Prime tappe del tour del Vero Amore.

Alcune persone seguono questo spazio che gentilmente BestMovie mi concede perché scrivo cose ritenute buffe. Altre persone perché scrivo cose ritenute interessanti. Altre ancora perché conoscono il mio background e le mie attività come metà del duo “Fabio&Fabio” (no, non siamo parrucchieri, facciamo queste cose).

A questa terza categoria quindi non sarà sfuggito il nostro ultimo progettino, TRUE LOVE, di cui su Best Movie si è parlato qui e qui, e sul mio blog qui , qui e qui .
A questa terza categoria (che ringrazio) e auspicabilmente anche alle altre due, spero possa interessare sapere come sono andate le prime tre proiezioni pubbliche del nostro film attraverso lo spazio sia professionale che privato di un blog.

E’ di cattivo gusto parlare in questo spazio di un mio/nostro progetto? Vi è un conflitto di interessi?
Ritengo di no, in quanto True Love è un piccolo progetto che ha bisogno di essere conosciuto.

Io avrei voglia di parlarne. Se voi avete voglia di leggere, ecco qui.

LONDRA, 4 MAGGIO : SCI FI LONDON

La premiere mondiale è avvenuta a Londra, al British Film Institute, in occasione del Sci Fi London Film Festival. Essendo ad un tiro di schioppo dall’Italia, l’occasione è stata propizia per una rimpatriata della crew del film (ad eccezione quindi del cast americano). Molti di noi non avevano mai visto il film completato (mentre quelli che ci avevano lavorato di più come me, Fabio Resinaro, Enrico Clerico Nasino o il montatore Tommaso Norfo, erano giunti praticamente alla millionesima visione, superando ormai anche la soglia dell’odio e della nausea).
L’emozione era comunque tanta, poiché dopo tanto tempo, la creatura comincia a muovere i suoi primi passi, e diventa oggetto dei giudizi altrui, che a loro volta la faranno vivere tramite i pensieri, le teorie e le sensazioni delle persone.

Un’intervista radiofonica al volo, una cena al volo, ed arriva il momento. La sala 1 del BFI è maestosa, 400 posti (quasi tutti occupati), ed il livello tecnico della proiezione è molto alto, eccezion fatta per una calibrazione esagerata dei bassi. Stiamo guardando il nostro film al cinema.

Ma il punto fondamentale dell’esperienza era che finalmente avremmo visto il film, che conosciamo ormai a memoria, insieme ad un pubblico. Ad una moltitudine di persone che avrebbe reagito a ciò che avevamo creato. E’ stato quindi molto interessante e molto istruttivo vedere il film in sala. Personalmente ho seguito il progetto in ogni singola sua fase, ma vedere il film al cinema con il pubblico è stato per me un modo completamente diverso di vivere True Love. E’ come se l’elettricità delle persone presenti veicolasse la percezione del film attraverso la sala (no, non è un concetto new age, è un concetto new science).
Abbiamo avuto modo di constatare quando il pubblico sorrideva o rideva: poco, essendo un thriller psicologico, ma un paio di punti decisamente inaspettati, ma che con il senno di poi hanno perfettamente senso se lette con una perversa ironia. Erano piccole risate isteriche. Abbiamo avuto modo di “testare” se i momenti “da salto sulla sedia” funzionavano.

Immagino conosciate già, anche in base ai link di cui sopra, il concept del film. Bene, ad ogni domanda che il device rivolgeva ai protagonisti, è stato strano e figo percepire il pubblico che “reagiva” con una sorta di silenzio + breve momento di sospensione + “uhm…e io cosa risponderei a questa domanda? Quanto sarei disposto a rischiare per la persona che amo? Quanto sarei disposto a rivelare di me stesso?

Nei momenti finali del film si sente qualcuno che fa “sniff sniff” col naso. O è raffreddore o si stanno commuovendo.

Le luci si riaccendono. Qualche stretta di mano, qualche pacca sulla spalla, poi ci chiamano sul palco per il Q&A. C’è un po’ di emozione, il tutto avviene ovviamente in inglese, ma nonostante l’emozione ce la caviamo (ce la caviamo?). E’ interessante come molte persone (tra cui l’intervistatore della sera) possano vedere o pensare cose a cui i creatori del film non avrebbero mai visto o pensato, ma anche questo fa parte del filmaking. Una volta che hai creato una storia, non appartiene più a te, non soltanto.

Le domande dal pubblico sono varie (oltre alle basiche “come è nata l’idea del film?”, “quali sono i film che vi hanno influenzato nella creazione del progetto?” ecc) molti dei presenti e delle presenti vogliono sapere qualcosa sulla nostra vita privata: “Cos’è il vero amore per voi?”, “Siete fidanzati o sposati?” “Quanti degli spunti del film vengono da una vostra esperienza diretta?” Risposte più o meno serie. Più meno che più.

Nella nostra ingenuità e buona fede, cadiamo anche in un trappolone. Una signora del pubblico si presenta dicendo “I loved the movie!” rivolgendo poi una serie di domande che né noi né il pubblico afferra perfettamente (qualche risata in sala) e la cosa sembra finita lì. Scopriamo poi in seguito che la signora è in realtà una giornalista (che ha agito scorrettamente, non annunciandolo) e sul suo blog disintegra sia noi che il film in maniera assoluta (arrivando ad incazzarsi con il BFI che ha “osato” proiettare un’atrocità come True Love rispetto alle premiere di Quarto Potere o Eraserhead di Lynch…scusaci eh se non siamo stati all’altezza!). Poi alcuni user postano dei commenti: c’è chi hi ha letto l’articolo e disdegna il film pur non avendolo manco visto, c’è chi era presente e si incazza con le parole acide della signora, e ci sono io che le rispondo in maniera articolata. La diplomatica risposta della signora è chiudere la sezione commenti del post. Scopriremo in seguito che la sala 1 del BFI è il tempio degli intellettuali di Londra, e quindi proiettare un film là dentro significa porsi di fronte ad una serie di cervellotici fucili di critici inglesi, pronti a far fuoco in accento biritsh e trattenendosi dal dire “bloody, bloody, bloody”. Va beh, tutta esperienza per il futuro. Sono uscite critiche anche molto positive come quella di Twitch Film (altra cosa che scopriremo in seguito è che…le recensioni spoilerano a manetta senza spoiler alert! Li odio.)

La premiere di Londra ci ha fatto acquisire un nuovo, ulteriore stadio di consapevolezza rispetto al film che abbiamo fatto. E’ un film controverso. Divide.

La mia impressione è questa: ho constatato due tipi di reazione al film.
– Le persone che guardano il film aspettandosi qualcosa di preciso, aspettandosi un film di genere puro (come un puro horror, o un puro film di fantascienza) non escono dalla visione completamente soddisfatti. Sentono in qualche modo tradite le loro aspettative, poiché cercano qualcosa di specifico, e non lo trovano, cercano una serie di risposte alle loro domande (che non sono le stesse che in realtà pone il film), e non le trovano. A queste persone, il film non dice granchè.
– Le persone che non si aspettano niente in particolare, che cominciano il viaggio senza avere una precisa meta in testa e si abbandonano al film non pensando al genere, vengono rapiti dalla storia e si perdono nel mondo che abbiamo cercato di costruire con True Love. Non importa loro delle risposte finali alle domande che non siano quelle direttamente collegate ai personaggi. A queste persone, il film fa un effetto incredibile.
In virtù di questa divisione, si creavano dei corto-circuiti pazzeschi, per cui a fianco ad una persona insoddisfatta, magari ce n’era una che piangeva a dirotto. A fine proiezione un ragazzo si è avvicinato e ci ha detto “questo film mi ha fatto pensare alla mia vita un sacco… mi sono sentito anche io dentro a quella stanza, ad affrontare quelle prove, e mi sono ricordato di diversi momenti della mia vita, dove ho commesso diversi errori. Questa storia mi ha dato gli input necessari per ripensare a tutto e migliorare la mia vita.”
Ora. Quando ti trovi di fronte ad una reazione del genere…le critiche dei critici inglesi che si trattengono a dire “bloody, bloody, bloody” fanno molto meno male.

Abbiamo capito questo – il film è un viaggio complicato per lo spettatore. E’ un film denso, fitto, necessita di molta attenzione. Non è facile non perdersi nel complicato intreccio di plot e regole del concept, ma questo è anche una cosa buona, poiché molti ci hanno detto che gli piacerebbe vederlo una seconda volta per cogliere tutto ciò che ad una prima visione è arrivato solo in superficie, anche se si “sente” che c’è.

Molte persone ci hanno dato questo doppio feedback:
– Il film è pura tensione che tiene incollato per 104 minuti. Alla fine può piacere o no, ma mentre lo guardi ti tiene lì, incollato, con tutti i suoi colpi di scena. E la cosa fantastica per me è che siamo riusciti a farlo con qualche attore ed una stanza. Di questo, ne vado orgoglioso.
– Una volta che il film è finito, molte persone sono uscite dal cinema con il concept e le sensazioni del film che ancora gli frullavano in testa. I temi del film e l’atmosfera non ti abbandonano una volta che sono finiti i 104 minuti. Continuavano a parlarne, a confrontarsi. Il che, per noi è la cosa migliore possibile per True Love. Non nascondo che ho sorriso di brutto quando ho origliato i discorsi di una coppietta – lei chiedeva a lui “e tu? E tu schiaccieresti Yes sulla mia fedeltà? Ci scommetteresti la tua vita, eh?” Eh sì, mi sa che faremo litigare molte coppiette.

Dopo la coda di domande e incontro con il pubblico (c’è anche un lettore di BestMovie e di questo blog, di cui ora purtroppo non ricordo il nome!), andiamo stanchi ma soddisfatti verso casa…ultimo download di email prima di dormire e scopro che siamo stati selezionati allo Shanghai International Film Festival.

SHANGHAI, 21 GIUGNO – SHANGHAI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL

Nella nostra esperienza precedente di festival con E:d:e:n, The Silver Rope, Afterville e MyShoes, non eravamo mai stati allo Shanghai International Film Festival e, nella nostra ignoranza, eravamo all’oscuro della sua imponenza. Il SIFF è festival più importante di tutta l’Asia, nonché uno dei festival più importanti del mondo. Si svolge in ben 28 cinema diversi sparsi per la città di Shanghai, ed è caratterizzato da una sezione principale competitiva ed una moltitudine di sotto-sezioni non competitive. True Love è stato selezionato nella categoria “spectrum” come uno dei rappresentanti del cinema italiano. Domandona: ma True Love è un film rappresentante del cinema italiano? Sì? No? Non ancora? Lo si giudicherà a seconda di come andranno le cose nei prossimi mesi? Ma questa è filosofia pura. Noi ce ne freghiamo della filosofia, e partiamo per Shanghai.

Già sull’aereo vediamo film cinesi a noi sconosciuti, che sono dei mega-blockbuster da fare il culo anche ai kolossal americani…soprattutto perché in Cina e a Hong Kong non usano quasi per niente la computer grafica… per cui quando in una scena 3 elicotteri si inseguono nel bel mezzo di Shanghai e poi dagli elicotteri si lanciano giù due poliziotti aggrappati a dei cavi a loro volta legati a dei carichi di bancali di legno che esplodono, facendo roteare i due poliziotti fino a farli ritrovare l’uno di fronte all’altro in un epico scontro DIBBOTTE…beh, è tutto vero. Sono meravigliosamente, maestosamente matti.

Personalmente non ero mai stato in Cina, bensì in Giappone, ma confermo di amare le terre d’Oriente. E’ come atterrare in un altro mondo. Non c’è tempo per il jetlag, e ci spiegano che l’ideogramma rosso a fianco al titolo del nostro film significa “tutto esaurito”. True Love è stato proiettato 5 volte diverse in 5 cinema diversi (sale da 400 posti), ed ha fatto sempre il tutto esaurito (spettatori paganti). Se questo non è un incredibile punto di partenza, non so proprio cosa sia. Facciamo conoscenza con i nostri colleghi italiani…che in Italia, come noi, sono tutti considerati “outsider” (voglio usare questo anglofono eufemismo per rappresentare il nostro peso attuale all’interno dell’industria cinematografica italiana).
Il bello è che siamo invitati ad un incontro tematico con critici cinematografici cinesi e professori di cinema cinesi per un confronto reciproco sullo stato del cinema italiano e del cinema cinese. Un meeting estremamente interessante, dove si parla di cinema, di cultura, di censura, di mercato. Scopriamo così che è davvero limitatissimo il numero di film non-cinesi (e non-blockbuster hollywoodiani) che riescono a essere distribuiti in Cina. Inoltre, qualsiasi film che in Cina venga proiettato in un cinema, deve necessariamente possedere l’approvazione di ogni singolo ministro del governo cinese. E, a seguire, scopriamo che True Love ha avuto tale approvazione. Ci viene così voglia di mettere un bollino sulla locandina: “ Approvato dal governo cinese!

Mentre la gentilissima guida/interprete cinese ci mostra alcune meraviglie di Shanghai, arriva il giorno della proiezione. Molti dei più importanti cinema cinesi sono all’interno di giganteschi centri commerciali (dove per “giganteschi” intendo “palazzine”). La sala è enorme, lo schermo è fottutamente gigante, e la proiezione è caratterizzata da una qualità audio e video incredibile. Probabilmente non abbiamo mai visto né sentito il film così bene.

L’impatto con il pubblico cinese all’inizio è duro. Scopriamo che è usanza comune entrare ed uscire dalla sala senza regole precise. C’è addirittura chi paga il biglietto per entrare un’ora dopo che il film è iniziato. Inoltre tutti i cellulari sono rigorosamente accesi, e tutti quanti parlano senza grossi problemi, durante tutta la proiezione o quasi.

Un’altra cosa pazzesca sono i sottotitoli in cinese. Magari una frase di tre righe del film viene sottotitolata con tre simbolini, mentre una frase cortissima genera un’arabesco di ideogrammi.

Il film finisce e inizia il Q&A, in cui un emozionatissimo ragazzo dello staff del festival cerca di tradurre dal nostro inglese al cinese (per fortuna mezza sala, constatiamo, capisce l’inglese). Le domande e le riflessioni che arrivano dal pubblico sono profondamente diverse dai feedback ricevuti finora, sono caratterizzate da un altro modo di guardare la storia, se vogliamo più filosofico. Ci viene chiesto quanto e cosa sia lecito commettere secondo noi in una relazione di coppia, che cosa sia il vero amore, e quale sia il suo punto di non ritorno. Ci viene infatti fatto notare, senza spoilerare nulla, che nel film accadono una serie di cose che renderebbero impossibile il “vero amore” in qualsiasi altra coppia nella vita reale, che si sgretolerebbe per molto meno. E’ un’obiezione interessante. Diciamo loro che comunque il plot del film serve per estremizzare il messaggio e che, inoltre, narrando la storia di personaggi essenzialmente chiusi in un cubo, avevamo bisogno di un colpo di scena ogni tre minuti. Ciò ha portato ad una storia sicuramente contorta…

Una frase ricorrente del film, presente anche nei teaser e nei trailer è “L’Amore è Verità.” Ci viene chiesto quanto secondo noi la sincerità sia necessaria all’amore. Io rispondo che è fondamentale, Enrico è già più ambiguo…

Ci viene addirittura chiesto se abbiamo mai pensato di brevettare il “progetto True Love” (ovvero tutto ciò che accade ai nostri protagonisti per mano di un volere occulto al fine di scoprire se il loro sia vero amore o meno) e se risulterebbe legale (?!)

Dopo ogni nostra singola risposta, parte a razzo un applauso iper-convinto del pubblico in sala. O Diciamo cose intelligentissime, o in Cina è uso far così.

Dopo il Q&A veniamo invasi da una simpatica orda di spettatori in cerca di foto-con-noi e autografo sul biglietto. Porterò nel mio cuoricione la ragazzina a cui, mentre firmavo un autografo su un biglietto di un cinema cinese con sopra scritto “True Love”, ho chiesto “Did you like the movie?” e lei ha risposto dicendomi “It’s perfect!” Carina.

Diciamo che il pubblico asiatico sembra gradire molto il mix di amore, thriller estremo, misteri dalle risposte interpretabili e filosofia che è alla base del nostro film.

Salutiamo la Cina, e partiamo alla volta di Roma.

ROMA, 27 GIUGNO – FANTAFESTIVAL

A dir la verità, la proiezione a Roma era quella che temevo di più. Perché molto spesso è stato lo stesso pubblico italiano a criticare i nostri precedenti lavori accusandoci di voler scimmiottare gli americani (quando invece tutti i nostri progetti nascono da nostre idee genuine e dalla nostra indole contaminata creativamente tanto dall’Ovest quanto dall’Est). E invece.

Invece la sala Deluxe della Sala Del Cinema non è piena, come accaduto all’estero, ma il feedback è notevole.
I presenti apprezzano il film e soprattutto apprezzano il fatto che sia un film italiano, voglio ribarirlo, ITALIANISSIMO, e che sia stato realizzato con un minuscolo budget in funzione di un concept funzionale. Ciò che abbiamo cercato di fare con questo film infatti è stato rispondere alla domanda “Qual è la storia più interessante che possiamo raccontare avendo a disposizione il budget più piccolo possibile?” E da lì siamo partiti.

La cosa che mi ha fatto personalmente molto piacere era leggere nelle parole e nei volti delle persone la FAME per questo tipo di prodotto. Posso dirlo? Ci vedo anche un pizzico di orgoglio proiettato.

Alcune persone ci seguono dopo la proiezione per sommergerci di domande, e delle loro teorie sul film. Ho provato grande soddisfazione quando una ragazza tra il pubblico mi ha chiesto se in una determinata scena accadono una serie di cose secondo una teoria di interpretazione che ha a che fare con l’elettro-magnetismo, ed il concetto probabilistico insito nella Fisica Quantistica. Beh, la verità è…si, cazzo, sì, ma non pensavo che qualcuno mai l’avrebbe capito! Che bel pubblico questo qui.

Tutti, ma proprio tutti, chiedono quando il film uscirà. Siamo attualmente nella fase di festival e vendite internazionali e per ora il film è stato venduto in 60 paesi circa, ma non è ancora stato distribuito ufficialmente in nessuno di essi. Ogni distributore locale sceglierà come e quando distribuirlo.

E in Italia?

TO BE CONTINUED…


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