di quei film che molti critici osannano, vedendoci dentro cose pazzesche, e io mi ci annoio, non ci vedo né sento niente e penso “boh, forse sarò scemo io.” Il mio amico sceneggiatore Franco Fraternale ha sviluppato una “teoria onirica” molto interessante su questo film, e io penso che abbia totalmente ragione. Vedendolo con quest’ottica, il film mi è piaciuto un pochino di più. Forse un giorno ve la spiegherà.

Only_Lovers_Left_Alive_posterIl film di Jim Jarmusch è invece classico oggetto di dibattito. A me, ancora una volta, qui ha fatto impazzire l’immersione in un mondo diverso, tra Detroit e Tangeri, percepito attraverso la personalità di due immortali. Che si telefonano dopo anni che non si sentono ma è chiaro che per la loro percezione è come se fossero passati solo tre giorni. L’atmosfera di questo film è bellissima. E la cosa bellissima è il ritratto dei vampiri che fa Jarmush, un ritratto in cui, cosa non scontata, ho creduto. Certo, c’erano certe scene che rischiavano di far sembrare tutto un po’ sciocchino…ma il rischio era quasi sempre scongiurato. Girato molto sapientemente. Il punto però è…ma quindi? Mi va bene tenere la storia molto rarefatta, quasi nulla, per farmi fare l’esperienza della percezione dilatata del tempo che puo’ avere un immortale. Però è un film…non basta un’idea, o un’atmosfera, per tenermi lì due ore. Ho letto chi ci ha visto cose incredibili nel senso del finale del film. Forse. Non lo so. La cosa bella è che mi è rimasto un qualcosa dentro. Oggettivamente però, non so se sia un gran film. E’ molto interessante, quello sì.

Menzione speciale “Sì, mi piacciono i viaggi ma a questi purtroppo non ho creduto fino in fondo”:

Ex aequo anche qui, tra ALL IS LOST e SNOWPIERCER

MV5BMjI0MzIyMjU1N15BMl5BanBnXkFtZTgwOTk1MjQxMDE@._V1_SX640_SY720_Il primo, scusate, per me è di una noia allucinante. Ma questo è dovuto, almeno per me, al problema principale: il protagonista. Io non ho creduto mai ai suoi comportamenti. Troppo calmo, troppo compassato, e troppo da copione lo sfogo finale che viene fuori dal nulla (come dire “adesso c’è lo sfogo finale che è figo che non c’è ancora stato, eh?” Film interessantissimo. Mi sono sentito a bordo della nave. Film bello? Non lo so.

imagesIl film di fantascienza coreano invece parte da una premessa molto forte…che però già genera qualche domanda a cui non c’è convincente risposta. Più il film va avanti, più ero diviso tra il sentirmi visitatore di questo strano mondo…e il non trovarlo per niente verosimile. Quindi ero costantemente attratto e respinto. Film girato benissimo, fotograficamente fighissimo, e con più di una trovata narrativa notevole. Nel complesso rimane un esperimento un po’ bizzarro: è come guardare un film asiatico interpretato da attori occidentali, che parlano e si muovono diretti da un regista, appunto, coreano. Il fatto poi di nascondere le vere motivazioni del protagonista fino alla fine, di fatto depotenziano l’empatia (diciamo già non spiccatissima ) di Chris Evans. Chiariamoci, film figo, interessante, forse uno dei più interessanti del 2014, da vedere assolutamente. Però non mi ha convinto appieno.

Menzione speciale “I blockbuster che WOW però alla fine anche BOH”:

Ax Aequo tra GODZILLA e CAP AMERICA: WINTER SOLDIER

Godzilla_(2014)_posterIl monster movie di Gareth Edwards è divertentissimo e…un attimo. E’ divertentissimo? Devo dirlo. Le parti con i mostroni si lasciano guardare, e vanno benissimo per una serata pop corn, funzionano (anche se secondo me la scelta di restare fedeli al design originario di Godzilla ha penalizzato non poco la spettacolarità del film…e fa sembrare tutto un pochino stupidino), ma , escludendo il prologo con la divinità attoriale di nome Bryan Cranston, tutte le parti con gli umani mi hanno sfracassato le palle. Noia su noia, drammi insulsi, lagne continue, momenti senza senso (“ Godzilla sta arrivando in città…aspettami!” Ma come ASPETTAMI?! Falla scappare no?!). Allora preferisco due ore di mostri che si danno le botte. Film figo eh, però poi ciao-grazie-è-stato-bello-adesso-andiamo-a-farci-due-spaghi. Trattamento visivo e approccio registico assolutamente notevoli.

