“The Girl is Mine”

Vi trovate davanti alla vostra ex ragazza. Lei è lontana, non vi ha ancora visto. E’ passato del tempo dall’ultima volta che vi siete incontrati. Giorni, mesi in cui è successo di tutto. Avete riflettuto molto, avete agito di conseguenza, avete vissuto intensamente. Avete un pezzo di vita intera da raccontarle, vita nuova, ma centinaia di pensieri si sovrappongono chiari nella vostra testa e quando provano a diventare parole si incasinano, si disordinano, e non sapete nemmeno da dove cominciare per poterle comunicare qualcosa che abbia un filo logico, un senso compiuto. Ah, e respirare non vi riesce mica tanto bene. Tra l’altro è probabile che voi l’amiate ancora, ma questo non potete dirglielo subito o altroché casini. Quindi avete molto da dire, adesso non sapete come dirlo, ma è importante che lo diciate.

Parlare di Mine senza parlare di Mine. Più o meno è questa la sensazione. Vorrei così tanto potervi raccontare qualcosa (anche perché gli amici di BestMovie sono stati così gentili da chiedermelo), ma un po’ mi trattengo perché non voglio certo rovinarvi nessuna sorpresa. E un po’ non posso, perché è ancora presto, perché molte cose sono ancora indefinite e perché non ne abbiamo tecnicamente il permesso.

Parlare di Mine senza parlare di Mine. E ce ne sarebbero così tante di cose da dire. Forse non riuscirò mai a dirle tutte. Ma questo è un buon motivo per provarci. E’ un buon motivo per fare un film, per quanto mi riguarda.

1797382_10151980948983358_1599768308_nMine nasce da un miscuglio di forze traumatiche e passionali. Il 23 Dicembre 2012, il nostro manager ci chiama e ci spiega che dopo 3 anni di sviluppo presso un major studio americano, il progetto a cui stavamo lavorando sarà dato ad un altro regista per decisione di uno studio executive. Era un film basato su un nostro cortometraggio, ed in totale abbiamo speso 6 anni della nostra vita a dare forma alla sua versione cinematografica. 6 anni di lavoro e dedizione svaniti in una telefonata. Alla vigilia di Natale. Dopo un anno che-personalmente-non-vi-dico. Quindi nella Skype Call si parla già di cosa fare, di quale debba essere il progetto che ci possa far finalmente esordire come registi sul mercato internazionale. Quasi per caso, gli accenno il concept di Mine. Gli piace moltissimo. Dice che vale la pena lavorarci. Che è il progetto giusto. E così io e Fabio Resinaro ci mettiamo al lavoro. Ennesima batosta, ennesima reazione. Perché ormai ci è chiaro che se arriveremo da qualche parte in questo impervio percorso, non è per come abbiamo imparato a sferrare i colpi, bensì per la tenacia con cui ci rialziamo ogni volta. Ogni volta.

Da quel 23 Dicembre, il progetto si è messo sui binari dell’operatività. Ma già esisteva. Dunque da cos’è nato Mine?

Ora, il bello è che il concept di Mine non è uscito nel comunicato di Variety. C’è una breve sinossi, riportata anche da BestMovie…

il film vedrà Armie Hammer nei panni di un soldato che, dopo una missione fallita, si ritrova bloccato nel deserto e dovrà sopravvivere a diversi pericoli, anche psicologici ,dovuti dalla situazione tutt’altro che semplice situazione.

…ma non è rivelato il vero concept del film. Tra l’altro, l’ho trovata una mossa furba. Per cui, è ancora più difficile per me parlarvi di questo film in maniera ordinata e organica. Ma è così che va, non si puo’ aspettare di avere in testa tutto il filo del discorso per parlare a quella ragazza. Ad un certo punto devi andare, dirle qualcosa e danzare con gli imprevisti che l’universo ti pone di fronte.

Mine nasce da due componenti ugualmente importanti che hanno dialogato tra loro in maniera naturale ma consapevole.

1004970_10151980948063358_1921197563_nDa un lato, è stato generato dalla sfera creativa ed emotiva al cuore della collaborazione di Fabio&Fabio. Era una storia che abbiamo deciso di voler raccontare (ed il come lo abbiamo deciso è molto divertente, ma non posso raccontarvelo finchè non conoscerete l’idea alla base..) perché è una di quelle storie che sentiamo particolarmente. Non a caso lo script di Mine è stato scritto in un momento molto particolare sia per me che per Fabio e affronta temi molto personali. Come ho già avuto modo di dire su Bestmovie cartaceo, non si tratta di un film militare o di un film di guerra. Mine è un vero e proprio viaggio verso la sopravvivenza, ed in questo viaggio non possono che essere presenti forti interrogativi verso l’individuo: Chi sono io? Perché sono così? Perché voglio sopravvivere?

Dall’altro lato però, Mine è frutto di una strategia ben precisa, risultato della nostra personalissima esperienza di 14 anni di lavoro. Abbiamo capito che, almeno per quanto riguarda noi, è inutile spendere anni a sviluppare un film da decine di milioni di dollari presso gli studios americani, perché le proabilità che quel film ottenga il green light è bassissima. Prima devi affermarti in qualche altro modo sul mercato.

Per cui abbiamo pensato: dobbiamo scrivere un film che sia a basso budget, high concept e che possa attirare l’attenzione di qualche grosso attore che abbia voglia di mettersi in gioco e sporcarsi le mani in un film ultra-indipendente. Perché solo il cast smuove i soldi, e per fare un film avete bisogno di soldi. Quindi, di un cast.

635000982845040463-iwiSASZApibMine è quello che si definisce un high-concept movie, ovvero uno di quei film che ha una storia, sì, ma si basa molto su un’ idea molto forte di base. Per farvi un esempio…Buried – sepolto (tra l’altro prodotto dal nostro stesso produttore). O In Linea con l’assassino. O il primo Saw. O, a suo modo, anche Gravity (ricordatevi che sono Vergine, non faccio esempi a caso…). La premessa è molto forte, e permette all’attore protagonista di dimostrare tutte le sue doti interpretative. Ma è anche molto difficile da gestire in uno script da 90 minuti. Per cui abbiamo lavorato un anno e due mesi sullo script. Cercando di applicare ad una premessa apparentemente così limitante tutta la struttura narrativa di un film normale. Tre atti restaurativi, plot point, mid point, pinze, eccetera. E cercando di infondere la nostra voce in quello che parte come un thriller per diventare un vero e proprio drama.

In questi quattordici mesi di lavoro sulla sceneggiatura abbiamo avuto solo dei feedback dal nostro manager e la sua socia, per cui anche di fronte a diverse critiche, abbiamo dovuto cercare di rimanere lucidi capendo ciò che andava cambiato e ciò che invece andava preservato secondo la nostra visione. Ciò in cui credevamo. All’ottavo draft abbiamo ottenuto l’ok da Peter, secondo lui lo script era pronto per essere mandato alle varie agenzie degli attori per capire chi potesse essere interessato a ricoprire il ruolo del protagonista.

armie9Dove per “interessato” intendo “interessato a lavorare a un progetto rischioso e piccolissimo, per pochissimi soldi, con il calendario libero, sobbarcandosi tutto il film sulle proprie spalle, nel mezzo del deserto, con due registi italiani esordienti”. Nonché bravo a recitare nonché valore aggiunto per la sales agency che avrebbe dovuto vendere il film a distributori e buyers.

E l’abbiamo trovato. Ma dell’incontro con Armie Hammer parlerò un’altra volta.

1486759_10152028833448358_569256267_nLa cosa che ci ha riempito di piacere ed orgoglio è che tutti, ma proprio tutti, sono impazziti per la sceneggiatura. Forse è la prima volta che ci succede in maniera così univoca. E dopo quattordici mesi di lavoro in trincea di scrittura, forse ci eravamo dimenticati che stavamo scrivendo qualcosa di davvero speciale.

Così speciale che…ora inizio a sentire la pressione. Questa sceneggiatura sta piacendo talmente tanto a tutti, e stiamo facendo conversazioni così profonde che ora mi approccio ad essa come se l’avesse scritta qualcun altro. Sento la responsabilità di dover portare giustizia a questo script. Dobbiamo girare un film che sia all’altezza del materiale originario. Il che fa un po’ ridere se si pensa che il materiale originario l’abbiamo scritto noi.

10391420_687755844650855_76307855737432338_nI seppur brevi incontri con gli attori, dai più sconosciuti ai professionisti del calibro di Josh Hartnett, Alex Pettyfer o Luke Evans, ci hanno dato molto in termini creativi e soprattutto umani. Dopodiché tutto ha accelerato di colpo: il nuovo polish della sceneggiatura, le manovre finanziarie per mettere insieme il budget, decine di Skype call con attori per ruoli secondari, l’entrata di K5 International che a Cannes ha presentato il progetto con tanto di locandine e banner (che non possiamo mostrarvi, argh!) per le pre-vendite del film.. Pre-vendite che condizioneranno il calendario di riprese e il destino del film… Pre-vendite che mentre vi scrivo non so ancora come sono andate…

Insomma, qualcosa ve l’ho detta. Forse confusa. Non ho la minima idea di dove si vada da qui in avanti. Ma so qual è il prossimo passo.

Vado a dire qualcosa a quella ragazza.


6 Risposte per "“The Girl is Mine”"

  • ilconterik :

    In bocca al lupo!

  • morgan-masci :

    WOW! Complimenti Fabio! Bravissimi! Un GRANDE in bocca al lupo!

    PS: hai visto “Smetto quando voglio”? Che ne pensi? Io ne capisco davvero poco ma, ecco, a me quello è sembrato un film italiano riuscito. Peraltro, se ho letto giusto, prodotto e girato da giovanissimi.

    All’estremo produttivo opposto mi piacerebbe tanto sapere la tua anche sul nostro film premio Oscar, “La Grande Bellezza”, mi incuriosisce il parere di chi il cinema lo vive dall’interno, perchè son sicuro che Voi vedete cose che noi semplici fruitori non cogliamo…

    Grazie e complimenti di nuovo!

  • fabio-guaglione :

    Grazie Ilconterik!

  • fabio-guaglione :

    Ciao Morgan-Masci, grazie per i complimenti.

    Purtroppo il tempo scarseggia e faccio davvero fatica a seguire film, serial tv, fumetti, libri, videogame, eccetera, che si ammassano sulle mensole.

    Non seguo particolarmente “il cinema italiano”, poiché lo tratto come tutto il resto del cinema: leggo una sinossi o guardo un trailer per capire se mi puo’ interessare o meno.

    Ho visto “smetto quando voglio” proprio perchè dal trailer mi era sembrato un mash-up di Breaking Bad all’italiana con un tono che avrebbe potuto funzionare. Il film mi è piaciuto. Ha un leggero calo di sceneggiatura a mio modo di vedere nel terzo atto, ma sta in piedi, c’è un concept e una struttura, i dialoghi sono carini, gli attori me li sono proprio goduti e non l’ho trovato una “scopiazzatura” di un film di genere, è un film di genere italiano. Ci sono delle cose che non mi hanno convinto, ma nel complesso lo promouovo e gli dico pure bravi.

    “La grande bellezza” non mi aveva attirato (al di là del mio giudizio personale sui film di Sorrentino, riconosco che è un regista importante), però avrei voluto recuperarlo quando lo hanno dato in tv. Purtroppo mi hanno chiamato e dopo venti minuti di telefonata ho salutato il film… Forse un giorno lo recupererò.

    Mi spiace molto di non aver visto “La mafia uccide solo d’estate” e cercherò di recuperarlo quanto prima….

  • marialaura87 :

    wow.

  • fabio-guaglione :

    Ciao Marialaura.

    Nessuno aveva mai commentato con un “wow.”

    Lo prendo come un complimento.

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