Quella Roba Lì non è Dylan Dog

Nel Marzo del 2009 io e il mio socio abbiamo conosciuto Scott Rosenberg, della Platinum Studios. I Platinum Studios funzionano da licenziatari di proprietà intellettuali principalmente fumettistiche. La loro attività principale infatti, più che pubblicare fumetti, è quella di gestire i diritti di sfruttamento commerciale delle opere fumettistiche della loro scuderia, al fine di partorire produzioni multimediali…tra cui, appunto, i film.

Tralasciamo per un attimo il fatto che il trarre un film da un fumetto, uno qualsiasi, sta diventando un’altra ossessione da parte degli studios con i suoi pro, i suoi contro e i suoi paradossi procedurali (argomento su cui tornerò in futuro con un post apposito).

Il signor Rosenberg ci conduce verso il suo ufficio, e lungo il corridoio notiamo diversi poster di fumetti praticamente sconosciuti. Camminando, Scott ci indica con nonchalance i poster, spiegandoci di quali di quei fumetti vi è già un film in lavorazione (che-a-Hollywood-vuol-dir-tutto-vuol-dir-niente): su tutti “Cowboys & Aliens” e “Atlantis Rising”. Il primo all’epoca era privo di regista e attori, ma già in fase avanzata di scrittura da parte degli ottimi sceneggiatori Kurtzman & Orci. Il secondo vedeva “attached” (termine tipico dell’industria cinematografica che indica il coinvolgimento attivo di una figura in un progetto, recentemente italianizzato in “attaccato”) Len Wiseman, il regista di “Underworld”….ma ricordo chiaramente come durante i nostri meeting di quel mese un producer sì e un producer no ci diceva che Len Wiseman era coinvolto in un loro progetto…il che mi fece capire la relatività con la quale si possa essere attached ad un progetto (e quanto fosse gradito Len Wiseman al mondo degli studios).

Dopo tanti poster, arriviamo a sederci sul divano di Rosenberg. Si parla del più e del meno, di cosa ci piacerebbe fare e di cosa si potrebbe fare insieme, tutto segue il copione degli inconri tra registi e producer, fino alla scintilla-connessione-tricolore: noi siamo italiani, e la Platinum Studios sta sviluppando l’adattamento cinematografico di un fumetto italiano, Dylan Dog. Mmmm.

Rosenberg è una persona molto composta, per cui il proverbiale “excitement” dei producer di LA è commisurato alla sua attitudine, tuttavia sembra genuinamente contento del progetto. Noi siamo molto curiosi e cominciamo a fare domande, così finiamo a parlare del film di Dylan Dog.

Ora. Per quelli della nostra età (io sono dell’81 mentre il mio socio Fabio Resinaro è nato nell’80) Dylan Dog è un’istituzione. E’ una delle poche creature dell’entertainment italiano che ha saputo toccare una generazione, entrando prepotentemente e naturalmente nel suo immaginario. Un prodotto di alta qualità. Stiamo ovviamente parlando del Dylan Dog che diventò un fenomeno collettivo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, non il mestierante che vive di rendita ogni mese in edicola al giorno d’oggi. I primi cento numeri di Dylan Dog sono gioiellini, con alcuni episodi degni di essere annoverati nella letteratura fumettistica mondiale. Il Dylan Dog di quegli anni era violento ed era poetico. Era splatter ed era filosofico. Era un personaggio tridimensionale, innovativo, anticonformista, coinvolto in avventure intrattenitive, talvolta controverse, avvolto in un immaginario così nuovo ma già così classico. Oggetto di innumerevoli cloni malriusciti, e riferimento per tutti i fumetti italiani seriali successivi (oggi sto leggendo l’ottimo “Valter Buio”, che di per sè ha una sua identità…ma è inevitabile riscontrare qualche similitudine con il suo zio di casa Bonelli nonchè l’eco delle sue prime atmosfere) Dylan Dog si leggeva di nascosto, perchè se la mamma ti beccava ti diceva “cos’è questo schifo con le donne nude e tutto il sangue?” Di Dylan Dog si parlava con gli amici alle elementari e alle medie. Il fumetto era diventato uno strumento così potente da diventare un’icona, un testimonial di campagne sociali, l’oggetto dell’attenzione (troppa?) dei mass-media. Insomma, Dylan Dog è uno dei pochi patrimoni del mondo della fantasia Made in Italy. Cosa gli succede se ci mettono sopra le mani gli studios americani?

