Gravity, il primo film.

Gravity è il primo film pienamente concepito per la stereoscopia.
Sì. Il progetto di questo film è chiaro, pulito, e ne risulta un lungometraggio, al di là del gusto personale, perfettamente riuscito.

Gravity non è un film girato in 3D, è un film pensato in 3D. Tutto, dall’idea di base alla realizzazione.
Finalmente.

Mi ero un po’ stancato di vedere film in cui il 3D “fondamentale” consistenva nel lanciarmi addosso il martello posticcio di Thor, o di occasioni mancate in cui invece che propendere per l’attrazione da Luna Park pura, si è tentato di imbastire una storia con risultati disastrosi, come l’imbarazzante Pacific Rim.

Anche lo stesso Avatar, primo sponsor e film rivoluzionario in termini tecnologici, fu per me una mezza delusione, perché mi aspettavo un film in cui il fattore stereoscopico fosse protagonista assoluto. Mi aspettavo un film in cui la scoperta di un nuovo mondo e di una nuova civiltà fosse vista e percepita dallo spettatore attraverso una sceneggiatura, una regia e un montaggio volto a farci vivere l’esperienza in modo rivoluzionario. Così non fu. Avatar è una storia classica, scritta in modo classico, girata in modo rivoluzionario (con la tecnica della performance capture), ma lo scopo di quella rivoluzione era cambiare per sempre il modo in cui vengono creati i mondi in cui i film sono ambientati, non il modo in cui viene percepito dagli spettatori. Come se la tecnica non si spingesse tanto da condizionare il linguaggio.

Io non sono un fan dei film che sono tecnicamente superbi a discapito di una storia molto esile. Solitamente preferisco una storia che mi inchioda alla poltrona, anche se girata con un iPhone.
Non si può senz’altro dire che la sceneggiatura di Gravity sia densa, tutt’altro. Il materiale narrativo è talmente rarefatto da poter sembrare diluito.
Ed invece no.

No, perché questa semplicità estrema della sceneggiatura è al totale asservimento del progetto filmico, progetto che diventa una vera e propria esperienza oltre il semplice rapporto narratore/pubblico. Una sceneggiatura più “carica” avrebbe stonato nel quadro generale dell’opera. Avrebbe alterato il suo DNA in maniera deformante. Avrebbe appesantito l’esperienza, e avrebbe distratto i sensi dello spettatore perfettamente immerso in un’altra realtà. Tutti gli elementi di Gravity sono sapientemente usati per farci vivere ai confini dell’orbita terrestre: scrittura, ingegneria delle inquadrature, ritmo, fotografia, reparto sonoro…ed infine il senso.

Sì, perché Gravity non è un mero showreel di effetti speciali. La storia va oltre la sua semplicità; i pochi elementi sono rappresentati e fatti vivere attraverso il simbolismo. Gravity è un film chiaramente psicomagico. Capirlo è secondario rispetto al viverlo; l’inconscio dialogherà con i simboli del film al posto della vostra coscienza.
La potenza emotiva degli ultimissimi secondi mi ha completamente conquistato.
Non ho smesso di pensarci da ieri.

Gravity ci ricorda che il cinema è un’arte giovane. Che c’è ancora così tanto da fare. Che le nuove tecnologie possono aprire nuove strade narrative, e non solo sbalorditive per il solo gusto di esserlo.
Allora se un film deve essere stereoscopico, posso accettare questo patto: film-attrazioni, in cui lo spettatore è a metà tra l’apprendere una storia e farne esperienza diretta. Un equlibrio delicato, una danza orchestrata con maestria da un autore come Cuaron, che servirà come esempio a tutti coloro i quali vorranno cimentarsi in un’opera analoga. Augurandomi che ognuno di questi autori tenga a mente il cuore di Gravity, il cuore di ogni space opera, il cuore di ogni film:

Ogni viaggio al di fuori di noi non serve a nulla se non ci riporta dentro noi stessi.


3 Risposte per "Gravity, il primo film."

  • granji :

    Ho visto Gravity in MEGA IMAX 3D al Metreon di San Francisco.
    Niente di così ecclatante.

  • arachnia :

    Meno male che qualcun’altro pensa che Pacific Rim sia imbarazzante!

  • slask :

    per granji: “niente di così ecclatante”??

    Sorvolo sulla doppia c errata.. ma… seriamente? Allora mi domando cosa tu possa trovare di eclatante al cinema. Perchè sinceramente Gravity è una delle esperienze visive più spettacolari del decennio, se non oltre.

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