The Modern Age – n.5

Dopo qualche settimana di assenza, ecco tornare la rubrica in cui si cerca di constatare la bontà (o la malignità) delle ultime due decadi cinematografiche.

FILM ORIGINALI

L’ultimo dei Mohicani - 1992
Michael Mann fa il figo con una storia epica e romantica, sfruttando thopos narrativi che funzionano sempre. Cosa fa la differenza? La sensibilità di chi mette in scena il racconto, l’interpretazione di Daniel Day Lewis e la colonna sonora grandiosa. Ultimo atto da brividi.

Ricomincio da capo (“Groundhog Day”) – 1993
Qui si sfiora la genialità. Non tanto per la premessa (un uomo che vive infinite volte lo stesso giorno) quanto per la qualità dell’applicazione dell’idea. L’intelligenza dell’esplorazione dissacrante e filosofica del tema in questione è impareggiabile, tanto da trasformare questa pellicola lentamente in un vero e proprio cult del genere (forse deI generI). Sceneggiatura perfetta tra risate e riflessioni, combinata con sir Bill Murray. Serve altro?

Jurassic Park – 1993
Un vero e proprio classico. Non scorderò mai come mi sono sentito quel pomeriggio al cinema quando ho visto per la prima volta in vita mia un dinosauro…più precisamente un brontosauro che si alza su due gambe per mangiare da un albero. Sogno puro. Spielberg costruisce uno dei film più famosi e redditizi della storia, incastrando uno spunto incredibile (grazie a Michael Crichton), uno storytelling perfetto (appunto, Spielberghiano) e mostrando per la prima volta al mondo come si sarebbe potuta usare la CGI. Gli effetti speciali reggono ancora oggi, il film non ne parliamo. Il film è colmo di sequenze che sono entrate di diritto nella storia del cinema (l’arrivo del T Rex in primis, con quel bicchiere pieno d’acqua tremolante che ci fece cagare tutti addosso…e come scordare la bastardaggine dei velociraptor?). Vista l’idea principale (la clonazione di dinosauri per creare un parco a tema), inevitabile la piega riflessiva di qualche momento sui limiti (da superare o da rispettare) della scienza. Must assoluto. (ps: il film rilanciò la “moda dei dinosauri” – qualsiasi cosa sia – e da allora non ce ne siamo più liberati…un dinosauro fatto in 3d non si nega più a nessuno)

Philadelphia – 1993
Grandi attori interpretano una storia che tratta un tema delicato e importante. E’ questo garanzia di buon film? Assolutamente no. Forse la difficoltà in questo senso è doppia. Ma Philadelphia è un film memorabile. Fa emozionare (e a seconda di chi lo guarda fa provare un’emozione diversa) e fa pensare (e a seconda di chi lo guarda fa formulare un pensiero diverso). Ovvero fa tutto ciò che dovrebbe fare un gran film. Tom Hanks effettivamente da Oscar.

Mrs Doubtfire – 1993
Robin Williams è un papà così disastroso che è costretto a travestirsi da tata per poter stare con i suoi figli. Cazzo, un’idea così idiota che funziona. Alla grande. Un classico delle commedie, di quelle fatte bene. Impossibile non affezionarsi a Efigenia Doubtfire.

Cliffhanger -1993
Questo film segnò la rinascita di Sylvester Stallone dopo un certo periodo di declino…e noi ragazzi delle medie godemmo non poco. Un grandissimo film d’azione, un thriller ambientato nel mondo degli scalatori alpini. Ok, suona stupido…ma il film tiene tesi (a partire dai memorabili primi 5 minuti…drammatici e ad altissimo tasso d’adrenalina, all’epoca il cinema era ammutolito) e garantisce una trama divertente ma solida. Stallone eroe tra i ghiacci…rigorosamente a bicipite scoperto.

Toy Story – 1995
Va beh…ma che scrivo a fare qui? Un capolavoro assoluto. Capolavoro questo e capolavoro i due sequel, che inserisco senza neanche proferire parola. Guardateli. Divertitevi. Sognate.

Se7en – 1995
Quand’è che un film è importante per la storia del cinema? Quando dal momento in cui è uscito in poi, tutti quanti devono misurarsi con lui, o lo prendono come riferimento. Se7en è il classico esempio in questo senso. Da anni a questa parte Se7en è IL thriller. Personaggi tridimensionali, tanto umani quanto terrificanti. Nichilismo Finchiano. Rompicapo atipico. John Doe è il serial killer definitivo. Nell’era post-Se7en, nei thriller piove a catinelle.

Following – 1998
Christopher Nolan è un genio. Basta guardare i suoi film per capirlo. Ma pochi conoscono questa pellicola, opera prima dell’uomo che ha fatto rinascere Batman (sì, era morto dopo che George Clooney aveva sfoggiato un bat-costume con i capezzoli in rilievo…no, non è una battuta). Following è un film realizzato con un budget misero…girato solamente nei week end per più di un anno (l’attore principale continuava a tagliarsi i capelli per far rimanere la lunghezza sempre uguale). E’ la dimostrazione che non servono i soldi per fare un buon film. E questo film non è “buon” è “fottutamente geniale”. Così nascono le leggende. Christopher Nolan Begins.

Face Off – 1998
La migliore combinazione John Woo / industria americana. Oggi è la giornata delle idee stupide: si verifica uno scambio di facce (ahahahaahh, sì, giuro) tra un feroce criminale e il poliziotto che gli da la caccia, e con le facce i due si scambiano le vite. Oh, non ci crederete ma funziona. Buffonate americane + dramma cinese = action movie tosto. L’intreccio è avvincente e lo spunto è trattato in maniera interessante. Il capovolgimento delle identità è maledettamente seducente, e John Travolta e Nic Cage (quando erano ancora attori) lo incarnano alla perfezione. Perla del genere.

The Blair Witch Project – 1999
Signori… questo film si può amare od odiare, ma siamo di fronte a un progetto che ha cambiato completamente il modo di fare horror, ed ha pure creato un genere (il “found footage”, ovvero un tipo di film per cui si presume che le immagini che stiamo guardando siano reali e siano state ritrovate accidentalmente, in seguito evoluto poi nella sua controparte documentaristica, il “mockumentary”). Non è abbastanza? Anche il modo in cui arrivò questo film fu sconvolgente: si diffusero immagini e articoli nel web che fecero pensare che tre ragazzi fossero davvero scomparsi nei boschi alla ricerca di una strega…e che il film fosse il loro videotape ritrovato. Da BWP è cominciato ciò che oggi pare normale: il viral marketing. Il domandone: ma questo film fa paura? Allora. Non fate l’errore stronzo di guardarlo al cinema, o con gli amici, o di giorno, o doppiato. Questo film va visto da soli. In lingua originale. A casa. Al buio. Poi ne parliamo. Uno dei finali più inquietanti della storia del cinema. Volenti o nolenti, questo film non è una stronzata. E’ un capolavoro.

Toy Story 2 – 1999

Saw – 2004
Eeeeeeeeh, anche qui ci troviamo di fronte a un caposaldo del genere. Saw è costato 1 milione di dollari, e ne ha generati quasi 100. Da qui, è nata una saga composta di 7 episodi, che è diventata l’epopea horror commercialmente più redditizia nella storia del cinema. Jigsaw è il Freddy Krueger degli anni duemila. Perché questo film è così figo? Perché il cattivo è un personaggio interessante, come le sue motivazioni…ma non solo. E’ figo perché, again, ha dimostrato che con ben poco si può fare un grande film. Metà – o anche più – della storia è ambientata in un cesso, e noi siamo rinchiusi in questo posto con i due protagonisti. I primi 15 minuti sono costituiti semplicemente da un dialogo tra due pirla chiusi in un bagno…e ci tiene in tensione. Questo vuol dire saper creare un grande storytelling. Non servono le esplosioni e i fottuti grattacieli inclinati per fare un film coinvolgente. Perché mi sta tanto a cuore Saw? Perché è stato una delle molle che ha fatto scattare una precisa idea nella mia testa e in quella del mio socio. Un’idea di cui ancora non abbiamo parlato esplicitamente, ma è un progetto di cui forse abbiamo leggermente e ufficiosamente accennato qui e qui, che ormai è molto di più di una semplice idea. Presto dovremmo essere in grado di annunciare qualcosa di più… (ok, è un film attualmente in fase di postproduzione…ssssh!) Tornando a Saw: finale clamoroso. Ricordo ancora come ho vissuto quei momenti finali al cinema: scuotendo la testa e dicendo “noo..non ci credo…non ci credo..” Magari potete fregarvene dei 6 sequel, ma almeno il primo va visto. (nota da nerd: in realtà i sequel sono tutt’altro che pessimi, e la saga si è tenuta viva con una serie di colpi di scena e un crescendo di intrecci in continuity non male…)

Toy Story 3 – 2010

FILM ORIGINALI

Forrest Gump – 1994
Anche se negli ultimi anni si è perso in quelle-robe-là-3d, Zemeckis è un genio assoluto. La sua filmografia parla per lui. Forrest Gump è un gioiello di leggerezza in cui la sostanza (comunque degnamente spessa) si sposa perfettamente con una forma in cui gli effetti speciali digitali (rivoluzionari per l’epoca) fanno volare il film invece che affossarlo. Simboli e personaggi eterni. Nessuno ha mai dimenticato Forrest Gump, la sua corsa e la sua scatola di cioccolatini. Ci-ne-ma.

Ghost in the shell – 1995
Uno dei migliori adattamenti animati di un manga. Uno dei migliori film di fantascienza di sempre. GITS è un cyber-punk filosofico, da cui filmetti come The Matrix hanno attinto a piene mani. Cosa ci rende umani? Cosa ci rende diversi da freddi automi? La pellicola di Mamoru Oshi esplora il tema in maniera non meno profonda e attenta di Blade Runner…anzi. E sottolineo, anzi. Look clamoroso, musiche da brivido, psicologie perfettamente umane (o robotiche?), plot fantapolitico sofisticato, una Tokyo futuristica e un mondo di riflessioni in cui perdersi. “La rete è vasta e sconfinata”.

Constantine – 2005
Io non ho mai letto un fumetto di Hellblazer (Da cui Constantine è tratto) ma questo film è una bomba. Perché è un prodotto mega-mainstream, con alto budget, mega casa di produzione e mega attori…ma non ha paura di essere anticonvenzionale (basta vedere qual è il piano finale di Keanu Reeves…roba che non avreste mai sognato di vedere in un film ad alto budget…omaggio al coraggio di sceneggiatori e produttori). E’ la solita lotta tra bene e male, tra angeli e demoni, tra paradiso e inferno, ok… ma la premessa è figa. Dio e il Diavolo si stanno giocando le nostre anime, in un’immensa partita. Questo noir esoterico crea un affresco davvero interessante in cui si muovono i personaggi, a loro volta coinvolti in una trama che coinvolge altre cosucce come la Lancia di Longino, gemelle scomparse, Circoli di Medium segreti, trip all’inferno (che è Los Angeles leggermente rivista), un protagonista malato terminale di cancro e complotti di angeli gelosi e traditori. Effetti speciali curati davvero bene, aiutati da una bella ricerca visiva e iconografica (i tatuaggi di Constantine e il modo in cui li usa sono addirittura troppo belli per essere usati solo una volta nel film!) La regia di Lawrence è semplicemente incredibile, capace di creare grandi momenti di narrazione assieme ad un approccio visivo sempre fresco e ben caratterizzato (in “Io sono leggenda”, suo lavoro successivo, è evidente che abbia avuto a che fare con il circo di teste che si tira dietro inevitabilmente un film con Will –biggest star in Hollywood – Smith, infatti il risultato è un film con alti molto alti e bassi molto bassi). Scambio migliore del film? “Io non credo nel Diavolo.” “Peccato. Perché lui crede in te.” Ah, e Keanu Reeves ci fa anche dimenticare che lui è Neo.

Previously on “The Modern Age”:

FILM ORIGINALI

- 1995
“Strange Days”
“L’esercito delle dodici scimmie” (“Twelve monkeys”)
- 1998
“The Truman Show”
“Dark City”
“Lola corre” (“Lola rent”)
- 1999
“Magnolia”
- 2000
“Memento”
“Frequency”
“The Cell”
“American Beauty”
- 2002
“28 giorni dopo”
- 2004
“Se mi lasci ti cancello” (“Eternal sunshine on a spotless mind”)
“Hostage”
“Io sono Sean” (“Birth”)
- 2005
“The Descent”
“L’esorcismo di Emily Rose” (“The Exorcism of Emily Rose”)
- 2006
“Inside Man”
- 2007
“Michael Clayton”
- 2008
“Cloverfield”
- 2010
“Buried”
- 2011
“Cigno Nero” (“Black Swan”)
“Il discorso del re” (The King’s speech”)

NON ORIGINALI

- 1994
“Il Corvo” (“The Crow”)
- 1999
“Fight Club”
- 2002
“The Ring”
“Solaris”
- 2005
“History of Violence”
“Old Boy”
- 2006
“300”
“Silent Hill”
“Il Diavolo veste Prada” (“Devil wears Prada”)
“Diario di uno scandalo” (“Notes on a scandal”)
“A scanner darkly”
- 2008
“Iron Man”
- 2010
“Karate Kid”
- 2011
“Non lasciarmi “ (“Never let me go”)


5 Risposte per "The Modern Age – n.5"

  • Sono d’accordo con molte di queste analisi, ma spendo due righe solo per Jurassic Park: CAPOLAVORO, uno dei migliori film di fantascienza degli ultimi vent’anni. E sì, ribadisco: fantascienza, dove la parte “scienza”, oltretutto, è incredibilmente coerente (nei limiti della finzione narrativa) e interessante. E lo dico da laureato in paleontologia! Ho molto amato Jurassic Park, sì.

    (PS è un apatosauro, non un brontosauro: la parola “brontosauro” è stata cancellata dalla tassonomia ormai da qualche anno perché imprecisa per ragioni che non sto a spiegare :-D)
    [/Nerd OFF]

  • fabioguaglione :

    Maccome!?!?
    Noooooo!
    Il dinosauro con il collo lungo è il brontosauro!!
    Quello con le steghette è lo stegosauro!
    Quello che vola è lo pterodattilo!
    Sono le basi di dinosaurologia universali!

    E’ un mondo senza certezze tassonomiche.

  • :-D
    Lo so! Turbò molto anche me quando cominciai l’università. La noiosa spiegazione è http://it.wikipedia.org/wiki/Apatosaurus#Brontosauro_o_Apatosauro.3F
    In realtà, poi, l’uso vince sulla lettera e quindi BRONTOSAURO SIA, TUTTA LA VITA.

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