The Modern Age – n.4

Ieri sono andato a vedere “Sucker Punch” e per un attimo ho pensato che questa rubrica sia totalmente inutile. Ma già oggi mi ricordo metà di quella roba Snyderiana, e confido che nei prossimi 3 giorni il mio sistema immunitario sbrighi la pratica senza troppi strascichi.

FILM ORIGINALI

“L’esercito delle dodici scimmie” (“Twelve monkeys”) – 1995
E qui ce n’è per tutti. Terry Gilliam al servizio di un’ottima sceneggiatura (cosa che servirebbe a molti registi che, ok, sono dotati di talento visivo ma per Diana, date loro una sceneggiatura), Brad Pitt che per la prima volta fa il pazzo e recita bene, Bruce Willis che per la prima volta si cimenta in un ruolo drammatico senza salvare il culo al mondo tirando cazzotti e recita bene, una bella trama che tratta di viaggi nel tempo eccelsamente eseguita (il che è sempre bello). Fantastiche atmosfere, fantastico intreccio narrativo, fantastici personaggi, fantastici piccoli grandi momenti. Il film risulta addirittura difficilmente classificabile nelle griglie dei generi. Se si guarda il bellissimo making of nel dvd, si assiste all’agghiacciante sistema di sondaggio di qualità da parte degli studios, che tende a smantellare i film anche una volta pronti. L’opera di Gilliam infatti risultò pienamente insoddisfacente allo screening test (così si chiamano queste macchine infernali) da parte di un campione di pubblico. Da tali risultati, il film sarebbe dovuto andare incontro ad un’operazione di rimontaggio con parti addizionali da rigirare, ma la release date era troppo vicina, e si optò per far uscire il film lo stesso, senza puntarci molto. Lo Studio si aspettava un disastro. Il film esordì primo al box office nell’opening week end. Fece tanti, tanti soldi e diventò giustamente un cult.

“Strange Days” – 1995
Si sente la mano del buon James Cameron (autore della fenomenale sceneggiatura e all’epoca marito della regista Kathryn Biegelow) in questo fanta-thriller cult. L’idea di una droga che ti fa rivivere le esperienze degli altri (esperienze che vengono rivendute sul mercato nero se troppo estreme) è semplicemente geniale, e la coppia Biegelow-Cameron ne fa un ottimo uso, imbastendo un poliziesco che è anche una storia di fantascienza che è anche un film politico che è anche una storia d’amore che è anche un capolavoro. Non a caso il personaggio di Lenny Nero è diventato un riferimento dell’immaginario (curiosamente per molti fumettisti e per molte testate fumettistiche).

“Lola corre” (“Lola rent”) – 1998
Videoclipparo (che a volte è un pro e a volte è un contro), ma con una narrativa incredibilmente coinvolgente. Lola corre per salvare la vita del suo innamorato, messa in pericolo per una rapina andata storta. Ma deve fare i conti con i casi e le probabilità della vita. Può il vero amore sopravvivere a tutto questo? E come? Franka Potente spacca il culo, e Twyker ha delle intuizioni di regia fenomenali. Mi fa schifo la parte disegnata, ma è corta e indolore, tant’è.

“The Cell” – 2000
Sottovalutatissimo fanta-thriller di Tarsem. Il film è rovinato “solo” dal fatto che alla fine Jennifer Lopez diventa la Madonna (eh sì), ma a parte quello (difficile dimenticare, lo so), si distingue per picchi stilistici e di tensione altissimi. Per la prima volta entriamo davvero nella mente di un serial killer, e non è per niente piacevole. Cult la scena del cavallo (se avete visto il film, sapete sicuramente di cosa parlo), e Vincent D’Onofrio si ritrova a fare le peggio cose del mondo (questo film può piacervi o no, ma sicuramente non potete negare che ci sono almeno un paio di scene semplicemente impressionanti…a meno che siate abituati a masturbarvi di fronte al filmato di una donna che tenete segregata e videosorvegliata sottoterra, mantenendo il vostro corpo sollevato 3 metri dal letto grazie a delle catene incastonate nella vostra schiena…in tal caso, abbandonate la lettura di questo blog e costituitevi alla polizia seduta stante, grazie). C’è un particolare scambio di battute tra Jennifer Lopez e Vince Vaughn che amo da sempre. Se avete voglia di indovinare… Dire che questo film è “visionario” è forse semplicistico, ma è semplicemente vero. Il fatto è che c’è anche della sostanza.

“American Beauty” – 2000
Poesia cinematografica postmoderna. La messa in scena di una serie di drammi (appunto, tipicamente americani) in un incastro perfetto (che poi molti hanno cercato di replicare in innumerevoli tentativi…anche italiani….), leggero come quel sacchettino di plastica che uno dei personaggi si ritrova a filmare, ipnotizzato. Sceneggiatura e interpretazioni magistrali, regia e colonna sonora non da meno, momenti memorabili; uno di quei film da oscar che non è pesante come un mattone ripieno di mattoni ripieni di gesso insipido. Ah, che bello il Sam Mendes dei bei tempi andati. Anche se non ho ancora visto American Life.

“28 giorni dopo” (“28 days later”)– 2002
Rivoluzionario. Un film girato con un digitale sporchissimo per l’epoca (ok, c’era già stato Blair Witch, ma per questo film non si parlava di tecnica Found Footage). So che su questo blog girano degli appassionati ferratissimi del filone Zombie, che invito a correggermi nel caso sbagliassi. Questa pellicola (si può dire pellicola anche se è girato in digitale? Forse sì, perché lo riversano per i cinema) di Boyle ha sdoganato lo zombie-che-corre-veloce… il che ha fatto la fortuna di una generazione di videogiochi, di una generazione di zombie movie…e di Zak Snyder. Quanto è bello vedere Londra post-invasione zombie? Tutto abbandonato, tutto desolato, non rimane nulla…come nei migliori film di zombie. Ricordo ancora la sensazione che provavo al cinema mentre guardavo il film ad ogni nuova scena “aaaah, questo sì che è il film di Resident Evil, non quella merda.”. Come ogni buon film di zombie, poi, anche 28 Giorni Dopo affronta temi politici e umanistici attraverso la metafora del morto vivente. La sempre buona accoppiata Garland-sceneggiatore/Boyle-regista si fa avanti esplorando il meglio ed il peggio della natura umana, nel terzo atto di questo film. Colonna sonora da urlo. Una scena tagliata che meritava di essere nel film, ed un finale forse un pochino happy-ending-facile, ma caposaldo dell’horror moderno.

“Io sono Sean” (“Birth”) – 2004
Interessantissimo thriller-drama in cui un bambino sostiene di essere la reincarnazione del marito morto di una strepitosa Nichole Kidman. Cosa implica tutto questo per il futuro dei due? Quanto la donna è disposta a credere pur di riavere indietro il suo amore perduto? Qual è la verità dietro questo mistero? Ribadisco che in questo piccolo film la Kidman è strepitosa, prova ne è un clamoroso piano sequenza senza battute.

“Hostage” – 2004
Incredibile action-thriller interpretato e prodotto da Bruce Willis. I clichè diventano punti classici su cui far leva per costruire un gran film di genere, poco conosciuto ma molto meritevole. Come piace dire a me, solidissimo.

“Cloverfield” – 2008
L’applicazione del concetto di film found footage al disaster movie, è semplicemente geniale. Cloverfield può essere un film bello o meno, ma è rimasto nell’immaginario collettivo. Il modo in cui gli autori hanno inserito il concetto di flashback in questo film è altrettanto brillante. MiniDv che si inceppano, chapeau. Certo, si sente la sensazione di “solfa allungata” in più di una scena, e gli attori non danno la performance necessaria rendere la storia sufficientemente inquietante (come in Blair Witch, invece). Ma i momenti cult ci sono, e la realizzazione tecnica è invidiabile (finti e veri piani sequenza fighissimi). Se siete tra quelli che vomitano quando c’è la camera a mano, forse vi conviene evitare questo film. Altrimenti guardatelo, perché potrebbe rivelarsi inferiore alle vostre aspettative ma va comunque visto. E’ un film semplice, e forse è giusto che sia così.

NON ORIGINALI

“Old Boy” – 2005
Uno dei migliori revenge-movie mai fatti, nonché uno dei migliori film degli anni 2000. Poetico e violento, crudo e visionario. Personaggi (e soprattutto i loro rapporti) fantasticamente delineati, che alla fine del film ricongiungono un puzzle sconvolgente. Da vedere assolutamente.

“Iron Man” – 2008
Questo film era in ballo da anni, e ad un certo punto sembrava proprio che non si dovesse più fare. I diritti erano in mano alla New Line, ed il presidente Bob Shaye sosteneva che l’idea di un uomo in un’armatura di ferro che volava fosse estremamente stupida. Anni dopo, i diritti sono tornati in mano alla Marvel, che in una mossa arditissima, recupera un budget e produce il film da sola, in extremis, con la supervisione di Avi e Ari Arad. Regista semisconosciuto, scelta di cast forte prendendo attori di qualità come Robert Downey Jr, Jeff Bridges e Gwinneth Paltrow nel cast. Il film si rivela un successo pazzesco, segnando l’inizio della new wave della Marvel. E’ la buona riuscita di Iron Man infatti a convincere la Marvel a consolidare l’avventura dei Marvel Studios e di far partire i progetti cinematografici di Iron Man 2 (e 3), Thor, Capitan America e…i Vendicatori, ovvero un film in cui per la prima volta ci sarà quello che viene chiamato un cross-over, ovvero l’incontro di personaggi provenienti da diversi film (fumetti). Iron Man è uno dei migliori film d’entertainment del ventennio. Sceneggiatura solidissima (e non era facile), gli effetti speciali rendono credibile il fatto che un uomo possa volare in un’armatura di ferro (e non era facile), tanto che a questo punto credo che la storica battuta cult “Yes, I can fly” sia una frecciata a Bob Shaye, Downey JR rende irresistibile il character di Tony Stark (e non era facile) in uno dei migliori binomi attore-personaggio del cinema di genere. Adattamento cinematografico pressoché perfetto di una IP fumettistica. E’ la versione di “Batman Begins” che non si prende sul serio, e funziona alla grande. Film Marvel, Meraviglia di film.

“Non lasciarmi “ (“Never let me go”) – 2011
Non sapevo se indicare o meno questo film. E’ interessante, ma non privo di pesanti difetti. Le idee di partenza sono parecchio stimolanti, ma lo svolgimento (?) degli eventi e la (non) evoluzione dei personaggi rende tutto molto farragginoso, pesante, concettuale. Poi mi sono reso conto, senza spoilerarvi niente, che se il film avesse seguito un’altra strada, si sarebbe trasformato in un altro (brutto) film già esistente. Credo che tutto si sarebbe potuto risolvere in un cortometraggio, e che la storia d’amore non sia così avvincente come avrebbe invece potuto essere viste le premesse. Ma il film pone delle domande, anche importanti. Per una volta, questo può essere sufficiente.

Previously on “The Modern Age”:

FILM ORIGINALI

- 1998

“The Truman Show”
“Dark City”

- 1999

“Magnolia”

- 2000

“Memento”
“Frequency”

- 2004

“Se mi lasci ti cancello” (“Eternal sunshine on a spotless mind”)

- 2005

“The Descent”
“L’esorcismo di Emily Rose” (“The Exorcism of Emily Rose”)

- 2006

“Inside Man”

- 2007

“Michael Clayton”

- 2010

“Buried”

- 2011

“Cigno Nero” (“Black Swan”)
“Il discorso del re” (The King’s speech”)

NON ORIGINALI

- 1994

“Il Corvo” (“The Crow”)

- 1999

“Fight Club”

- 2002

“The Ring”
“Solaris”

- 2005

“History of Violence”

- 2006

“300”
“Silent Hill”
“Il Diavolo veste Prada” (“Devil wears Prada”)
“Diario di uno scandalo” (“Notes on a scandal”)
“A scanner darkly”

- 2010

“Karate Kid”


9 Risposte per "The Modern Age – n.4"

  • aleksandar-2 :

    Secondo me avresti potuto citare anche District 9, che dal mio punto di vista ha veramente rivoluzionato la fantascienza moderna e ha dimostrato tutto il potenziale che può avere un film Low Budget

    E che dire delle prime due pellicole del progetto GrindHouse del duo Tarantino-Rodriguez, “A prova di morte” e “Planet Terror”! Con le quali si è cercato di omaggiare i Trash-Movie che tanto andavano di moda nei Drive-In americani negli anni 80-90.

  • fabioguaglione :

    Ciao Aleksandar-2…

    D9 sarà menzionato sicuramente in uno dei prossimi “modern age”, anche se non sono convinto appieno delle sue qualità, o perlomeno dell’entusiasmo che attornia quella pellicola.

    Mentre ho ingenuamente e incondizionatamente amato Death Proof e Planet Terror.

    Continua a seguire la rubrica e vedrai…!

  • Finalmente qualcuno che rende giustizia a 28 giorni dopo! E io che pensavo di essere l’unico stronzo a cui era piaciuto. È tutto giustissimo quello che dici – anche lo sdoganamento degli zombie che corrono che ha fatto la fortuna di Left 4 Dead e che persino Romero ha recuperato ultimamente. A me, onestamente, vanno bene anche così.
    Tra l’altro è uno di quei pochi film di Boyle che non mi dà fastidio dopo dieci minuti di regia altamente stilosa e menosissima.
    Mentre su Iron Man sono d’accordo con il paragone che fai: è come Batman Begins, comincia bene, cresce a razzo, finisce a cazzo con uno showdown finale brevissimo e parecchio noioso.

    @aleksandar: più che ’80/’90 direi ’50/’60/’70 per i drive-in americani; negli anni ’80 hanno cominciato a declinare (pesantemente) e credo che negli anni ’90 non ce ne fosse più neanche uno aperto, negli States.
    Planet Terror, comunque, è il film del millennio, ci tenevo a dirlo.

  • emanuele-bonin :

    “…(cosa che servirebbe a molti registi che, ok, sono dotati di talento visivo ma per Diana, date loro una sceneggiatura)…”
    Ogni riferimento a Sucker Punch non è puramente casuale!

    Old Boy: sarà un mio limite mentale ma non riesco ad apprezzare i film orientali (ad esclusione del primo John Woo, quello di Hard Boiled, The Killer e A Batter Tomorrow, etc etc, non quello “americano”).

  • aleksandar-2 :

    gabrieleferrari, hai ragione riguardo agli anni dei film a cui si sono ispirati i due Grindhouse…avevo scritto quel commento al volo e non mi sono accorto della svista.

  • fabioguaglione :

    @Gabriele: Sì, gli showdown di BB e IM sono un pò “meh”, e si sente la voce degli executives degli studios che dicono “oh, poi alla fine mi raccomando, va bene la psicologia, ma facciamo esplodere tutto, eh?” (soprattutto in Batman Begins)…però entrambi i film presentano gli ultimi 3 minuti in maniera così figa e impeccabile che si fanno perdonare tutto. Finali da urlo. Sbavo.

    Ma soprattutto…fanno più paura gli zombie che corrono o quelli che non corrono?
    In ambito zombesco, spero vivamente tu stia leggendo il fumetto di “The walking dead”. La serie non l’ho ancora vista, ma leggo ovunque che è un nonnulla di fronte al fumetto, quindi continuo a rimandare.

  • fabioguaglione :

    Ps: planet terror è davvero figo… ma credo che grindhouse per come concepito (ovvero due film da 50 minuti l’uno) e non come è arrivato in sala da noi (ovvero due film separati) sia la vera genialata del secolo. Non è passata. Magari ci riproveranno tra 10 anni.

  • Pingback: triouvzsitz

  • Pingback: aramnitso

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati