Ci sono i Film, ci sono i Telefilm, ma adesso ci sono anche tante cose in mezzo.

L’altro ieri è uscito il trailer di X-Men: First Class.
“Sembra figo!” dico ad un mio amico. E lui mi risponde “un altro film sugli X-Men? Ormai mi sembra una roba un pò satura“.

Questo sarebbe effettivamente il quinto film dedicato ai mutanti (3 sul gruppo degli X-Men, e uno su Wolverine). Sicuramente non sarà l’ultimo: Wolverine 2 si farà, diretto dal grande Aronofsky, e ho l’impressione che non sarà l’ultima pellicola dedicata a questa fruttuosa property della Marvel sotto l’egidia della 20th Fox.
E’ un concept saturo?
Forse.
E’ importante?
Ma assolutamente no.
Film di questo genere…non sono nemmeno più catalogabili come film, nella concezione drammaturgica classica.
Non dico che non abbiano una loro dignità, tutt’altro, ma sono prodotti da ricondurre all’interno della logica con cui sono creati. Il vantaggio dei giorni d’oggi è che questa logica è entrata anche a far parte del processo creativo di questi franchise.

Con ordine, un passo indietro.
I franchise sono ormai una delle certezze, o presunte tali, per gli studios americani: sanno che con un certo tipo di fan-base i loro investimenti non rischiano di andare persi nell’era del download illegale. Da qui le loro ossessioni moderne: il sequelismo, il rebootismo e il remakismo.
Non bisogna però fare l’errore di pensare che queste ossessioni siano esclusiva della nostra era, in un distorto amarcord dell’industria cinematografica. Basti pensare ai cinque sequel di Nightmare negli anni 80, o ai quattro sequel de Il Pianeta Delle Scimmie negli anni 70. La differenza sostanziale tra questa era e le precedenti, è che al giorno d’oggi i sequel, i reboot e i remake di intellectual property già esistenti sono l’assoluta priorità degli studios. Prova molto tangibile di ciò è la constatazione che nelle decadi precedenti i sequel diminuivano i budget man mano che procedevano, mentre al giorno d’oggi aumentano di sequel in sequel (fino al collasso, vedi Spider Man 3 e il conseguentemente mai fatto Spider Man 4 Raimiano).

Ormai tutto questo è parte del sistema, ed è la sua parte fondamentale. Inutile odiarlo o combatterlo. Dobbiamo solo sperare che questa fracassoneria sia contrastata degnamente da un insieme di film originali. E’ una speranza vana? No, qualcosa si muove… I film interessanti continuano ad uscire, e guardando periodicamente indietro di qualche anno, ce ne si accorge. Il cinema, anche quello industriale, è vivo.

…e poi, queste ossessioni da major Hollywodiane, ci fanno davvero del male in quanto spettatori?
Beh, se generano film idiotici come Transformers 2, Matrix Reloaded o A-Team, allora sì…ma lì è colpa degli sceneggiatori, non del concetto di sequel, spin off, reboot o remake in sè.
Ciò che ci fa male, oltre alla cattiva gestione della materia narrativa oggetto del sequel, è una mancanza di alternativa. E’ una mancanza di film originali. E’ una mancanza di film che arrivano e spaccano tutto, una mancanza di Ghostbusters, di Ritorno al Futuro, di Terminator, di Alien, di Matrix.

Perchè di per sè, anche se non ce ne siamo accorti, questa mania degli studios ha anche generato qualcosa di molto positivo.
Nolan che si cimenta su Batman, è un esempio lampante…è comunque un evento figlio della volontà di capitalizzare franchise degli studios.
E di questo proprio non ci possiamo lamentare (i film sul cavaliere oscuro sono due gioielli, e il successo dei suddetti film ha permesso a Nolan di affermarsi e di poter quindi realizzare The Prestige, Inception, o di diventare il produttore creativo del nuovo film su Superman).
Che si sia affezionati o meno ai film con cui siamo cresciuti…possiamo dire che il nuovo “The Karate Kid” non sia un film godibile? Possiamo dire che non sia un ottimo prodotto? Possiamo dire che sia in qualche modo degradante nei confronti dell’originale?
No.
Allora godiamone.

Certo, credo fermamente che dovrebbe essere illegale realizzare il remake/reboot di alcuni determinati film sulla storia del cinema (sarebbe bello compilare una lista/petizione, vi invito a cominciare).
Mentre, ed è questo il punto, credo che il discorso sia molto diverso per quanto riguarda i sequel/spin off.

I film sono universi in cui, auspicabilmente, ci si perde in circa due ore.
Che male c’è nel visitare quel mondo ancora una volta? Nell’incontrare di nuovo i nostri amati personaggi? Nel cercare di prevedere nuove pieghe della storia per poi rimanere stupiti dai colpi di scena?
Il Male sta nel fatto che… beh…tu guardi Highlander, sogni, vivi quell’incredibile storia…e…per com’è stata scritta, interpretata e diretta…quella storia è finita. Ma finita che proprio FINE. FI-NE.
E quando vedi il 2 (del 3 e del 4 non parliamo neanche, sono dei prodotti non-ufficiali di Scherzi a Parte), ti senti preso per il culo.
Il male sta nel fatto che a volte non c’è una buona ragione di realizzare un seguito rispetto a com’è finito il primo film. Anzi, c’è una buona ragione per NON realizzare un seguito.

Qual’è allora il miracolo che sta avvenendo in questi anni?
I creatori delle cosiddette “saghe” (e non “sagre”, come dice la madre del mio amico regista Roberto De Feo) lavorano ai film concependoli per quello che sono: episodi. Sì, avete capito bene. Non sono film, sono episodi di sagre, ehm, saghe cinematografiche. Ora gli sceneggiatori e i produttori lo sanno, per cui i film vengono creati predisponendoli in questo modo.

Ho avuto questa illuminazione guardando Iron Man 2.
Il primo Iron Man è stato uno dei più grandi prodotti dell’entertainment degli ultimi 10 anni. Difficilmente raggiungibile da un seguito. Il sequel si è rivelato infatti non all’altezza del precedente, sfilacciato, ecc, ecc (dai non costringetemi ad analizzare IM 2 per spiegare perchè non è un bel film), ma alle fine ho pensato… Machissenefrega?
Cioè, mi sono comunque divertito, e molto. Sia per le performance di Tony Stark/Robert Downey Junior e di Sam Rockwell, sia per alcune sequenze d’azione fantastiche (dai, la scena a Montecarlo spacca il culo). Sia per la storia che, ok, non è perfetta, ma comunque solida e godibile. Ma soprattutto, in questo film si sono fatti alcuni passi narrativi verso la “caciara Marvel” che arriverà nel giro di qualche anno. Per chi non lo sapesse tra qualche mese usciranno i film su Capitan America e Thor…e nel 2012 vedrà la luce il film sui Vendicatori: il supergruppo che nelle sue file vede lo stesso Cap, Thor e Iron Man. Ergo, diverse saghe cinematografiche confluiranno in un altro film a parte, generando per la prima volta un “cross-over” cinematografico (in barba a quelli che hanno sognato per anni Batman e Superman insieme nello stesso film). Quello che si definisce un “nerdgasm”.
Quindi, Iron Man 2 è più che mai un grosso episodio delle avventure dei super eroi Marvel. Non è un film nel vero senso della parola. Non gli sono attribuibili parametri di giudizio narrativi e produttivi di una normale opera. E’ come se ormai i film dei franchise componessero dei mega-telefilm-costosissimi che vanno al cinema.
Praticamente si tratta della risposta al processo di “cinematograficizzazione” che hanno subito i serial tv negli ultimi anni, impennando la loro qualità e attraendo molti attori famosi verso il piccolo schermo. Cos’è Lost se non un mega-film-serializzato che è andato in onda in tv per anni?

Il concetto chiave della new wave di questi prodotti è la serializzazione…ma invece che essere tirata per i capelli (e per i portafogli) con robe alla Alien vs Predator 2, sono coccolate dai creativi e incorporate dai produttori nel Dna di questi filmoni.
La serializzazione è un concetto che i fans amano e che, se usata correttamente, può generare profitti indecenti per le majors.

In quest’era di telefilm cinematografici e di film episodici, forse abbiamo tutti da guadagnarci.

Questo non vuol dire che si possa remakare, sequelare o rebootare qualsiasi cosa, tutt’altro.
Vuol dire che guardo il trailer di X-Men: first class e penso “sì, ho voglia di capire come Xavier e Magneto sono diventati amici e poi nemici, e come hanno fondato la scuola di mutanti che ho visto in altri tre film. Dai, mi faccio un altro giro.”

Viva i film originali che arrivano come un pugno nello stomaco, viva le saghe a cui ci affezioniamo. E viva le sagre. Tutte.


7 Risposte per "Ci sono i Film, ci sono i Telefilm, ma adesso ci sono anche tante cose in mezzo."

  • dennis-cabella :

    Ma il concetto di serializzazione è negativo di natura. Se costruisco un oggetto qeull’oggetto ha un valore. Se lo produco in serie, il valore si perde.
    E’ chiaro, quello di cui parli è…bla bla bla, vabbeh dai chissenefrega. Come dici tu “chissenefrega” quando guardi IronMerd2 e staresti per infastidirti, ma ormai hai perso la forza e lo accetti come parte della nuova era della serializzazione (in questo punto ero ubriaco).

    I film di intrattenimento (ma ti invito come ho già fatto a guardare altri e veri film) sono belli solo quando pensati non con l’intento di essere serializzati, ma con lo scopo di divertire e far sognare.
    Ho voglia di raccontare una storia? La scrivo e la metto in scena. Nella mia testa la storia continua? Scrivo un’altra avventura e la metto ancora in scena. Non ho più niente da dire e vorrei andare al mare , ma la gente vuole un’altra storia e io guadagno un sacco? Errore.

    Lost, che considero comunque capolavoro per vari motivi, si perde proprio sul finale perchè catturato dalla serializzazione, che ha preso il sopravvento sulla storia e sulle idee.

    Condivido quello che dici solo se una storia è troppo lunga per essere raccontata in due ore. In tutti gli altri casi (prequel impovvisati, sequel a caso, reboot dei reboot) è solo business e non più cinema, arte e sogno.

    Ma comunque ripeto che fare cinema è facile, fare bei film che rimangono nel cuore è difficilissimo. Quindi il problema non è serializzazione sì/no, è la mancanza di valori artistici e intelligenza.

    Vorrei veramente che le nuove generazioni portassero un po’ di speranza e un po’ di cuore. Io vorrei portarne. Forse anche voi, ma il resto del cinema non credo.

    E un giorno finiremo come in Idiocracy a guardare un film dal titolo CULO in cui per 2 ore l’unico protagonista è un fondoschiena in primopiano che scorreggia.

  • giovanni-ragosa :

    Bellissimo post, complimenti, mi trovi d’accordo su tutto…a parte che non sono altrettanto indulgente!!
    Secondo me la serializzazione sta soffocando eccessivamente i progetti originali di puro intrattenimento. Insomma, oggi per fare Inception devi aver fatto due Batman e anche molto bene. Dove sono i nuovi E.T., GhostBusters, Goonies? Hanno collassato le categorie di intrattenimento e i kolossal, e in più stanno cannibalizzando (spesso molto male) fumetti e concept senza spessore (A-Team??)solo per guadagnare un dollaro in più della spesa…

    E’ vero che dobbiamo guardare a questi prodotti in maniera diversa, ma è anche vero che l’alternativa non c’è quasi più, almeno dal cinema americano. E come al solito, stiamo importando anche noi questa usanza, facendo film di cassetta tutti uguali.

    Il cinema d’autore resiste, ma il pop corn movie sta veramente facendo una brutta fine, e non se la merita…

  • fabioguaglione :

    @DENNIS:
    rileggi tutto con attenzione. Credo ci sia confusione razionale dettata da furore emotivo sul concetto di serializzazione.
    Non è negativo di natura, se è gestito correttamente.
    Proprio perchè Iron Man 2 non è un film, non può avere una sua dignità in quanto opera d’arte…è solo un episodio di una maxi-saga, e una volta che tutti noi abbiamo fatto pace con questo, e che gli studios l’hanno impostato in un certo modo…funziona.
    Perchè una saga non può essere realizzata con il cuore?
    Può eccome.
    E una saga, di per sè, una serializzazione concepita alla base, non può essere generata dal “non sono riuscito a raccontare questa storia in 2 ore”. Perchè è una bugia, qualsiasi storia può essere raccontata in 9 ore o 9 minuti.

    Ciò che sto dicendo è proprio che al giorno d’oggi l’industria dell’entertainment sta utilizzando valori artistici e intelligenza su molti franchise. E questo premia.

  • fabioguaglione :

    @GIOVANNI:
    Grazie per i complimenti!

    Indulgente?
    Forse un pò sì… mi ricordo la sensazione spiacevole che ho vissuto al cinema durante la visione di IM 2… perchè mi aspettavo un FILM, all’altezza del primo. Ma è ovvio che in una saga, l’unico che può avere valore di opera in quanto film fatto è finito, è al massimo il primo, la genesi.
    Ma poi l’ho interpretato come mega-episodio di saga Marvel… e tutti i dolori sono passati…
    Ho capito un meccanismo o mi sono autoconsolato?

    La serializzazione sta sicuramente soffocando i progetti originali… questo processo ha radici economiche, che a loro volta hanno radici sociologiche… ma questo ragionamento è troppo complesso da affrontare in questa sede. Fatto sta che gli studios hanno paura di ciò che è originale. Si ritrovano ad affrontare spese mostruose per sostenere un film e la sua campagna marketing, per cui hanno bisogno di schemi attraverso cui poter prevedere gli introiti. Questi schemi diventano più affidabili se fanno riferimento a proprietà intellettuali già esistenti.

    Ciò che sto dicendo è semplicemente è che stanno cominciando a farlo con più testa, e un piccolo di cuore in più (parlo sempre di sequel/prequel/spin off, e meno di reboot e remake).

    Il pop corn movie sta facendo una brutta fine a mio modo di vedere più per l’incapacità di certi sceneggiatori e di certi creative consultant, che non indirizzano coerentemente i progetti…

    Il bello è che ogniqualvolta esca un film che spezzi le regole o che sia almeno “insolito”, come Matrix, o District 9, si rivela un successo commerciale senza precedenti… ma purtroppo gli studios non possono produrre in serie film di questo tipo, proprio perchè sono “insoliti”, e su questo tipo di imprevedibilità non possono costruire le loro industrie…

    Io dico che anche nell’82 sono usciti molti film di merda, ma oggi ci ricordiamo solo Et…
    scommetto che se ci impegniamo e se elenchiamo i film originali / commerciali degli ultimi 20 anni, scopriremo molte leccornie.

    Saranno sicuramente MOLTO meno che nelle 2 decadi precedenti…ma testimoniano una certa piccola, inaspettata vitalità.

    La mia speranza?
    I cineasti che avranno il massimo del potere nell’arco dei prossimi 5 anni hanno la mia età, e sono nati e cresciuti nella mia era.. La loro immaginazione è stata forgiata da quei film…e probabilmente vorrebbe partorire film analoghi e originali…vedremo…

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