Succede che Rosenberg inizia a spiegarci che il fumetto è molto “europeo” e che necessita un processo di adattamento per il pubblico Americano (possiamo capirlo, ma un “Argh!” già si fa sentire nel retro della nostra nuca). Il buon Scott ci spiega placidamente che innanzitutto il film non si svolgerà a Londra, ma a New Orleans…le atmosfere sono piuttosto simili (l’”Argh!” è rimandato per beneficio del dubbio). A causa di problemi di diritti non potranno usare il Maggiolone bianco – poichè è ad appannaggio della Disney – nè la figura di Groucho Marx (vabbè, qua non ci possono fare niente, poverini). La figura di un assistente di Dylan sarà ricoperta da un ragazzo che in realtà è uno Zombie ma non se ne rende conto. (uhm…questo sembra in spirito Dylaniano… forse c’è speranza….?) La storia potrà sembrare ipoteticamente ambientata dopo che Dylan ha abbandonato la sua attività di investigatore dell’incubo a Craven Road (uhm…interessante…?). La regia sarà di Kevin Munroe, regista del lungometraggio in CGI delle Tartarughe Ninja (Argh!). Rosenberg ci spiega che il problema maggiore che hanno avuto è stato quello di scegliere quale storia raccontare nel film, e che alla fine hanno optato per creare una storyline nuova di zecca (ahia, sentiamo, pronti al peggio…). Ecco ciò che più temevo: Scott ci spiega che “Dylan si troverà nel mezzo di una guerra tra due famiglie, una di Vampiri e una di Licantropi, e…” (Basta, siamo oltre l’”Aaargh!”, non ascolto più cosa dice, quindi della storia non ho registrato più nessuna informazione…). Non ci credo. Anche il film di Dylan Dog, Dylan-cazzo-Dog, sarà sporcato da quella merda derivativa di Twilight. (a tutti i fan di Twilight: vi voglio bene, ma Twilight è ogggettivamente un film brutto e stupido, fine.) Oltretutto, mi viene veramente da pensare che Vampiri vs Licantropi sia veramente il massimo a cui gli sceneggiatori americani riescono ad arrivare. Se gli dai delle barrette energetiche. A questo punto è già tanto che Len Wiseman non sia attached anche a Dylan Dog. Anzi, tanto valeva allora affidare a Len Wiseman la regia di Dylan Dog!

La sensazione è di quelle brutte. L’incontro va avanti, ma non riesco a togliermi dalla testa e dalle palle che rovineranno Dylan Dog, e che quella roba farà il giro del mondo, spacciandosi per (vocione da speaker) “dal fumetto italiano cult”, quando di quel fumetto non avrà niente, se non un tipo che indossa una giacca nera e una camicia rossa.

Passano i mesi. La Platinum studios diventa ufficialmente casa di produzione del progetto, e mi chiedo che tipo di esperienza abbia per produrre un film. Escono le prime immagini di Brandon Routh nei panni di Dylan Dog. Mah…non è l’attore più azzeccato del mondo, penso quando le vedo, ma potrebbe non costituire un ostacolo insormontabile. Dipende com’è diretto, e all’interno di quale scenario è inserito.

Poi arriva prima una lunga clip al Giffoni Film Festival 2010, e poche settimane fa il primo trailer ufficiale. E lì, beh, non c’è più molto da sperare.

E’ proprio il caso di dire che si tratta di un incubo per tutti coloro che amano Dylan Dog, ma anche per tutti coloro che amano il cinema, e per tutti coloro che amano e basta.
Scott ed il team della Platinum Studios stanno lavorando a progetti molto validi e interessanti per quanto riguarda cinema & fumetti, ma credo di non offendere nessuno, addirittura prima di vedere il film, affermando che la trasposizione di Dylan Dog sul grande schermo non è riuscita.

Dal trailer, il film di Dylan Dog (quanto mi fa male chiamarlo così) sembra in tutto e per tutto un film di serie B copiato da “Constantine” (il film). Effetti speciali fatti male, inquadrature da cui traspare una povertà produttiva imbarazzante, dialoghi ai limiti della denuncia. Cioè, il trailer finisce con Dylan Dog…no anzi, con Quella Roba Lì…che dice “non ci servono piani, ma solo pistole più grosse”, punta una pistola contro la camera, e spara. Ma..ma…ma neanche John McClane. Inutile soffermarsi oltre, ad analizzare la tristezza totale di tutto questo.
Qui non si ha a che fare con l’essere fan e con il pretendere che un film sia pari pari la trasposizione cinematografica del fumetto (in questo caso secondo me “Sin City” è un pessimo esempio). Prendere delle distanze dalla versione cartacea è secondo me un passo necessario nel processo dell’adattamento da un media all’altro.
Qui si tratta di aver preso i diritti di un fumetto, di un’icona, di una storia, di un personaggio, per poi ignorare tutto e sfasciare completamente ciò che di buono poteva esserci, inventando una storia completamente diversa, e a casaccio, mi pare di capire.

La domanda sorge spontanea: “Perchè?
Dylan Dog non è un brand così forte da sfruttare nel mondo per giustificare una mossa del genere. Avrò modo di tornare su questo tema.

Sta di fatto che comunque vada, sarà un insuccesso.
Se il film di Quella Roba Lì sarà un flop commerciale, si sarà vaporizzata ogni speranza di vedere un bel film sull’indagatore dell’incubo.
Se il film di Quella Roba Lì sarà un successo commerciale, magari sarà realizzato addirittura un seguito, dove Dylan Dog distruggerà a suon di bazooka eserciti di Zombie (perchè dopo Vampiri vs Licantropi secondo me per i cervelli degli sceneggiatori americani può esserci solo un’invasione di Zombie…visto che mi pare di capire si siano giocati il jolly della rinascita di un demone già nel primo).
Peggio ancora, tutto questo potrebbe anche ripercuotersi sul fumetto (in America succede spesso che all’insegna dell’immagine coordinata e del crossmedialismo, il fumetto da cui è tratto il film subisca un processo di adattamento inginocchiandosi alle esigenze commerciali del marketing).

Nasce quindi un dilemma etico.
Bisogna andarlo a vedere questo film?
Se uno ama Dylan Dog e vede questo merdoso trailer che lascia presagire un merdoso film…cosa dovrebbe fare?
Non so se ho la risposta a questa spaventosa domanda.

Mi rivolgo alle nuove generazioni, che magari non conoscono neanche Dylan Dog, e quindi non ci sono affezionati. Voi siete salvi. Non posterò qui il trailer di Quella Roba Lì. Non andate a vederlo. Piuttosto, recuperate storie di Dyd quali “Memorie dall’invisibile”, “Morgana”, “Dopo mezzanotte”, Il buio”, “Storia di nessuno”, “Goblin”, “il Male”, “Partita con la morte”, Caccia alle streghe”, Il lungo addio”, Johnny Freak”, “Oltre la morte”…

Al massimo guardatevi Dellamorte Dellamore, film del 1994 diretto da Michele Soavi e tratto da un’altra opera di Sclavi, creatore di Dylan Dog.
Non è un film perfetto, ma a questo punto credo potrebbe diventare la cosa più vicina che troverete ad un film su Dylan Dog.
E potrebbe anche piacervi.

UN UPDATE CHE POTREBBE FARVI CAPIRE LA PORTATA DEL DISASTRO: al momento, il film, sedicente produzione hollywoodiana, è stato acquistato dai distributori di un solo paese al mondo. Il nostro.
Butta molto più che male per questo episodio di Buffy l’ammazz-ah no, per Quella Roba Lì-the movie. E’ una tragedia.


18 Risposte per "Quella Roba Lì non è Dylan Dog"

  • bluecyber :

    Finalmente uno che ha le palle per dire che questa trasposizione cinematografica di Dylan Dog è una cagata pazzesca!!!
    Sono del 1974 e ho divorato i fumetti di Dylan dal primo splendido numero e ho continuato fino a quando non ha cominciato a perdere qualche colpo come dici tu dal numero 100 in avanti. Comunque quella cosa lì non è Dylan Dog e mi spiace anche per il povero Brandon Routh che si è ritrovato prima in Superman Return con il problema di una storia troppo moscia e adesso in questo film che sarà un megaflop!!
    Giuda Ballerino!!!

  • ways73 :

    D’accordissimo con tutto quello che hai scritto!Io sono un appassionato di fumetti, certo non posso dire di essere il fan numero 1 di dylan dog, non ci sono cresciuto insieme( sono del 91) e ho letto solo qualche storia (meno di quanto vorrei ammettere) eppure mi è bastata un’occhiata al trailer per capire la ca****a che ne uscirà fuori!!Voglio dire di solito cerco di non rovinarmi un film dal trailer dicendo “mmh non mi convince molto” ma qua siamo oltre il limite della decenza!storia banale (tristissimo il fatto che si ispirino a twilight soloper vendere un prodotto) effetti speciali pessimi (sembrano i demoni che si vedevano nel telefilm “streghe”) e un attore che probabilmente non ha mai letto una storia di dylan dog e ha costruito il suo personaggio solo dai “consigli” del regista (cosa ci si puo aspettare da chi ha diretto TMNT?)…Insomma un pessimo film per un grande fumetto…speriamo solo che gli americani si rendano conto della presa in giro e che il film abbia un incasso pessimo, cosi magari ci salveremo da eventuali sequel…Inutile dire che un po di curiosità c’è ma non intendo spendere 7 euro (anzi se va male anche 8) per “quella roba” quindi credo che faro come ho fatto con “dragonball evolution”(ti capisco,scrivere certe cose fa male) aspetterò che qualche amico lo cprenda in dvd o che lo scarichi (per certa m***a si puo anche fare)e lo vedro…anche se so gia che me ne pentirò…

  • ways73 :

    *errore mio la frase è:
    (anzi se va male anche 8 euro)

  • isaac-davis :

    Ma non è il caso di aspettare il film? A me hanno insegnato: prima si vede una cosa, poi la si giudica. Per chi scrive di cinema dovrebbe essere una cosa ovvia. Non credete?

  • fabioguaglione :

    Tendenzialmente sì, è il caso.
    Io sono uno che tende a dare il beneficio del dubbio, sono un garantista.

    Qui però il caso credo sia davanti agli occhi di tutti…

    Oltretutto, credo che due cose siano innegabili già dal trailer di Quella Roba Lì:
    – il livello realizzativo della produzione è di serie B
    – l’adattamento da forma cartacea a forma filmica non è assolutamente riuscito e ci troviamo di fronte a distanze incolmabili tra l’IP sorgente e il prodotto cinematografico derivato.

    Ciò si vede già dal trailer.
    O NO!?!?

  • fabioguaglione :

    N UPDATE CHE POTREBBE FARVI CAPIRE LA PORTATA DEL DISASTRO: al momento, il film, sedicente produzione hollywoodiana, è stato acquistato dai distributori di un solo paese al mondo. Il nostro.
    Butta molto più che male per questo episodio di Buffy l’ammazz-ah no, per Quella Roba Lì-the movie. E’ una tragedia.

  • marcodiger :

    questo è un corto ispirato a Dylan, i personaggi sono stati cambiati in quanto ceduti i diritti a casa americana:-(

    Taxi
    http://www.242movietv.com/video/taxi

  • fabioguaglione :

    iao Luca…
    Non voglio creare una polemica sul tuo blog, per cui ti rispondo solo qui.

    Credo che il trailer parli già da solo.

    Cmque le tue argomentazioni per guardare il film di Dylan Dog, analizzando il tuo post, sono due:
    1) perchè “in fondo è Dylan Dog”. Cosa non vera. Perchè allora se vesto un tizio di nero ho fatto un film su Batman, secondo sillogismo.
    2) perchè…”perchè no?”. Credo che “perchè no” sia l’argomentazione più debole dell’universo.

    Anche nel tuo stesso post, teoricamente in difesa della visione di Quella Roba Lì, si dice che – va beh – a volte sembra una puntata di Buffy.

    Nel 2011, sembrare una puntata di Buffy è un insulto anche per un film. Figuriamoci per un’opera cinematografica.

    Il film non è stato acquisito da nessun distributore del mondo tranne che l’Italia. Un motivo ci sarà…

    E’ proprio perchè c’è l’amore di mezzo, che non bisogna farsi prendere per il culo.
    Proprio come in amore, a volte meglio prendere coscienza dell’evidenza, e tagliare netto, invece che strascicare qualcosa di già ampiamente compromesso, che risulta essere solamente deleterio.

    Chioso con le sagge parole del mio amico e collega Jacopo Rondinelli “Non ti preoccupare, Fabio. Dylan Dog è nel nostro cuore, al sicuro da tutti gli adattamenti cinematografici del mondo.”

    • Ciao Fabio,
      non vuoi creare una polemica, ma la crei… Ecco le risposte ai tuoi “attacchi”.
      -io il film ce l’ho in uscita il 29 aprile in Usa, perché dici che uscirà solo in Italia?

      -Qui nessuno si fa prendere per il culo e, anzi, con Best Movie cerchiamo di dare proprio una informazione che eviti brutte sorprese. Il film lo dico chiaro e tondo come è, sia sul mio blog, sia sulla rivista. Se cito Buffy non è certo per dire che è un capolavoro, mi pare…

      -L’unica argomentazione che dò per vedere Dylan Dog è che per me, e sono sicuro per tanti altri, il fatto che ci sia un film, bello o brutto, che faccia sorridere o incazzare, è comunque un evento.

      -Per me è un esercizio inutile dire che si poteva fare meglio (è vero, guarda, probabilmente sarebbe meglio un tuo Dylan Dog girato con un decimo del budget, ma con i se non si arriva da nessuna parte). Quello che mi preme è far capire ai lettori cosa devono aspettarsi quando vanno al cinema. Su questo fronte spero di essere riuscito a prepararli nel modo migliore. 🙂

      -Ti invito a questa riflessione. Non so se hai visto il Tex con Giuliano Gemma, ma non è proprio quel che si dice un film venuto bene. E sono certo che se lo guardassimo insieme e pensassimo un altro modo di fare Tex ci verrebbero probabilmente 100 idee che ci sembrano fighissime. Però io sono contento comunque che ci sia quel Tex. Certo sarei più contento se ci fosse un Tex più figo. Ma non spero che quel Tex non esista e ai lettori di Tex consiglio cmq di vederlo, perché li farà incazzare o sorridere e perché è un film sul loro eroe.

      -Io non capisco il tuo criticare anche senza averlo visto, o il tentativo di boicottarlo. A che scopo? Davvero credi di essere più “ricco” se non lo vedi? a me pare vero il contrario, da appassionato di Dylan io non potrei perdermelo il film, anche, nel caso, per poterlo criticare fino in fondo.

      Un abbraccio!

  • fabioguaglione :

    polemica fa audience!

    Scherzi a parte…

    – in effetti mi scuso per l’imprecisione, è stato annunciato 8 giorni fa che Quella Roba Lì sarà distribuita negli US da tali Freestyle releasing… anche se sul loro stesso sito non vi è traccia alcuna del film… quindi boh.
    Il fatto è che, considerando come funziona mediamente l’industria, è molto evidente che i platinum studios hanno avuto problemi enormi nel convincere un distributore a distruibire il loro film… e, come dire, non hanno senz’altro trovato una major…

    – secondo me dire che è un film è di basso profilo e che hanno rovinato o cmque non rispettato per niente un licensing non è un esercizio inutile, bensì una constatazione. Che male c’è nel dirlo? L’utilità sta nel punto successivo.

    – Nessuno potrà ri-fare un film su Dylan Dog, se non tra molti anni. Le questioni contrattuali legate ai diritti sono sempre molto complicate. Mi metto nei panni dei fan (e anche dei licenziatari) del franchise jap più remunerativo del mondo: dragonball.
    Io di quel film ho visto 3 minuti, e sono stati abbastanza. La Fox ha massacrato una property d’oro, creando un obbrobrio. Ciò ha compromesso per decine di anni la possibilità di fare un film di dragon ball. Ora… uno che ama dragon ball, e che voleva vedere un film tratto dal suo manga preferito… perchè ha dovuto subire tutto questo? Perchè ha dovuto sorbirsi un film di merda? perchè deve aver perso la possibilità di vedere un domani un bel film su dragon ball?
    Non è giusto.
    Quella roba lì non è Dylan Dog, e non è giusto che mi abbiano tolto il diritto di vedere un film su dylan dog. Parlo così proprio perchè ne sono appassionato. Mi fa incazzare.
    Sai cosa c’è di positivo nel disastro di Dragon Ball ? Che ora i giapponesi col cazzo che danno agli americani a cuor leggero i diritti di adattamento cinemagrafico. Vogliono delle minime garanzie su cosa faranno con le loro creazioni. Troppo facile: compro un brand mediamente conosciuto, faccio un film a cazzo perchè COMUNQUE LA GENTE SE LO ANDRA’ A VEDERE, RIENTRO DEI COSTI, E SE VA BENE FACCIO ANCHE IL 2.
    Ecco, secondo me sarebbe bello che la gente non se lo andasse a vedere comunque “solo perchè è Dylan Dog”…proprio perchè non è Dylan Dog, e proprio perchè tutto questo potrebbe generare dei sequel altrettanto brutti, o degli altri adattamenti altrettanto brutti.
    Come ti sentiresti se la Universal comprasse i diritti di Corto Maltese e mettesse Ben Stiller come protagonista realizzando una commedia per renderlo “più appetibile al pubblico?”
    Poi magari fa soldi e ti becchi “Corto Maltese 2” con Jack Black nei panni del cattivo.

    Poi sono sicuro che la curiosità sarà troppa, in tanti lo vedranno…e sono d’accordo con te nel vederla come un “evento” a livello umano… ma ciò potrebbe influire negativamente sulla produzione di film di questo tipo…
    E’ vero, sarà un evento…ma è un pò come se l’Italia arriva in finale mondiale, andiamo tutti a vederla…
    Poi al primo minuto uno si fa espellere, l’allenatore mette un attaccante in porta, e il rigorista tira di tacco.
    Cioè…ok, abbiamo vissuto l’evento della finale… però poi quando il pulman degli azzurri arriva a casa, voglio vedere se non gli tirano le uova…

    non lo so, spero di aver spiegato il mio punto di vista, che non è prettamente gratuito…solo appassionato e preventivo. Io sono già triste, Quella Roba Lì non è Dylan Dog, e spero che queste cose possano accadere sempre meno in futuro.

    D’altronde, come accennato in un mio precedente post, le IP tratti da fumetti e libri sono ormai le uniche galline dalle uova d’oro di Hollywood… se li studios non le trattano come si deve, i fan-base cominciano a incazzarsi, i film floppano, e non gli rimane più niente…

  • fabioguaglione :

    ps: resta bene inteso che, nel caso un giorno guardassi questo film, sarò pronto a ricredermi nel caso…

  • luisac :

    ma voi pensate di essere i Cahiers du cinema, per caso?

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