images-1Ecco, Winter Soldier per me in quanto film è un pochino sopravvalutato. Calmi. Calmi tutti! Calmi! Allora, è una figata atomica. A me piacciono i prodotti Marvel, non vedo l’ora che escano. Ritengo che i Marvel Studios stiano creando un progetto multifilmico che verrà ricordato nella storia del cinema d’intrattenimento. Detto questo, come film a sé stanti, i prodotti Marvel sono sempre più inesistenti, sono semplici giganteschi episodi di un telefilm ancora più gigantesco. Sono spersonalizzati. Inoltre, alcuni sono riusciti di più, altri di meno. Secondo me WS pecca in un paio di punti. Il primo, è grosso: quello lì non è Cap. Cioè, il personaggio principale del film è la cosa più debole di tutto l’impianto. Si muove come Cap, pesta come Cap, salta come Cap…ma non è Cap. Cap è prima di tutto un motivatore, un carismatico, uno che convince gli eserciti. Io non ho mai capito perché nell’universo cinematografico Marvel Cap fosse carismatico. E questo film me lo riprova. Non ci  sono momenti che definiscono l’uomo che dovrebbe incarnare i valori americani. Il Cap dei fumetti, nel momento in cui si rende conto che deve andare contro l’autorità, contro il governo, contro lo Shield, andrebbe in una crisi pesante. Qui è tutto liquidato in 3 secondi netti. Cap all’inizio del film non sa più per cosa combattere. E alla fine lo sa? Boh. Inoltre, il piano dell’Hydra è notevole, e dovrebbe porre perlomeno qualche dubbio nei nostri eroi, considerato il discorso che fa sulla libertà. Avendo anche dei personaggi ambigui come Nick Fury e soprattutto Vedova Nera sarebbe stato interessante porsi delle domande riguardo questi temi ed elevare il film ancora di più. Invece i buoni non hanno dubbi sul fatto che devono distruggere i cattivi, fine, alla fine lo spessore del film è questo. E’ tutto supercool ma genera poche emozioni (a parte l’esaltazione), soprattutto quando Cap e Winter Soldier si scontrano. E’ tutto piuttosto freddino. Il film ha generato molto entusiasmo, tutti contenti perché è un film “realistico”, “adulto”, una “spy story”…sì ma non è che basta quello per fare un buon film. Sorvolo sul fatto che PER CASO Cap si imbatte in un un veterano capace di volare con un esoscheletro. Ehm. Non fraintendetemi, questo prodotto Marvel mi è piaciuto un botto, è pazzesco. Visivamente è una delle cose più incredibili che abbia visto ultimamente. Spaccamascella. Ma la domanda è sempre la solita: è un buon film?

Menzione speciale “Blockbuster Potenziale Sprecato”:

X MEN – GIORNI DI UN FUTURO PASSATO

X-Men_Days_of_Future_Past_posterDai, Singer. Avevi un cast della madonna, il doppio piano temporale con cui giocare, la saga fumettistica che ha ispirato Terminator… e tu te la giochi così?

Ancora una volta, non è brutto. E’…carino. Ma con questo potenziale di fuoco non ti puoi permettere di fare un film carino. Buchi di trama pazzeschi, futuro distopico edulcorato, mosceria generale (è un film di super eroi senza un combattimento finale!!). Film carino.

 

Menzione speciale “Film bello ma furbo”:

MV5BMTQzMzg2Nzg2MF5BMl5BanBnXkFtZTgwNjUzNzIzMDE@._V1_SX640_SY720_ALABAMA MONROE

Niente da dire, ben scritto, ben girato, ben fotografato, ben montato, ben musicato. Però il giochetto del “vi faccio vedere come si passa dalla felicità pazzesca dell’innamoramento allo schifo di quando ci si lascia” è ormai un po’ abusato e ci sono film che lo fanno mille volte meglio (come il capolavoro BLUE VALENTINE). Ed in più la trovata della bambina malata l’ho trovata un po’ gratuita, o quantomeno un’assicurazione sul fatto che il film avrebbe fatto parlare di sé. Ma magari è solo gusto mio. Però bel film.

Menzione speciale “Blockbuster figo ma non figo come tutti quanti si ricordano”:

EDGE OF TOMORROW

edge-of-tomorrow-poster3Il film gode di una magnificienza visiva in grado di abbindolare subdolamente chi sia in cerca di buone storie di fantascienza o semplicemente buoni film action. La prima volta che lo vidi rimasi stordito dallo spettacolo in Imax 3d, ma ricordo che la backstory non mi convinse, lo trovai un film caruccio ma confuso. Sangue alieno che provoca loop temporali, alieni Alpha&Omega, Sogni premonitori..Ma perchè?! Ma cosa?! Boh. Poi ho letto l’opera originaria, “All you need is kill”, e ho capito come ancora una volta come l’industria americana abbia fatto un pasticciaccio cambiando cose che andavano benissimo così e che costituivano un universo coerente e una storia semplice ma molto bellina. Come si dice in questi casi, “If it ain’t broke , don’t fix it.”

Menzione speciale “La figata che non ti aspetti”:

anarchiaLA NOTTE DEL GIUDIZIO – ANARCHIA

Il primo The Purge mi era piaciuto abbastanza. Premessa geniale, un inizio e una fine che erano due gioielli, e una parte centrale molto noiosa. Questo sequel parte in quarta, e porta il cinismo e la metafora (lo è?)  sociale al next level. Impossibile non trovarci echi Carpenteriani. Ritmo sostenutissimo, qualche intuizione visiva ma soprattutto diverse trovate narrative che riescono a utilizzare il concept di partenza in vari modi nell’arco dello stesso film. Prodottino con i controcazzi.

Menzione speciale “Potevi essere un capolavoro”:

images-2BOYHOOD

Esperimento pazzesco e unico. Guardare il film e vedere il trascorrere degli anni di questo protagonista (e degli attori, poiché il film è stato girato nell’arco di 12 anni!) è incredibile. Devo dire che io amo Linklater, e il film non mi ha mai annoiato, nonostante la lunghezza e la mancanza di un vero fulcro. Questo però è anche il punto debole del film. Il film finisce e scatta un grosso “ ..e quindi?!” Su cosa verte questo film? Sul passare del tempo? Che il tempo passasse, lo sapevamo già. Un protagonista non particolarmente “a fuoco” , non aiutano a sorvolare su questo aspetto. Rimane però uno di quei film che “vanno visti”, perché il modo in cui è stato concepito e girato è qualcosa di storico. Siamo davanti ad un prodigio produttivo (vi immaginate cosa può voler dire tenere le fila di un progetto di questo tipo per 12 anni, partendo a riprendere un attore da bambino? E se dopo 5 anni non vuole più recitare? E se si rivela una nerchia d’attore? Eccetera…), ma proprio per il fatto che è un film prodigioso, il rammarico di non trovarsi di fronte ad un capolavoro è grande. Nel caso lo sia e io non mi sia reso conto perché, sono curiosissimo di sentirne la spiegazione.

 

E … si entra nella top ten.

 

The_Mafia_Only_Kills_in_Summer-546660739-large10. LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE

Quando Fausto Brizzi mi disse che volevano fare un film con PIF, rimasi molto perplesso. Poi ci spiegò il concept di base, e lo trovai pericolosissimo. Un’idea che mischiasse temi molto scottanti con la commedia. Per carità, si fa, ma in Italia questa commistione è sempre delicata. Poi vidi il primo trailer, e mi ricordo che la giustapposizione tra Pif che diceva le sue cose buffe e le immagini reali delle stragi prese dai telegiornali dell’epoca mi sembrò di cattivo gusto. Però tutti mi iniziarono a parlare bene del film. E infatti mi sbagliavo. L’opera prima di Pif riesce a catturare un giusto bilanciamento tra i toni (cosa difficilissima!) e a mantenere sempre la sua autenticità (guardando il backstage si capisce ancora di più quanto sia tutto molto personale e importante per Pif) , la sua genuinità. Il nobile intento del film è di “ridere di quelli che alla fine sono solo dei poveracci” (i mafiosi). Il film mi è piaciuto e alla fine mi ha pure emozionato. Certo, fa leva su emozioni dovute a fatti di cronaca, ma fa parte del DNA del progetto. Poi oh, devo dire che il linguaggio di Pif al cinema pare funzionare e che onestamente ritengo la Capotondi una delle attrici italiane più brave del momento. Cosa rimprovero al film? Un paio di cose piccole (non ho capito, guardando il film, da cosa nasca questa empatia così forte del protagonista verso Andreotti, e non ho capito come questa venga risolta negli anni successivi, soprattutto considerando il legame che è stato scoperto tra Andreotti e Mafia..) ma una molto grossa: il film non mi sembra abbia un terzo atto. Cioè (SPOILER) alla fine i due protagonisti non fanno niente di che per ritrovarsi, per conquistarsi la ricompensa finale del loro amore, vanno tutti e due a una manifestazione e lì si ritrovano, per caso. Non se la guadagnano. Un po’ facilino, non da’ nessun payoff allo spettatore (la delusione percettiva viene mitigata da quello che è un post-finale, in cui rivediamo tutti i monumenti dei caduti , che appaga il nostro bisogno emotivo). Il film è molto gradevole ma ha questo difetto. La cosa interessante però è a monte, è la coraggiosa operazione. E l’operazione è riuscitissima.

images-39. NEBRASKA

Oh, a me Alexander Payne piace un botto, cosa vi devo dire. Lui è un altro di quelli che mi fa viaggiare in un altro mondo..ma con storie molto semplici e molto solide. E che senti che sono oneste. Il “viaggio emotivo” alle Hawaii di Paradiso Amaro mi era piaciuto molto di più, ma anche Nebraska non scherza. Con il suo ritmo, con il suo bianco e nero che alla fine funzione, con i suoi protagonisti sgangherati, con il farmi “entrare” davvero nella famiglia di un altro. Con quel tentativo impossibile di un figlio di capire chi sia e chi sia stato il proprio padre.

gone-girl-2014-068. GONE GIRL

Per me David Fincher è un genio del cinema, uno che sa quello che fa, uno che ha solo sfornato capolavori (no, Benjamin Button non esiste, è un incubo collettivo come Indiana Jones 4). Non vi dico quanto ho goduto nel farmi raccontare da Armie Hammer gli aneddoti successi sul set di The Social Network. Quando sei un genio però, generi anche un sacco di aspettative all’uscita di ogni tuo film. Le aspettative sono state soddisfatte con Gone Girl? Eeeeeh (sospiro). Gone Girl è un thriller molto bello, solido. La mia sensazione  è che siano un sacco di cose belle e interessanti in questo film… ma che Fincher non abbia affondato le zanne in nessuno di questi aspetti. Né stilisticamente (è tutto molto misurato, non c’è nessuna sequenza memorabile o trovata visiva alla Fincher) né narrativamente. I temi ci sono tutti: la manipolazione dei media delle storie di cronaca nera e l’uso stesso dei media che fanno le stesse vittime delle storie di cronaca nera per adottare strategie nei processi piuttosto che per essere percepiti in maniera diversa dalla gente…dal “pubblico”. Creando quindi un cortocircuito tra verità e finzione. I due protagonisti sono entrambi antipatici, direi vuoti. Non ci si riesce ad affezionare. A volte non sono nemmeno credibili. Ma forse anche questo è voluto, è volto a rappresentare la mancanza di verità che tende unire le persone al giorno d’oggi (io su questo ho fatto un film che, pensandoci,  forse ha più di un punto in comune con Gone Girl..), a quanto ciò che appare nei media ci sembri più vero della realtà stessa. O se non più vero, sicuramente più importante. Il che è agghiacciante. E quell’”agghiacciante” su cui il solito Fincher avrebbe costruito un capolavoro, qui ci troviamo di fronte ad un ottimo thriller , impreziosito da una colonna sonora clamorosa, con qualche zampata d’autore, forse troppo poche. Ma avercene di film così.

The_Amazing_Spiderman_2_poster7. THE AMAZING SPIDER MAN 2

Eh, lo so, qui urla di insulti. Questo film (così come il suo predecessore) è stato odiato ancor prima della sua uscita, è stato accolto con i fucili puntati dai seguaci di Raimi (o dalle nuove schiere di Marvel fanboys a cui interessa di più che Spider Man faccia un cameo in Capitan America 3 piuttosto che si realizzi un buon film che rispecchi l’essenza del personaggio). Ho letto e sentito di tutto su questo film (che, non dimentichiamolo, è il quinto di un franchise relativamente recente, incentrato su un unico personaggio). Per me è un incredibile film d’intrattenimento nonché un grandioso omaggio all’opera originaria. Leggo Spider Man da quando ho 6 anni, so di cosa sto parlando. Una volta una persona a me cara ha vomitato su questo film…io ho speso 3 ore a parlargli del perché si sbagliava e di cosa c’era di bello in questo progetto. Alla fine delle 3 ore ne era entusiasta. Ora, ho deciso di non farlo più con nessuno, perché 3 ore sono tante, però se una volta ci si becca per un caffè o una cena posso illustrarvi, gratis, perché ASM2 è una figata totale e un film notevole e farvi riflettere su molti aspetti che forse non avete preso in considerazione, giudicando con troppa foga, quasi bava alla bocca o snobberia. E’ un film spettacolare oltremodo (sono 33 anni che aspettavo di vedere l’Uomo Ragno muoversi e parlare così su grande schermo),  divertente, romantico, con un cast di fuoriclasse, rispettoso verso l’essenza dei comic books e, soprattutto, di cuore. E’ un film che vuole dire qualcosa. Un film con un tema. La prima inquadratura riprende gli ingranaggi di un orologio, tutti i personaggi del film parlano del tempo che abbiamo a disposizione, lo scontro finale si ambienta metaforicamente dentro un orologio con Spidey che cerca, letteralmente, di “fermare il tempo” …ma il tempo, insegna il film, non può essere fermato e l’unica cosa che possiamo fare è utilizzarlo nel miglior modo possibile.

 

WallStreet2013poster6. WOLF OF WALL STREET

Che dire. Interpretazioni strepitose, scrittura pazzesca, regia, montaggio, fotografia e messa in scena che manco ve lo dico. Cult. Però? Però questo film mi ha infastidito tantissimo. Non sono un bacchettone. Però credo nell’evoluzione della specie umana…se no che cosa stiamo qui a fare? In questo senso l’arte dovrebbe assumersi un compito nei confronti di chi ne fa uso. WOWS mi è sembrato un film, nel suo complesso, maldestro…o furbetto. In Wall Street, Michael Douglas era un personaggio figo, ci sono ancora persone che vogliono lavorare in borsa perché si ricordano di Gordon Gekko, ma il film condannava chiaramente un certo tipo di comportamento. Il film di Stone aveva un valore morale. Attenzione, morale, non moralistico. Metteva in scena il male a fini catartici. Perché siamo d’accordo che quello è il male, vero? Ecco, è questo il problema. Forse non siamo più d’accordo su questo punto. Quello che è rimasto ala massa (soprattutto maschile) di spettatori di WOWS è quanto fossero fighe le fotomodelle che Di Caprio si sbatteva, quanto fosse figo drogarsi e rimanere paralizzato, quanto fosse figo fottere i soldi delle persone. In molte scene la gente rideva, mentre io ero agghiacciato. Tutto quello che per me è “riempire a caso una vita vuota”, per molte altre persone è “ricchezza”. Già siamo in un’era priva di ideali e di esempi, già la gente non ha voglia di combattere per i propri sogni o peggio ancora è così pigra da non averli neppure dei sogni, se in più i film si mettono a glorificare le teste di cazzo, le cose non possono che peggiorare  In questo Scorsese è furbetto o maldestro? Dico maldestro perché, SPOILER, mi è sembrato ci fosse, nei minuti finali , il tentativo di dirci “oh, signori, vi ho imbastito questa storia basata sul male mettendovela giù come una commedia grottesca in cui tra l’altro non vi faccio mai vedere le vittime rovinate da questo coglione ed in cui vi faccio vedere i poliziotti più sfigati di lui…ma alla fine rovescio tutto, perché vi faccio vedere come questo signore alla fine fosse andato così fuori di melone che metteva in pericolo la vita della sua bambina e dà un pugno nello stomaco a sua moglie. E finisce in prigione, eh.” Però mi sono chiesto..è abbastanza? E’ stato un rovesciamento di prospettiva sufficientemente chiaro? E’ vero che un pugno nello stomaco ad una donna dovrebbe essere una prova incontrovertibile del “OH QUELLO E’ UNA MERDA, E HA SBAGLIATO TUTTO , CARI RAGAZZI CHE LO AVETE IDOLATRATO DURANTE LA VISIONE DEL FILM”, ma tutto ciò che precede quel momento è talmente glorioso e glorificante che non so se è abbastanza per “raddrizzare “ il film. Tanto è vero che poi il protagonista va in una prigione con i campi da Tennis..e alla fine è pronto per formare una nuova generazione di lupetti. Quindi Scorse furbetto? Forse. Però filmone. Però mi è stato sul cazzo. Perché è cento volte più difficile essere una brava persona che una testa di cazzo, e le brave persone in questa era per i miei gusti non sono celebrate abbastanza. Però filmone.

 

interstellar35. INTERSTELLAR

Eh, ciao. Mo’ dobbiamo parlare di Interstellar in poche righe, sì , certo. Cosa dire. Cercando di essere sintetici. Questo film non è neanche lontanamente un capolavoro. La sceneggiatura è un insieme di concetti spesso infilati dentro a forza, di punti poco chiari se non incomprensibili (a tutti quelli che hanno definito un capolavoro il film ho fatto delle domande, ammettendo di non aver capito alcuni punti, e non mi hanno saputo rispondere… ehm…) , di momenti anche molto goffi , quasi ridicoli…anche sulla regia io avrei da dire, è parecchio discontinua e non sempre efficace… però è un film importante. Per diversi motivi. Innanzitutto, che piaccia o no, Nolan ormai è un autore, ed è un autore gradito alla massa. E’ un autore pop. E il fatto che ci sia un prodotto di massa che si prenda la responsabilità di mettere insieme un’opera talmente complessa per un pubblico abituato a robe come Transformers 3, è una cosa solo positiva. Preferisco che la sala sia piena per un astruso film di Nolan che per un blockbuster senz’anima. Così come Inception, Interstellar non è un buon film, ma è un ottimo oggetto. Da studiare, capire, guardare. La cosa bella che mi piace di questi due film citati (i capolavori Nolaniani sono altri, ovvero Memento e The Prestige) è che, anche se non mi sono piaciuti, giorni dopo la loro visione, continuavo a pensarci. Mi sono rimasti in testa e continuavo a viaggiarci dentro. Questo non è una cosa da poco. I film di Nolan possono comunicare con l’inconscio, anche se non piacciono. Il film contiene alcuni momenti di puro, altissimo cinema (purtroppo molto pochi), e anche questo non è poco. La cosa che mi è piaciuta di più del film è il coraggio di costruire un progetto così costoso attorno al concept: l’amore non è (solo) un sentimento melenso codificato dalla chimica del nostro organismo, ma è una forza scientificamente misurabile in grado di viaggiare attraverso tutte le dimensioni, tra cui il tempo. Mica cazzi. Se hai il coraggio di prendere questo come punto di partenza e costruirci sopra un film (quindi un rischio industriale) da centianaia di milioni di dollari ,già hai un pezzo della mia stima. Alla prima visione mi aveva lasciato estremamente perplesso e deluso non poco, specialmente la seconda parte con Matt Damon, l’invitato a sorpresa, che gli dice che possono costruire la nuova civiltà umana in un pianeta con condizioni climatiche assolutamente ostili all’uomo…il tutto per elaborare un giga piano da cattivone solo per non scusarsi del fatto che aveva mandato il segnale per chiamarli (cosa NON calcolata dalla Nasa… cioè  non calcoli che magari qualcuno svalvola e manda lo stesso un segnale perché si sente un pochino solo?) Poi va beh, tutte le stramberie su i “loro”, sulla gravità…ci sta tutto, ma spesso è detto veramente male. Come la scena finale dentro il Tesseranto, visivamente bellissima ma…servivano davvero gli spiegoni pronunciati ad un robottino sopravissuto non si sa come dentro un buco nero? Sorvolando sul fatto che era ovvio che i libri non cadevano a causa di un fantasma… Ma sto divagando. E’ un film che fa discutere, divagare. Alla seconda visione ho compreso meglio alcune scelte di Nolan e ho apprezzato molto di più il film (che gode di una bellissima colonna sonora). Proprio come per Inception, la premessa rischia di mangiarsi il film stesso (e forse lo fa), ma mi ha donato qualche emozione molto forte nonostante la sua profondisisma imperfezione, per cui è qui nella classifica.

503484. LO SCIACALLO

Bomba. Un film che ritrae perfettamente uno dei mali del giorno d’oggi, il giornalismo sensazionalista fai da te che diventa parte della struttura dei mass media “ufficiali”. Cinico ma realistico al punto giusto. Un Jake Gyllenhiaal strepitoso. Una Los Angeles reale, cinematograficamente insolita e palpabile come quella di Drive. Non urlo al capolavoro perché ritengo che anche questo film vada a parare concettualmente in un cul de sac poco chiaro. Cosa mi vuole dire il finale? Al giorno d’oggi ho l’impressione che molti film vengano fatti perché partono da una buona idea. Ma i film non sono solo idee, sono storie. Per me ogni narratore non si dovrebbe mettere a raccontare una storia prima di avere in testa un inizio, una fine e un momento importante nel mezzo. Poi ho trovato poco adatta la colonna sonora quasi vincente e trionfalistica di James Newton Howard, rispetto ad un protagonista così sinistro che spero non sia nemmeno catalogato come “anti-eroe”. Però un bel film-ritratto dei nostri tempi.

491793. I GUARDIANI DELLA GALASSIA

Entriamo in pole position. Che bomba di film, che bomba di film. Un mix di ingredienti esplosivi. Un attore protagonista irresistibile (consiglio visione in lingua originale), uno spettacolo audiovisivo continuo e mai scontato, un umorismo originale e pungente, momenti cult, e tanto amore verso gli 80s. Mi sono accorto che questo film aveva qualcosa di decisamente speciale nel momento in cui mi sono ritrovato con un nodo in gola per colpa di un procione e un albero. Questo film fa emozionare con un procione e un albero. Cosa si può volere di più? Forse mi interessa seguire più questa banda di disperati che sapere cosa è successo a nonni-Jedi e nonni-Sith. Siamo tutti un po’ Kevin Bacon.

her2. HER

Si parlava di viaggiare dentro altri universi tramite i film. Spike Jones è uno dei maestri assoluti di quest’arte. Her crea un futuro tanto originale quanto verosimilissimo in cui è impossibile non ritrovarsi quasi istantaneamente. E’ la nostra casa di domani, forse di oggi. E’ il futuro verso cui proviamo nostalgia. Con una sensibilità particolarissima, Her non parla della relazione tra un uomo e una macchina, come si è pensato erroneamente, bensì dell’elaborazione della fine della relazione precedente ( o meglio, della relazione più importante) attraverso le relazioni successive. La riflessione sull’amore ai tempi di facebook (e twitter, e instagram, e tinder, eccetera) infatti non prende posizione nette, non è richiesto. Tutto in questo film è pazzesco (anche se forse avrei preferito un finale più incisivo…è bello ma gli manca qualcosina per essere potente e memorabile). Più un film è bello, meno c’è da dire.

 

locke_ver5_xlg1. LOCKE

E’ lui il mio colpo di fulmine del 2014. Un film che va dritto, come la macchina del protagonista, che non ammette dubbi, crisi, ripensamenti. In questo si denota subito un’insolita caratteristica strutturale del film. Solitamente ogni film (o la maggior parte di essi) è caratterizzata da una struttura narrativa in 3 atti, o quantomeno dal cosiddetto “viaggio dell’eroe”, che deve arrivare alla fine del suo viaggio (quindi alla fine del film) completamente trasformato da tutte le prove e le scelte sul suo cammino, rendendo di fatto utile il viaggio a cui abbiamo assistito e a cui abbiamo partecipato. Ivan Locke invece non ha dubbi, mai. E’ un samurai. Decide una cosa all’inizio del film e la porta avanti fino alla fine. La fine del viaggio lo trasforma di fatto (in un finale secondo me geniale, raffinato ed efficace), ma senza che il personaggio passi attraverso la sua proverbiale crisi e risoluzione, morte e rinascita. In Locke tutto è minimale ma essenziale, ed essenzialmente perfetto. La perfomance degli attori, la regia, la fotografia, la colonna sonora… Anche piccoli particolari stupidi e apparentemente ininfluenti, come il raffreddore del protagonista, mi hanno fatto sentire a bordo di quell’auto, in quella fredda notte. Ho viaggiato con Ivan Locke. Un uomo tutto d’un pezzo. Un pezzo chiuso, bloccato, impenetrabile. “Locke”, come “Lock” o “Locked”, chiuso appunto. Impenetrabile, come il cemento su cui Locke lavora. Elemento simbolicamente non scelto a caso, poiché è appunto associato ad un uomo inamovibile, dalla morale granitica. Instant cult.

Il 2015 inizierà tra poche ore. Non lo so come andrà, che alla fine è il bello di trovarsi alla fine di un anno e all’inizio di quello successivo. Ma so che nella mia top ten del 2015 ci sarà questo.

Buon anno a tutti.


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