Joker e Three of a kind.

Che goduria quando un trailer é talmente figo da costringerti a rivederlo sette volte di seguito da diverse angolazioni, a mostrarlo ai passanti per strada che scappano spaventati, a farti pensare per giorni, a farti sognare per giorni. Questa é la formula di un successo annunciato, e Joker é uno dei pochi casi oggi ad avere questo impatto. I pochi intensi secondi a disposizione sono stati dissezionati con il lumicino dalla stampa, ma proviamo a pensare come un film-maker e chiediamoci “sarebbe funzionato comunque senza un IP come il Joker?”. O meglio ” cosa rappresenta questa operazione?”. A ben vedere esiste un film di successo dalle caratteristiche simili. Sì tratta di Logan, dove l’intellectual property del cinecomic veniva trasposta in un contesto più umano e realistico, e in un contesto cinematografico classico e distante dall’azione iperrealistica dei cinecomics. Come per dire, se c’é ancora qualche vecchio trombone cicciottello nel pubblico che ancora si rifiuta di vedere i nostri film, lo peschiamo così. Joker evidentemente va ben oltre, presentandosi come una operazione di sacralità cinefila dì dimensioni bibliche, dove il Elohim é Martin Scorsese e Yahvé é Robert De Niro. È lecito pensare che ne avremo ancora. A Hollywood leinotizie girano più velocemente che nei canali ufficiali, ed ecco che già qualche mese fa Danny DeVito afferma di voler riprendere il suo personaggio di Penguin, e notizia di giorni é a James McAvoy piacerebbe interpretare l’Enigmista. Allora ragionandoci su ci viene in mente un gioco, immaginando la stessa formula attore (Phoenix)+personaggio (Joker)+reference classica (Re per una Notte), in cui Edward Nygma, accontentato McAvoy, si aggira tra visioni apparentemente incomprensibili alla Eraserhead dì David Lynch, oppure Catwoman vive una lurida doppia vita sessuale tra le atmosfere di Crusing di William Frirdkin, o ancora Doc Oc si abbandona a una oscena trasformazione da uomo a macchina come ne La Mosca di Cronenberg, infarcito da un bel po’ di Tsukamoto, lo Spaventapasseri fugge da sé stesso inseguito dai deliri mentali dell’Inquilino del Terzo Piano di Polanski, Due Facce si muove in un intrigo Hitchcockiano e Mister Freeze é il raggelante abominio di un incubo di Tarkovskij. E se ci estendiamo a tutti gli altri personaggi, a tutte le altre pubblicazioni e alla Marvel c’é da sbizzarrirsi per mesi.


Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati