La teoria del film precedente.

No va beh, va bene tutto, ma qui forse siamo arrivati al limite.
Vado a vedere Bourne Legacy. Di Tony Gilroy , da me molto stimato.
Cazzo, Tony..cosa hai fatto?!

La storia di The Bourne Legacy è : lui è il nuovo protagonista della saga di Bourne. Non ha nessun dramma, nessun problema di incasinamento di memoria (come invece aveva Bourne, che, scusate, era anche la sua caratteristica principale, una sorta di Wolverine ante-litteram). Il suo unico problema è “mah, io qui sui monti sono tranquillissimo eh, però c’ho il dubbio che qui mi stanno usando per qualcosa che io non so, boh, quindi adesso faccio un po’ di cose a caso e semino zizzania“. Quindi il tipo fa cose a caso, semina zizzania finchè arriviamo al clou del film: Aroon Cross (questo il nome fictionale di Jeremy Renner un po’ in crisi d’intentità essendo sballottato tra l’essere Clint Burton e l’agente supersegreto di Mission Impossible 4) deve trovare una pillola per non morire. Ocio però, la pillola sta in Costarica, o comunque in culo ai lupi. Quindi lui e la scienziata bella (che ci vuole perchè fa love affair, che ci vuole) vanno in Costarica a prendere la pillola. E, soprattutto, devono scappare, perchè tutti li vogliono morti. Tutti quelli delle organizzazioni para-governative cattivissime, in primis Edward Norton che accetta questo ruolo per pagarsi le rate delle ville sparse per il mondo, non curandosi di leggere la sceneggiatura e quindi non accorgendosi del fatto che il suo personaggio non si sa bene che fine fa.

Ok, l’ho fatta lunga. La vera storia è : lui deve trovare la pillola e scappare, se nò muore.

FINE.

Non c’è altro, nessun segreto da svelare, nessun complotto internazionale che mette in pericolo la sicurezza di sticazzi, nessuno da salvare (che è il minimo sindacale strutturale in un film di entertainment).

NO. NIENTE.

E infatti gli ultimi 15 minuti di film consistono in : LUI SCAPPA IN MOTO. Oh, giuro.

E, ovviamente, finisce come tutti gli altri Bourne. Anche con la stessa canzone (non si sa mai, che poi magari il pubblico non capisce).

Tralasciamo regia, montaggio, approccio realistico all’action, tralasciamo tutto, per non infierire.

Ma questo film è l’inaspettato trionfo del nulla da major-spremi-franchise-prima-che-la-nave-affondi. Inaspettato perchè la saga di Bourne si basava su una certa sofisticazione, e perchè il buon Gilroy ha sfornato Michael Clayton (uno dei miei film preferiti, se vi interessa) e l’interessantissimo Duplicity.

Il punto è questo: questo film ha fatto un sacco di soldi.
Ma come è possibile?

Io ho la mia teoria. Si chiama “Teoria del film precedente“. E più o meno consiste in questo: quando esce un film che si basa su un franchise, la maggior parte della motivazione del suo successo o insuccesso dipende dal gradimento del film precedente del franchise.

Molti avranno quindi detto “oh figata andiamo a vedere il nuovo Bourne!” E giù di milioni di dollari.

Pensate a quel popo’ di film che è Batman Begins. Al botteghino non andò benissimo. Eh, per forza, il film prima era l’arlecchinesco Batman & Robin di Joel Schumacher. Un film diventato famoso per i Bat-Capezzoli, e ho detto tutto.

Transformers 2 e 3 sono delle boiate incredibili, ma molti sono rimasti talmente entusiasti del primo (in cui c’erano degli sceneggiatori seri che non si inventavano la trama in sala montaggio…aargh!) che per affetto sono andati a seguire i destini di Sam Witwiky, Mikaela e Bumble Bee. (se non notate la differenza tra Transformers 1 e 2/3, non riusciremo ad avere un buon dialogo cinematografico).

Altri esempi?
Indiana Jones 4? (sì, esiste, non è un incubo collettivo)

Pensare all’imminente reboot di Robocop. Tutti quanti lo odiano già. Ma sono sicuro che farà un sacco di soldi.

La lista è allungabile all’infinito. Credete anche voi nella teoria del film precedente? E se questa funziona, come andrà Prometheus 2? E ditemi la verità, non vorreste che anche il vostro cognome fosse Witwiky?


2 Risposte per "La teoria del film precedente."

  • gg_gab :

    Sono sicura al 100% che la tua teoria del film precedente sia vera.
    Perchè fare fatica e creare qualcosa di “nuovo”: finanzio una vaccata che il nome ce l’ha già e il mio investimento è assicurato.
    Business is business

  • fabioguaglione :

    Ciao Gab,
    grazie per la tua risposta.

    Mi sento di precisare una cosa.
    I film (soprattutto dal punto di vista dei produttori) si sono sempre fatti per generare incasso, inutile negarlo.

    Il problema della nostra era è che le major sono diventate completamente insicure sull’esito di eventuali prodotti originali (quindi non tratti da precedenti franchise). Grossa parte di questa “paura” è motivata dalla dilagante pirateria. O, come lo chiamo io, “scaricamento illegale” (poichè “pirateria” è una parola che contiene anche un che di eroico e romantico che c’entra poco con il rubare).

    Ergo, soprattutto per una multinazionale come Fox o Warner, diventa essenziale essere matematicamente sicuri di trarre grossi profitti da grossi investimenti. Da qui, la mania del reboot, sequel, prequel, spinoff, squaequel, sprequel, spreadquel, ecc…

    L’unica altra risorsa che hanno, è quella di generare film a bassissimo costo, come i famosi found footage. Calderone dentro i quali troviamo prodotti veramente low-low-budget come “Paranormal Activity”, o anche più consistenti, come il coraggioso “Chronicle“.

    Certo, non è una scusante. I film, anche se appartenenti da un franchise, dovrebbero essere belli comunque.

    E’ anche per questo comunque, che ritengo che le cose più interessanti degli ultimi anni probabilmente sono state generate fuori dal contesto dell’Hollywood System…

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