Super8: come buttare via un film (e come salvarlo)

Avvertenze per l’uso: questo post è sconsigliato a chi non ha ancora visto il film.

C’è un motivo se tra dieci anni (ma già tra cinque) si parlerà ancora de I Goonies, mentre di Super8 non si ricorderà più nessuno: I Goonies è un film perfetto, Super 8 è…mmmmsì, caruccio.
E’ la cosa grave è che è un film mmmsì, caruccio pur partendo da premesse grandiose per un film d’intrattenimento. Premesse che però collassano rovinosamente negli ultimi quindici minuti del film. Ciò mi fa infuriare tantissimo. Ci sono andati vicino tanto così (non potete vedermi ma con il dito e l’indice sto indicando “poco poco”) a fare un film memorabile. Tanto così. E invece finisce tutto un po’ nel cesso. Sì, non lasciatevi ingannare dalla scena finale della catenina “richiamata” dall’astronave. Sono d’accordo che quello sia uno dei momenti “alti” del film, che tendono a farcelo salvare a tutti i costi perché, dai, è come i film di quando eravamo piccoli. Dopo esservi stropicciati gli occhi, ed aver mandato giù quel nodino in gola, capirete che non è rimasto niente di voi dentro Super8. Quell’emozione che pensiate vi sia rimasta, è un rimasuglio di Goonies, di Stand by Me, di Explorers e di E.T. E’ quell’emozione che volevate provare ma che non avete provato grazie a Super8, la cui funzione è solo ri-evocare quel tipo di film e quel tipo di emozione. Un’operazione già di per sé discutibile (“dai, facciamo un film tipo i Goonies”… vabbè, ma allora mi riguardo i Goonies,no?), ma che avrebbe potuto funzionare alla grande se il film fosse stato un capolavoro d’entertainment che, sicuramente, Jj Abrams + Spielberg + Michael Giacchino (secondo me parte fondamentale ormai dell’equazione) avrebbero potuto fare.

Invece no. Invece Super8 ti coinvolge lentamente come non speravi potesse succedere. I personaggi sono carini, i set up drammaturgici sono tanto classici quanto perfetti (sei lì lì per innamorarti sia del ragazzino-con-l’espressione-sempre-meravigliata e di Elle Fanning…ok, di lei ti innamori lo stesso). L’intreccio funziona egregiamente…fino a quando non va tutto in malora. Ovvero va tutto verso il nulla che ti fa chiedere “va beh, ma quindi?” e ti fa rispondere con un disinteressato “boh”.

Ci sono sempre dei motivi razionali e razionalizzabili per cui qualcuno dice semplicemente che Super8 è brutto, o non gli è piaciuto, o è un SuperCag8.
Io credo che ciò sia da ricondurre al fatto che da un certo punto in poi le scene non portino avanti minimamente la storia. Sono scene per “tirare avanti” il film ma non per portarlo avanti ad ogni minuto che passa. Come dire “va beh dai, adesso andiamo verso il finale che dobbiamo chiudere in qualche modo”. La sensazione che passa allo spettatore (non a tutti, sia chiaro, ma a tutti quelli che non è piaciuto) è che il film si sfilacci lentamente e si trasformi in un simpatico (?) nonnulla pieno di lens flare.

Partiamo dal filmino Super8…alla fine non serve assolutamente a nulla nella storia. Sì, ok, i ragazzi assistono all’incidente perché sono lì a girare il filmino. Ma per la miseria, è l’inizio della storia. Non può bastare. Infatti poi c’è l’elemento del tipo strafatto che deve sviluppare il filmino…e pensi “eh, perché sicuramente dopo servirà alla storia”. Invece no. Cioè, c’è la scena carina in cui il regista ciccione prepotente e l’amico modellinista (sempre con l’espressione meravigliata, eh) guardano il filmino e vedono che dal vagone è uscito un alieno. E allora?! Noi spettatori lo sappiamo già da mezz’ora che c’è un alieno. I bambini sapevano che c’era qualcosa di strano in quel vagone, grazie alle loro riflessioni in seguito all’incontro con il professore di biologia. Ergo, il filmino diventa totalmente inutile alla storia.

Il cubo alienoide che prende il ragazzino-con-l’espressione-sempre-meravigliata? Non serve a nulla. Serve a farci pensare chissà cosa, a spaventare, a fare un buco in casa al ragazzino-con-l’espressione-sempre-meravigliata, e farci vedere che il cubo è vivo e traballa attaccato ad una cisterna d’acqua. Va beh , ma quindi? Boh.

Il padre ed il figlio hanno un conflitto alimentato da leve stereotipiche ma interessanti, collegati (teoricafottutamente) all’evoluzione che il plot dovrebbe seguire. Abbiamo il vice sceriffo della città, sconvolto dalla morte della moglie e bistrattato dallo sceriffo. Vorrebbe fare il suo lavoro, ma nessuno gli crede. Ha un rapporto conflittuale con il figlio, che prende forma tramite la sua avversione allo stupido filmino che il figlio sta facendo con i suoi amici. E poi come si risolve quindi questo conflitto emotivo? Come influisce tutto questo sulla trama? Come la trama influisce su tutto questo? In nessun modo. Alla fine il papà poliziotto guida una macchina, trova il figlio (a caso) e gli dice “ti ho trovato”. Va bene, in inglese è più bello perchè gli dice “I Got you” e ha più significati (come sanno i fans hard-core di Lost). Lo abbraccia perché gli vuole bene. E non salva nessuna città. Il ragazzino-con-l’espressione-sempre-meravigliata, dal canto suo, invece….invece nulla al cubo. Non c’è nessuna forma di recupero motivata (a parte che padri e figli al cinema devono volersi bene alla fine dei film commerciali), non c’è nessun coinvolgimento del filmino Super8. Non c’è nessuna conclusione sensata al rapporto tra padre e figlio all’interno della logica cinematografica che il film ha costruito.

Va beh, uno dice, ma il rapporto tra alieno e bambino sarà determinante, tanto più che il film è un chiaro e dichiarato omaggio ai filmtipoettì, tanto più che nel film viene addirittura introdotto un elemento importante: l’alieno è in comunicazione mentale con tutti coloro che tocca. Figata, quindi la comunicazione mentale sarà un elemento importante nella storia, altrimenti non l’avrebbero messo, no? Dove per importante, io intendo “determinante” (ciò che non determina nessuna influenza sugli eventi non è importante all’interno della struttura di uno script). Ecco, per l’appunto, la comunicazione mentale in questo film non serve ad una beata minchia. La togli, ed il film è uguale. E tutte le cose che puoi togliere ad un film senza che questo o una delle sue scene cambi, sono superflue nonchè deleterie. Sono robe sparse qua e là senza una struttura, il che si traduce poi inconsciamente per molti spettatori in un non gradire particolarmente un film senza poi sapere perché. Si traduce in un va beh, ma quindi? Boh. Succede quando un film non è in grado di comunicare, in base a problemi riconducibili talvolta alla sostanza ma molto più spesso alla forma.

Va bene, ma l’incontro dei bambini con ‘sto benedetto alieno, servirà a qualcosa? Cioè, tutta le avventure a cui vanno incontro i nostri protagonisti, sono destinate ad arrivare ad un momento topico che non sarebbe stato possibile senza tutto quello che abbiamo vissuto nel film, no? NO. Cioè, i nanetti vanno a salvare la tipa, ed arrivano alla base dell’alieno…che, per i cazzi suoi, si sta costruendo l’astronave per tornare a casa. Arriva il ragazzino-con-l’espressione-sempre-meravigliata e gli dice “oh, guarda che le cose brutte succedono, dai…cioè, mia mamma è morta, mio padre non mi capisce, tu stai ammazzando tutti… dai, tornatene a casa”. E l’alieno lo guarda come dire “sì, ma è proprio quello che sto facendo piccolo pirla, se mi fate finire la mia astronavicella in santa pace…”, per poi tornare a ciò che stava facendo prima di quell’inutile interruzione (inutile per l’alieno, per il film, per la nostra mente e per il nostro cuore).

Il problema principale è che Super8 è un film suggestivo, ma non emozionante. E’ un bel film fino a quando il ragazzino-con-l’espressione-sempre-meravigliata dice al padre della bambina “io ti credo”. Poi si trasforma tutto in un collettivo “portiamocelo a casa” degli autori, che cominciano a imbeccare una serie di espedienti narrativi vuoti per buttare fumo negli occhi e farci scendere una lacrimuccia in virtù del momento finale, che forse è suggestivo ed emozionante insieme, ma non basta. Qualche guizzo non basta. Non con queste premesse, non per questo film.
Un esempio lampante. Alla fine c’è questa scena maestosa in cui l’alieno costruisce la sua astronave, e il ragazzino-con-l’espressione-sempre-meravigliata dice “…sta costruendo un modellino.” Wow, che emozione, proprio come lui. Ehm…no. In quel momento avrei voluto tirargli un ceffone sulla nuca e dirgli “no coglione, non sta costruendo un modellino, sta costruendo un astronave”. Vogliono gabbarci con il sense of wonder, ma non c’è niente di cui essere meravigliati in una pellicola che già nel suo dna ma soprattutto nei suoi 20 minuti finali vive solo di rendita di immaginari che erano già nel nostro Dna. Altro esempio: la scena finale in cui tutti abbracciati guardano l’alieno tornare a casa…ehm, vi ricorda qualcosa? In E.T. funzionava. Durante il film avevi empatizzato con Elliot, ed il legame emotivo tra il bambino e l’alieno era ciò che faceva diventare strappalacrime ed emozionante il finale. Ma qui…cioè, non fatevi abbagliare dai lens flare del film. Qui se ne va un alieno di cui non ce ne frega niente…che per giunta, è un cannibale!! E’ un bastardo mangia-umani! E’ come se dovessimo essere commossi perché, finalmente un Hannibal Lecter alieno, poverino, se ne torna a casa dopo aver mangiucchiato qua e là qualche povero stronzo. Vedete una scena che richiama in voi un’emozione, ma non funziona fino in fondo autonomamente, perché in questo film quella scena non ha nessun valore emotivo, e tanto meno un fottuto stramaledetto senso. Il mostro di questo film è cattivo, ammazza i militari spaciugandoli contro i vetri, e si divora le signore con i bigodini (tra l’altro mi sono chiesto più volte durante il film perché abbiano rimarcato così tanto che il mostro era cattivo, uccideva le persone, se le mangiava, ecc… secondo me perché Abrams e Spielberg temevano di esser tacciati di buonismo, e allora si sono detti “va beh, per il mostro è cattivo, eh?” “Ah sì, sì, sì, eh”). Perché dovrebbe emozionarci che l’alieno se ne va via? Non ha il benché minimo senso narrativo. Ciò che ci emoziona è la collanina della madre del ragazzo con l’espressione sempre meravigliata che vola via, come dire “let it go”. Ma non c’entra niente con tutto il resto della scena, e con tutto il resto del film. E’ un collasso totale del terzo atto come raramente ne ho visti (soprattutto considerando la buona fattura dei primi due).

Ci si viene da chiedere…ma che cazzo è successo? Possibile che nessuno , tra JJ Abrams e Steven Spielberg, e tutti i loro miliardi di collaboratori, si sia accorto di questi semplici ma giganteschi errori? Perché qui i signori in questione possono fare e hanno fatto sicuramente ciò che hanno voluto; senza dover subire le imposizioni degli executives delle major, tanto meno in questo caso poiché Super8 non è una mega-produzione.

Il film è sicuramente caratterizzato da alcuni momenti stupendi come il più volte citato momento simbolico finale della catenina che se ne va con l’alieno, o Elle Fanning che fa la zombie e ci fa innamorare, che per me valgono il prezzo del biglietto poiché sono CINEMA. Ma il prezzo del biglietto è 8 euro, e l’eternità di Goonies ed ET credo valga molto di più.

Non voglio però limitarmi a dire che questo film è una delusione, giusto per sparare a zero. Mi permetto di suggerire dei semplici, maledettamente semplici cambiamenti che secondo me avrebbero fatto un’enorme differenza, trasformando questo film da un passatempo divertente che verrà presto dimenticato, ad un film che sarebbe RIMASTO. (ovviamente sono spunti che andrebbero sviluppati, non si incastrano al dettaglio con tutto ciò che c’è nel film nella sua forma attuale, ma il tutto sarebbe stato molto più organico e soddisfacente)

1. Il filmino in Super8 avrebbe dovuto essere decisivo per l’evolversi della vicenda. Ad un certo punto il padre poliziotto subodora che sta avvenendo qualcosa di losco collegato a dei segreti militari, ma nessuno gli crede, e non può salvare la città, come invece vorrebbe fare nel momento in cui passa suo malgrado ad essere sceriffo. Il figlio d’altra parte sta lavorando a un filmino, cosa che fa infuriare il padre e che è il simbolo del loro rapporto irrisolto, e guarda caso in questo filmino scopriamo che i ragazzi hanno registrato il mostro che esce dal treno. Ecco. L’ideale sarebbe stato che il figlio avesse mostrato al padre l’alieno nel filmino. Tanto per cominciare questo avrebbe cominciato a risanare la frattura emotiva tra padre e figlio; avrebbe costituito un punto di contatto emotivo tra i due per cui tornare a comunicare e a volersi bene. Inoltre, il padre avrebbe potuto usare il filmato per farsi credere da qualcuno: dai cittadini o probabilmente da un personaggio chiave che lo avrebbe aiutato a salvare la città. In questo modo il filmato sarebbe stato cruciale per il film, sia per il rapporto tra padre e figlio, sia per l’evoluzione del plot riguardante l’alieno (mentre invece la città viene distrutta a caso dai carro armati impazziti in una scena davvero maldestra).

2. L’incontro tra l’alieno e il ragazzo con l’espressione meravigliata deve essere decisivo per l’esito della vicenda, non una cosa buttata a cazzo con due battute che dovrebbero farci capire in maniera strampalata la morale del film. Ergo, l’incontro con l’alieno dovrebbe cambiare le linee d’azione della creatura, oppure è un pezzo inutile del film. Probabilmente l’alieno, prima di incontrare il ragazzino che non sa distinguere i modellini dalle astronavi, dovrebbe avere piani molto più cattivi. Magari sta costruendo un’arma, o comunque si sta preparando ad attaccare la città o, meglio, l’esercito che non vuole che torni a casa. Il ragazzino-con-l’espressione-sempre-meravigliata dovrebbe dissuaderlo da questo intento (magari sempre con la stessa battuta “sono successe cose brutte…vai ora…”)…e dovrebbe dargli il cubo alieno di cui è entrato in possesso precedentemente. Probabilmente il cubo che possiede il nanetto è l’ultimo che serve all’alieno per ricostruire la sua astronave. Se così fosse, uno sceneggiatore potrebbe giocare con questa dinamica e sarebbe più forte la sensazione che tutto è collegato, che il nostro protagonista è essenziale per l’esito finale della storia, perché senza quel cubo, succederà qualcosa di molto brutto. Il cubo, e quindi il nostro protagonista, diventerebbero così assolutamente determinanti, invece che assolutamente ininfluenti nella storia. Provate infatti a pensare di togliere tutta la scena del bambino nella grotta dell’alieno. Cosa cambia? Niente. L’alieno se ne sarebbe partito comunque.

3. Se la storia deve finire in questo modo (la partenza dell’alieno che porta con sé la catenina / ricordo della madre, ecc), e vogliamo che tutto ciò ci emozioni, non possiamo che correggere un errore madornale: l’alieno non può essere cattivo. Durante il film possiamo avere gli stessi attacchi alle persone, ecc, che ce lo fanno sembrare cattivissimo e spaventoso. Possiamo anche avere l’alieno che uccide i militari (è un po’ forte, ma ci sta perché i militari in questo film rappresentano, anche se in maniera molto meno riuscita che in ET, ciò che è umanamente cattivo), ma poi quando il nano entra nella tana dell’alieno (e SORVOLIAMO sul come e il quando capisce che deve andare lì) dobbiamo avere il colpo di scena. Troviamo i personaggi che pensavamo fossero morti, appesi a testa in giù come salami, NON perché il mostro attende per chissà quale motivo di papparseli come un cattivo della serie tv di Batman anni 60, BENSI’ perché il mostro non è cattivo. Ha rapito solo le persone che, tramite il famoso contatto mentale (che nella versione attuale del film non serve a un cazzo in salamoia) avrebbero potuto aiutarlo a trovare i pezzi per la sua astronave e/o aiutarlo a costruirla (ne segue che ogni rapimento, incluso quello di Elle Fanning, dovrebbe essere motivato, ma non ci vuole molto). In questo momento capiamo quindi, colpo di scena, che ciò che sembrava un mostro assassino è in realtà una creatura prigioniera degli umani cattivi che hanno voluto studiarlo per anni. Da qui, sia noi che il ragazzino-con-l’espressione-sempre-stupita, avremmo desiderato vederlo volare via…avremmo tifato. Quando guardi i Goonies tifi per loro…vuoi che trovino il tesoro, vuoi che salvino il quartiere…maledizione, vuoi persino che Slot venga liberato!!

Combinando questi elementi, avremmo avuto 20 minuti finali degni di tutto il resto del film, e un gran, come lo chiamano gli americani, “ultimate playoff” per lo spettatore. Certo, la sensazione di “facciamo Goonies+Et 2.0” non se ne sarebbe andata, ma sarebbe stato un film completo, in grado di camminare con le proprie gambe, e che magari avrebbe fatto innamorare qualche bambino che i Goonies o Et ancora non l’hanno visto.

Una grossa occasione mancata, e io per le grosse occasioni mancate mi dispiaccio di più per quelle che sono buffonate in partenza (che tanto già lo so, quindi non ho aspettative). Per dire, Lanterna Verde non mi ha intristito. Non mi viene da scrivere un post dopo che vedo il film di Lanterna Verde.

Un pensiero finale a quelli che si lamentano che dove c’è Spielberg è tutto sdolcinato. A parte che basta prendere la filmografia di Spielberg per vedere che non è vero…ma anche se fosse? Cosa vuol dire? Sono progetti di Spielberg, e Spielberg si sa in cosa crede e cosa fa. E’ come se andassi a vedere una storia d’amore e poi mi lamentassi che non ci sono gli zombie. Cioè, io gli zombie li vorrei vedere in tutti i film, sia chiaro, ma questo è un altro discorso. E comunque, gli zombie in Super8 ci sono pure.

Sono altre le cose che mancano.


6 Risposte per "Super8: come buttare via un film (e come salvarlo)"

  • antigasmask :

    caro fabio, è che tu ti ostini a fidarti di quel truffatore venditore di fumo, pifferaiuo magico che è jj abrams. i cui prodotti sono solo il risultato di quest’equazione:
    emozioni preconfezionate e predigerite + misteri affascinanti ma irrisolti + lens flare digitali (su blade runner c’è una battuta di cronwerth sui lens flare ma lasciamo stare).
    e il risultato, sono spiacente, è il nulla più assoluto. però figo e d’impatto. una scatola vuota, ma una bella scatola. nulla più

  • andrearocky :

    antigasmask hai bevuto? scatole vuote i lavori di JJ?? mah!

  • andymac :

    Bel pezzo Fabio! OK, un alone di elementi giustapposti a ca**o pigliati qua e la per i sopracitati capolavori Spielberghiani, c’è fin dall’inizio. Vero, ci possono anche stare (non brillano per originalità), ma non se sono riempiminuti e/o scene; vero anche il ruolo inesistente dell’alieno (vogliamo parlare del Dr. Woodward)e del super8 (titolo figo che sottolinea…mha?!?).
    La mia visione ha cominciato a sgretolarsi a partire dal falso incendio provocato da militari per evacuare la popolazione per bho (piazzare la scena dei carri armati che sparano random senza controllo)…diventa tutto una nonstoria. Irritazione per la battuta del modellismo e, in un’atmosfera di avvenimenti casuali, la catenella mi è sembrata più che altro viscida (così come il ricongiungimento padri-figli e le mani dei due pischelli).
    Però i primi 30 secondi quando appare AMBLIN: brividi !!!

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