Love, Death & Netflix.


Quello che rende interessante Love, Death & Robots, serie di corti cyberpunk random  ci Netflix, é l’unione tra diversi stili di animazione  che spingono la tecnica verso i limiti estremi.
La serie é chiaramente ispirata all’antologia Heavy Metal, del 1981, che aveva un approccio simile. Gli episodi sono eterogenei, ma il livello medio é molto alto.Netflix, come é noto, sta cercando di distruggere il sistema hollywoodiano (anche chiamato International Film Market) pezzo dopo pezzo.
Netflix rifiuta spesso e volentieri il passaggio obbligato in sala, ferendo non solo il sistema distributivo location-based, ma sfidando apertamente anche realtà dalle spalle (apparentemente) largje come il Festival di Cannes, che fanno della sala una istituzione. Netflix si disancora dalla visione seriale classica, lasciando scelta allo spettatore (generalista) di scegliere come gli pare i suoi episodi  minando così l’accordo base di fidelizzazione tra spettatore e network (e quindi squalificandone il potenziale pubblicitario).
Netflix propone un servizio basato sulla quantità, mantenendo segreti i numeri  di fatto allargando presto a chiunque la possibilità di essere visto senza intermediari, un sistema che le distribuzioni tramite blockchain si prefiggono di evolvere in un rapporto diretto produttore/consumatore. Questo vuol dire che é Netflix a decidere cosa vede lo spettatore e non la processione di filtri distributore/agenzie/produzioni/law firm/investimenti/banche/mafie/lobby.
Netflix produce Roma di Cuaron e si compra i premi ai Festival e persino l’Oscar, inglobando la principale agenzia di networking che in genere trasforma in oro la famosa statuetta all’interno del dipartimento marketing di Netflix, di fatto imponendo un nuovo monopolio.
Con l’Oscar in tasca, Netflix fa le moine alla Cina, che desidera il premio dell’Academy più di ogni altra cosa come eterno riconoscimento del proprio soft power, e distribuisce il caso The Wandering Earth.
Netflix fanfarone amoroso fa anche la corte all’India, che con l’introduzione della banda larga su tutto il territorio potrà raggiungere online nel giro di un secondo un’utenza pazzesca, udite udite, senza limiti di censura.
Netflix sdogana con Bandersnatch di Black Mirror i film interattivi, per controllare la pirateria. Da libertà creativa agli autori (ai quali non parra’ vero) ma li limita come si faceva in era berlusconiana in Italia, ovvero imponendo uno standard visivo (che non é male), che permetto dì non avere MAI il rischio che gli spettatori si innamorino di uno stile replicabile da un solo regista (per dire, vade retro Malick).
Insomma, come si muove fa danno ai competitors.
E con Love, Death & Robots che ci fa?
Innanzitutto la serie é un grosso spot ai Blur Studios, che mostrano come sia possibile già sfiorare livelli di fotorealismo pazzeschi. Ci siamo quasi ad avere un umano credibile. A volte i visi sono perfetti. Sembra incredibile ma non riescono a fargli i piedi. Il mio sogno é vedere dei piedi perfetti (anche sé imperfetti) con dita plausibili in CGI e volti che non fanno una smorfia ogni mezzo secondo per agevolare il lavoro del riconoscimento facciale, ma che abbiamo l’intensità di Seymour Cassel in un film di Cassavetes.
Quando succedera’ non ci sarà bisogno della celebrità dell’attore. Sarà possibile minare il sistema dello star-system. Questo vuol dire che nessun attore potrà imporre la produzione di un bel nulla, e le agenzie (già in crisi con l’affaire Weinstein) e quei produttori diventati tali perché erano parucchieri delle star (sic) sentono il terreno tremargli sotto i piedi. Non basta!
Quello che la rende pazzesca la serie animata é l’orgasmo del terzo episodio, Witness, di questo giovane Alberto Migliore che risulta come Visual Consultants in Spider-Man into the Spiderverse  ma che é chiaramente responsabile di una rivoluzione visiva a livello di animazione da orgasmo. E la tela acascica che crea il loop di Witness é un orgasmo visivo che spinge il potenziale dei colori di Hong Kong e dei suoi sex party nascosti oltre i limiti. Uno stile dinamico e frizzante che al 100% diventerà uno standard gettonatissimo e appetibile a chi si era rotto della Pixar o della Disney.
L’altra fazione, la vecchia Hollywood, sta passando al contrattacco con Apple TV+, non a caso promossa da Spielberg che vive nel.terrore che qualcuno gli impediscadi continuare a fare film che non piacciono soprattutto a lui, e con qualsiasi piattaforma online tranne Netflix.
Netflix ora non può fermarsi. Come Trump, ha troppi debiti per non fare di tutto per essere essenziale all’equilibrio globale. Ora che le leggi sul copyrught verranno varate si rschia un sacco meno di libertà ma aspettiamoci una richiesta pazzesca di materiale audio visivo. Dopo 100 anni di cinema i cortometraggi torneranno ad avere valore commerciale. Per non parlare dei media immersivi.


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