The Modern Age – n.1

Chissà quanti film di merda sono usciti nel 1985. Eppure nella nostra memoria, a distanza di 26 anni, sono rimasti impressi sono quelli belli. Perché quelli sì, si imprimono nella memoria. Tutti gli altri magari ci deludono, ci fanno schifo, o ce ne dimentichiamo il giorno dopo che li abbiamo visti. Ecco che allora il 1985 diventa l’anno de “Ritorno al Futuro”, “Il Colore Viola”, “I Goonies”, “Cocoon”, “Witness-il testimone”, “Mad Max III”, “Commando”, “Rocky IV”, “Voglia di Vincere”, “La Carica dei 101”, “Cercasi Susan Disperatamente”, “Ladyhawke”, “Rambo 2,” eccetera, eccetera.

Negli ultimi vent’anni si sente spesso dire che ormai “non ci sono i bei film di una volta” e che “non c’è più niente di nuovo”, poiché Hollywood si sta adagiando sulle IP pre-esistenti.

Questo è del tutto vero…è relativamente vero…o questa percezione è data solo dal fatto che stiamo vivendo questi anni, e tra vent’anni ci ricorderemo del 2011 come un altro grande anno di cinema?

Con questa piccola rubrichetta elencherò una serie di film che reputo belli o per qualche motivo considerevoli, dividendoli per originali (ovvero nati in quanto film) e non – originali (ovvero film basati su libri, fumetti, videogiochi, serie tv, ecc), pescati negli ultimi 20 anni, quindi dal 91 ad oggi.
Il semplice intento è quello di buttare un po’ di positività sull’era cinematografica che stiamo vivendo, sperando che magari in questo calderone potreste trovare qualche titolo da recuperare e, perché no, da gustare. La rubrica è aperta a suggerimenti di qualsivoglia tipo, e i “listoni” saranno aggiornati periodicamente. Ogni titolo sarà accompagnato da una brevissima descrizione e/o motivazione e/o pensiero assolutamente random, come random sarà l’annata d’attribuzione o l’ann.

Enjoy.

Nota per i più puntigliosi: ho deciso di inserire i sequel, i remake e i reboot in una delle due categorie a seconda della loro natura. Ovvero: se si tratta di un sequel di un film originale, va nella categoria degli originali, altrimenti finisce nei non-originali.

FILM ORIGINALI

“Se mi lasci ti cancello” (“Eternal sunshine on a spotless mind”) – 2004.
Non potevo non cominciare con questo capolavoro assoluto di sceneggiatura, di regia, di recitazione, di tutto, tutto, tutto. Da guardare, riguardare ed amare. Senza troppe storie. Gondry gioca con la struttura narrativa creando al contempo una solida visione estetica ed emotiva in una storia d’amore che se ne frega dei generi, fondendo il tutto con incoscienza e sapienza.

The Descent” – 2005.
Superbo horror, incredibilmente solido e intrigante. Storia semplice ma ben setuppata, caratterizzata da un ottimo sviluppo di forma (terrificante) e sostanza (semplice e primordiale) dell’intrigo. Finale che deve qualcosa a Predator, ma lo si perdona per gli ultimi agghiaccianti secondi della pellicola. Apparentemente banale, ma con che stile.

L’esorcismo di Emily Rose” (“The Exorcism of Emily Rose”) – 2005
Bellissimo film a metà tra l’horror e il legal. Ricostruzione verosimile e interpretazione intelligente di un famoso caso di possessione (il film si basa su una storia vera). Laura Linney non delude mai. Film spaventoso e intelligente.

“Inside Man” – 2006
Geniale thriller/poliziesco in cui avviene una rapina perfetta all’interno di una perfetta lotta guardia-contro-ladro, nelle perfette sembianze di Denzel Washington vs Clive Owen. Riuscitissimo.

Cigno Nero” (“Black Swan”) – 2011.
Visto ieri sera. E’ possibile creare un thriller/drama/mistery utilizzando semplicemente le ossessioni di una giovane ballerina? Darren Aronovsky ci dimostra di sì, confermandosi uno dei migliori filmakers della nostra generazione, testa a testa con Chris Nolan, Danny Boyle, David Fincher, e pochi altri. Dico subito che non credo sia un film perfetto. Non ho capito se non è bello ma non mi è piaciuto o se non mi è piaciuto ma è bello. Il problema è che concordo in un certo qual modo con il fantastico Alessio Guzzano asserendo che in fondo in fondo si tratta di un capriccio d’autore, un mero esercizio di stile. Però…che regia, che interpretazioni, che musiche, che fotografia, che atmosfera….come si fa a non perdercisi dentro? A metà film già si capisce tutto, ma forse emoziona così tanto che si fa perdonare. Comunque sia, da vedere. Quindi è un film importante.

NON ORIGINALI

The Ring” – 2002.
Altro caposaldo del genere, un thriller/horror questa volta (più unica che rara) diretto con mano d’autore da Gore “futuro pirata dei Caraibi” Verbinski. So che qualcuno storcerà il naso, ma è uno dei rari casi in cui il remake (occidentale) supera o comunque eguaglia eccellendo l’originale (orientale). Fu un tale successo da inspirare una serie di horror-cloni (bruttini) agli inizi degli anni 2000, a cui poi è seguita la new-wave dell’horror che era un genere morente all’inizio dei ‘90s.

Il Diavolo veste Prada” (“Devil wears Prada”)- 2006
Godibile e scintillante rivisitazione di Cenerentola in salsa Vogue, una gioia per gli occhi di tutte le donne, una Maryl Streep monumentale. Già un classico.

Diario di uno scandalo” (“Notes on a scandal”) – 2006
Le divine Judi Dench e Clate Blanchett in una doppia performance straordinaria. Morborso e tridimensionale.


3 Risposte per "The Modern Age – n.1"

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