Tree Of Life e la mediocrità delle vostre vite

E’ un periodo particolarmente intenso per la postproduzione del film su cui stiamo lavorando, non ho molto tempo libero. Ma è uscito Tree Of Life del signor Malick, e c’è l’assoluto bisogno di andare a vederlo. Trovo 3 ore, e dico bella lì. Ma poi succede l’Increscioso, che mi fa riflettere sul genere umano.

Ho scritto una letterina.

“Cari spettatori di Tree Of Life dello spettacolo delle 22,10 di ieri sera, al cinema SkyLine di Sesto San Giovanni,

mi rivolgo a voi.

Soprattutto mi rivolgo a quelli che per l’intera durata del film si sono pronunciati in commenti inutili, hanno sbuffato, hanno sbadigliato, hanno controllato il loro profilo di facebook sul cellulare, hanno fatto facile ironia, hanno fatto casino con le buste delle patatine, hanno detto che “i documentari allora me li guardo su sky”, hanno detto “speriamo che il film non sia tutto così”. Io vi disprezzo.

In primo luogo vi disprezzo per la mancanza di civiltà. Non si può ledere in questo modo il diritto sacrosanto che io ho di guardarmi il film in silenzio. Se pago quegli 8 euro, ho il maledetto diritto di assaporare le immagini e i suoni in una sala del cinema senza che nessuno mi disturbi.

In secondo luogo disprezzo la vostra deficienza. Non capisco come si possa andare a guardare un film senza sapere cosa sia. Oppure potete ignorare completamente come state andando a spendere le vostre prossime 2 ore, ma poi non dovete avere anche il coraggio di lamentarvi. Soprattutto ad alta voce. Voglio dire, quando andate a vedere i film con Massimo Boldi, sapete cosa state andando a vedere. Non è che andate a vedere Natale Affanculo, e poi vi lamentate perché i personaggi mancano di spessore psicologico. Quindi non capisco perché qui ci si lamenta del film. Ammettiamo che non sappiate capire cosa sia Tree Of Life semplicemente guardandone il trailer. Sapete chi è Malick? Sapete cos’è il festival di Cannes? Sapete cos’è un trailer? O per voi basta che ci sia Brad Pitt per andare a vedere un film? Se così fosse, spero che un giorno Brad Pitt faccia un film in cui regredisca a scimmia scorreggiona contagiosa, e nel terzo atto tutti i personaggi del film si esprimano attraverso peti (sperando di non aver dato idee preziose a nessun produttore in ascolto). La cosa che mi rattrista, è che forse le avventure della scimmia scorreggiona vi piacerebbero di più di Tree Of Life.

Infatti, in terzo luogo, vi disprezzo per la vostra totale mancanza di capacità empatica. Vi disprezzo perché non sapete riconoscere il Bello, non avete la sensibilità di rimanerne incantati, rapiti, suggestionati, avvolti, coinvolti. Sono piccole cose come queste, che creano le crepe nelle nostre vite. Che creano le incomprensioni. Il non voler capire. Il disinteressarsi di cosa l’altro (nel senso di “altro da sé”) stia cercando di dire. Il non voler astrarsi dalla propria piccola esistenza cementificata alla mediocrità del contingente. Siete piccoli, e piccole sono le vostre vite. Se il mondo va a rotoli, è anche e soprattutto perché non riuscite ad emozionarvi davanti al Bello.

Vi lascio alla vostra mediocrità, e ho deciso che vi risparmierò una denuncia per danni fisici e morali. Non potete capire come abbia dovuto imparare nuovi modi per isolare tutti quei tediosi rumori e quegli inutili pensieri per poter godermi il film, per poter ricreare nella mia testa l’esperienza corretta della sua visione. Non potrete mai capirlo. E ciò mi fa felice e triste al tempo stesso.

Magari pensate che Terence Malick sia un idiota che ha fatto un film ridicolo. Siete liberi di farlo, non fraintendete questa mia missiva. Ma cercate di cogliere anche dall’esperienza peggiore della vostra vita qualcosa di positivo. Nello specifico caso della noia che avete provato ieri sera, cogliete questo:

“Se non ami, la vita passerà in un lampo.”

Con molta determinazione ma senza nessun rancore,

Fabio Guaglione”

Ps: risparmio di una denuncia anche i gestori dello Skyline. C’è una cassa sulla destra della sala che frigge tanto che ci ho messo qualche secondo per capire che non c’era una chitarra eletrrica nella colona sonora, erano alte frequenze distorte.


13 Risposte per "Tree Of Life e la mediocrità delle vostre vite"

  • spygamer :

    Caro Fabio, mi sono iscritto al sito di Best Movie per commentare la tua lettera.
    Frequento abitualmente un multisala di Milano per comodità (si trova vicinissimo casa della suocera che ci tiene la bambina per quelle 2 ore o poco più). Ciò nonostante, per certi tipi di film preferisco frequentare le sale del centro come l’Anteo (da paesano migrante del sud sono il primo ad ammettere che la maleducazione in provincia/periferia domina sovrana in sala non appena un dialogo tra 2 persone pensanti si prolunga per qualche minuto). Il film l’ho visto 2 volte: la prima al Colosseo di via Montenero (sala pessima, clima spenti, audio/video ancora peggio), la seconda trascinando letteralmente mia moglie per fargli ammirare almeno l’impatto visivo del film e il meraviglioso lavoro di montaggio, non essendo lei intenditrice di cinema. La sala in questo caso era il Gloria in via Vercelli (sonoro ottimo, immagini nitidissime, si vede che il settaggio del proiettore è fatto ad arte, te lo consiglio vivamente). In tutti e due i casi (nel primo sudavo, letteralmente) non volava una mosca, e chi non aveva voglia di vedere le evoluzioni cosmico/filosofiche della famiglia O’Brien si allontanava in modo discreto verso l’uscita, ed entrambi sappiamo bene che l’uomo di Waco ce la mette tutta per far saltare i nervi a chi ha voglia di ragionare solo dal lunedì al venerdì.
    E in entrambi i casi ho pianto in santa pace nella meravigliosa sequenza che mostra la crescita/evoluzione dei 3 ragazzi accompagnati dalla Vltava (il fiume Moldava) di Smetana (non poteva scegliere miglior brano per commentare lo scorrere della vita).
    Ti propongo, e mi viene da ridere solo a pensarlo, un esperimento: convinciamo un multisala di periferia a proiettare Lo Zio Bonnmee (però in una delle sale grandi), noi piazziamo telecamere e microfoni solo per vedere/sentire le reazioni del pubblico. Con un montaggio ad arte potrebbe venire fuori una commedia niente male.

  • morgan-masci :

    …il fastidio verso gli spettatori cafoni o le sale mal tenute è sacrosanto e certamente condivisibile, la tirata sull'”altro da sè” un pò meno… io ho cercato di capire cosa malick volesse dire, e la mia idea me la sono fatta. ciò non toglie che il modo in cui l’ha detta è a mio avviso poco efficace. Come diceva Mc Luhan, “il messaggio è il mezzo”…

  • psychocandy :

    Tralascio di entrare nel merito del film – non l’ho visto, ahimè! – per mandarti comunque un abbraccio forte forte e teneroso riguardo alla maleducazione di chi parla in sala. È una cosa che odio, detesto, disprezzo e maledico interiormente ed esteriormente ogni volta che posso. Quando andai a vedere Gran Torino litigai con una coppia di cinquantenni che, sui titoli di coda (hai presente, no? Tristezza, malinconia, strada americana, canzone strappacuore), hanno cominciato ad alzarsi e parlare. «Dovete stare zitti, ho pagato per vedere il film» dissi. «Ma ci sono i titoli di coda» mi risposero. «Avete cinquantanni, sarebbe ora di crescere, sì?» ribattei io. Così, per dire.
    Non vado (quasi) più al cinema DE PAGAMENTO, perché tanto ogni volta che ci metto piede litigo con qualcuno. Quella che durante Alice in Wonderland mi disse «oh ho pagato il biglietto e se voglio giocare con il cellulare lo faccio» (in fin dei conti aveva ragione lei, in quel caso=, quello che «oh vabbe’ ma è solo un film» nonmiricordoquando, quell’altro che «non posso fare un commento in due ore di film?». Risposta: NO. «Devi stare muto» (cit.). Al cinema si sta ZITTI. È maleducato commentare, anche a bassa voce con il vicino, anche nell’orecchio della fidanzata. Sono un talebanfascisterrorista? Sì, e me ne vanto. Pago per il silenzio, non per sentire te che parli.
    Ai concerti, purtroppo, è diventato anche peggio. Così sto cominciando a disertare anche quelli. Sarà mica che ce l’ho sul con il genere umano?

  • fabioguaglione :

    @Spygamer:
    grazie per esserti iscritto appositamente per commentare un mio post.
    Non sono mai stato al Gloria!! Devo rimediare…!!

  • fabioguaglione :

    @morgan-masci:
    occhio, il mio post non è un giudizio sul film, ma un giudizio sulle persone che hanno inquinato la mia visione…
    Un giudizio su chi non vuole almeno provare ad ascoltare. Poi, una volta ascoltato, uno è liberissimo di dire “oh, sai che c’è? Sarà anche Malick, ma non mi è piaciuto…”
    E’ riduttivo per me cercare di riassumere in un piccolo commento il mio giudizio su questa opera… ma ti dirò questo: credo che il film crolli negli ultimi dieci minuti.
    Cioè, per me è una rappresentazione grandiosa dei rapporti umani (nella microscala famliare e nella macroscala naturale), ma finisce un pò nel niente quando Malick arriva a chiudere il tutto con quello che finisce per essere una grossissima banalità, seppur relizzata benissimo. Cioè, monti questo popò di roba, e questo popò di film, per dirmi cosa? Che la natura (umana e naturale) funziona così? Che dobbiamo accettare la morte come parte del flusso degli affetti e della vita? Ok…ok. Ci sta. Però mi lascia con un grande, infinito, boh.

  • fabioguaglione :

    @psychocandy:
    condivido tutto.
    siamo talebani, ma è giusto, è segno d’amore.
    una volta la mia amata ha sbadigliato per sbaglio in un momento topico di Lost (che io avevo già visto 3 volte), e me la sono presa. E’ così.
    Riguardo la cogliona con il cellulare, no, non è libera di giocarci perchè lo schermino fa luce e se è davanti a me la lucina ruba un attimo della mia attenzione e mi fa uscire dalla dimensione filmica ricreata da tante persone con tanta, tanta fatica. Quindi botte.

  • spygamer :

    ciao Fabio, di rado esprimo commenti su blog o rivista online, ma per la tua lettera non ne potevo fare a meno 🙂
    In ogni caso penso che al Gloria siano stati rispettati i canoni voluti dal Malick per la proiezione, non so se hai letto la notiza, ma per le sale negli States ha voluto il rispetto del rapporto di 1:85:1, lampade e sonoro settate a dovere, in particolare il fader del dolby/dts a 7.7, quando il valore standard è 7.
    Comunque per quel che riguarda il finale a mio avviso è abbastanza chiaro che sta parlando della coscienza/pensiero di Jack, di quello che lui vorrebbe vedere alla fine dei suoi giorni, oppure una rappresentazione della fine di tutto attraverso i suoi occhi (che inevitabilmente sono influenzati dal suo tipo di cultura). Ho sentito dire da troppe persone che il film è troppo orientato al cristianesimo o quantomeno denso di frasi “fatte” di questa religione: io dico che non poteva fare a meno di citarle visto che una famiglia degli anni ’50 del sud degli Stati Uniti non può che essere cristiano “bigotta”. E’ come se dicessimo che si tratta di un film
    tendenzialmente musulmano perchè ambientato a Sétif in Algeria. Malick ha solo cercato di parlare del “tutto” attraverso un tipo di culture e/o paese.
    In ogni caso (sempre a mio modo di vedere ovviamente) quello che vediamo dall’inizio alla fine dell’ambientazione familiare non è altro che il pensiero/ricordo di Jack, e non poteva che essere frammentato (da qui la deflagrazione dell’unita di tempo in senso cronologico tramite il montaggio) e legato a cose apparentemente futili, un pò come accade a noi quando pensiamo alle nostre cose passate.

  • jf :

    Ciao. Mi sono registrato apposta per scriverti che ti applaudo in piedi e fragorosamente.
    Il film l’ho visto due volte e per fortuna non mi sono trovato a dover zittire con il non sempre efficace ssshhhh! chi disturbava anche con una sola parola percepita dal mio orecchio. Non penso che si esageri a pretendere il silenzio assoluto, certo ci sta anche che il film possa annoiare da un certo punto in poi giacchè non conosciamo davvero un film prima di vederlo, ma la tua lettera riguarda nel caso specifico questo film già descritto in giro come “non facile”, perciò non voglio buttarmi su un ragionamento più generale che riguarda tutti i film.

    Se mi fossi ritrovato con dei vicini che per sfogo avessero azzardato un commento con un certo volume della voce, mi sarei mosso prima di tutto con uno “ssshhhh!” e poi, vedendo che qualcuno ancora continuava, o che cmq aveva esordito già alla prima in modo troppo contrastante con la mia attenzione, mi sarei girato e avrei detto quasi ad alta voce “ma che cazzo, vuol far silenzio?”. Ok, avrei disturbato anche qualcun altro, ma meglio essere incisivi al primo colpo che trovarsi poi con altri episodi del genere in successione al primo. Non mi sono ancora davvero ritrovato a dover reagire in questo modo perchè in fin dei conti spero sempre che quella vocina, quel commento, sia unico, che finisca lì; ma ad agire in questo modo si rischia di essere troppo tolleranti. Con The Tree of Life, ripeto, io mi sarei imbestialito di fronte alle persone che descrivi soprattutto se si fosse trattato di mezza sala, mi sarei alzato e avrei mandato tutti affanculo: altro che lettera, penso bisogna agire al momemento giusto. Soprattutto con questo film: lo aspetto con trepidazione, so come bisogna vederlo, se uno mi disturba lo massacro. Non nascondo che ero pronto a farlo (ma giuro che non lo desideravo) sapendo che già con The New World si verificò la stessa reazione da parte del pubblico.

    Ciao, continuo ad applaudirti.

  • camba :

    Lascio un mio commento sul film. Su tutto il resto non entro nel merito perchè il discorso riguarda una più generale perdita di senso civico degli italiani. Non fanno così solo su un film così complicato come The Tree of Life, ma anche su film d’azione dove senti commenti e casino e vedi gente che manda sms col cellulare.

    Fine di questa parte patetica. E inizio commento sul film.

    Io dico che Malick ha voluto sottolineare la nostra piccolezza rispetto alla vastità della vita, rispetto all’immensità dell’universo. Siamo piccoli e siamo soprattutto fragili. Le cose ci restano dentro per sempre anche se nascono da cose futili. Per esempio Brad Pitt, il padre. Era così duro e severo? Non so, forse no, non così tanto diciamo. Eppure la sua influenza è stata molto forte per i figli. E così noi esseri umani viviamo portandoci dentro quelle che possono essere anche fesserie, ma che sono la punteggiatura delle nostre insicurezze…
    E nel frattempo esiste l’universo, esiste un tempo senza orologi che scorre, si evolve, si distruge…
    Per me ha ecceduto in alcune fasi, ma credo che abbia voluto fare un film del genere più per farci riflettere e parlarne (anche qui, anche adesso), più che per farci uscire dalla sala del cinema con un bel sorriso, un finale positivo, e una storia che si risolve.
    La storia non si risolve, perchè la nostra vita non si risolve. Passi tutta la vita a crescere figli e poi arriva un fatto qualsiasi e tuo figlio muore e tu resti a pensarci per il resto della tua esistenza. E poi muori. Cosa c’è di risolvibile in tutto cio?

    Ecco, io lo vedo così. Un film che molti non è cinema, per altri è cinema puro perchè descrive attraverso le immagini e queste immagini sono poesia, e la poesia è comunicazione senza mediazioni. Questo film è senza mediazioni. E tutto sommato, la cosa migliore che fa è che se si ha la lucidità di non addormentarsi in sala lui ti lascia qualcosa e non resti indifferente. Non è male di questi tempi.

    A far di meglio si può sempre aspettare a Natale col nuovo cinepanettone… La maggior parte degli idioti sarà contenta.
    😉

  • scoiattolo :

    Guaglione adoro il tuo stile dissacrante sulla variegata umanità fruitrice di Natale Affanculo.
    Te l’ho scritto su facebook e te lo ripeto qui, perchè sì, ho riletto ancora una volta questo post a distanza di mesi.

    (S.Scarpello)

  • Pingback: triouvzsitz

  • Pingback: aramnitso

  • Pingback: arminioun

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati