Il Mito che manca…

All’inizio di Strage Days (di Kathryn Bigelow), ambientato a pochi giorni dell’arrivo dell’anno 2000, una speaker radiofonica raccoglie pareri sull’ipotetica fine del mondo, ed una ascoltatrice dice che è convinta che l’apocalisse sia imminente e la prova è che non ci sono più cose nuove da scoprire, nulla da inventare, nessuna nuova musica o film da creare. Forse è perché il 21 dicembre del 2012 si avvicina, ma ho come l’impressione che qui siano davvero finite le idee. Molti non saranno d’accordo con me, ma personalmente sono anni che un film non mi sconvolge la vita, non cambia il modo di fare cinema, non rivoluziona il sistema, ma soprattutto, non crea un nuovo mito.
Come per la musica, (in cui si usa dire, che ci sono solo 7 note e che le combinazioni non sono infinite) sembra sia iniziata l’epoca del riciclo, della cover. Basta vedere i vari re-boot dei supereroi. “Batman, Spiderman, superman. Ma questo sembra riguardare tutti i generi. Sia ben chiaro, non ho nulla contro un re-boot, soprattutto se è fatto bene. Al cinema mi diverto, lo uso come pura evasione e disattivo un po’ lo spirito critico quando sono alla prima visione, o per lo meno ne abbasso di molto la soglia. Ma obiettivamente ormai sono troppi anni che non nasce più nessun Indiana Jones, nessun Neo, nessun Han SoloLuke Skywalker… e nemmeno una Ripley ed un John Rambo. Nessuno ha appassionato così tanto gli spettatori nell’ultimo decennio da creare un nuovo personaggio ed un nuovo franchising che non derivasse da un successo preesistente di tipo letterario o fumettistico. Colpa degli sceneggiatori o dei produttori sempre più in cerca di sicurezze? I personaggi che ho nominato poco fa, sono così entrati a far parte del nostro immaginario collettivo al punto da diventare degli aggettivi (hei tu! smettila di fare il Rambo) I fan citano le loro battute a distanza di vent’anni, insomma sono icone mitologiche immortali. E’ il destino anche dei vari Potter e Edward?
Qualcuno molto saggio mi ha fatto notare che queste argomentazioni sono solo il parere nostalgico di un 40enne, un discorso vecchio e riciclabile ogni 20 anni circa, e qualcun’altro, più colto e maturo di me, potrebbe nominare miti del cinema degli anni 50 e 60 con le stesse motivazioni. Eppure sento che qualcosa è cambiato anche in quell’entità biologica e sociale, collegata tramite gli sms, il web e facebook: “il pubblico” che sembra ormai soffrire di assuefazione allo stupore, ed è abituato a consumare i film, a goderseli per quell’ora e mezza ed a dimenticarseli subito. A questo punto potrebbe avere ragione il mio amico saggio, e sono assuefatto anche io, perché in fondo quello che chiedo è di innamorarmi, sì, perché la sensazione di alienazione quando si diventa fanatici dell’eroe/antieroe di un film è abbastanza simile. E nella vita ci si innamora una volta sola… al massimo due.
O no?


2 Risposte per "Il Mito che manca…"

  • aleksandar-2 :

    Sì, è vero che negli ultimi tempi si sta esagerando un po’ troppo con remake e reboot, che comunque io non vedo come “carenza di originalità”, ma solo un desiderio di sfruttare tutte queste nuove tecnologie apportate con l’avvento della computer grafica, per mostrare agli spettatori c’ho che allora non si era in grado di realizzare. Tuttavia bisogna tener presente una cosa: gli anni 70-80-90 hanno dato vita a grandi Personaggi, molte pellicole hanno rivoluzionato la storia del cinema, molte battute e citazioni sono entrate nella cultura popolare, ma per quei pochi che sono diventati cult immortali, quante sono le pellicole che invece sono finite nel dimenticatoio semplicemente perché non disponevano di un budget sufficiente?
    il primo Tron, la saga di Indiana Jones, La trilogia originale di Guerre Stellari, Rambo, Blade Runner e ecc sono sì diventati dei cult, ma il merito è stato, oltre che per l’idea, anche del loro budget di produzione, che ha permesso la realizzazione di grandi effetti speciali e la scelta di bravi attori per i ruoli di quei personaggi! Al contrario di tutte le produzioni di basso budget che inevitabilmente diventavano B-Movie!

    Oggi giorno non è necessario disporre di cifre immense per creare degli ottimi film, e se provi a pensarci un po’ meglio, te ne vengono in mente svariati esempi: Saw-l’enigmista, realizzato a basso budget, ha creato il sotto genere del Torture Porn, District 9 ha mostrato un nuovo modo di raccontare un contatto con una civiltà aliena , il progetto GrindHouse di Tarantino e Rodriguez ha spianato la strana al ritorno del cinema d’exploitation. E anche le grandi produzioni Hollywoodiane hanno avuto il loro cult recente, parlo di quell’Avatar che oltre ad aver rivoluzionato il mondo della computer grafica, ha anche sconvolto nelle fondamenta la successiva stagione cinematografica, con la rinascita del 3D (Che comunque non è stato sfruttato quasi mai nel modo giusto).
    La differenza tra ieri e oggi, è che ieri concepire un film era molto più difficile, e tra molti fallimenti, quei due o tre veramente ben fatti, erano destinati a essere idolatrati dalle masse, mentre oggi, tra centinaio di pellicole in uscita ogni anno, che spesso compensano alla carenza nella storia con effetti speciali sbalorditivi, è ovvio che trovare quelle davvero rivoluzionarie sembra più difficile, ma c’ho non significa per forza che la creatività nel cinema è morta.

  • giovanni-ragosa :

    C’è un altro aspetto da sottolineare, secondo me…Indiana Jones e Star Wars, ma anche Rambo, E.T., Blade Runner, forse persino Matrix sono film d’autore, che nascono dalla creatività e dalla visione artistica di persone come Lucas e Spielberg, Scott, Cameron. Hanno Non dimentichiamoci che il primo Star Wars era un film indipendente e che il budget de I predatori dell’arca perduta era ridicolo.
    Dietro c’era un progetto, non solo un registratore di cassa.
    I blockbuster di oggi vengono programmati e progettati dagli studios, è ovvio che non abbiano – nella maggior parte dei casi – anima. I registi sono dei pupazzi, non hanno libertà (qualunque cosa affermino nelle interviste). Ecco perchè un film di Kenneth Branagh è identico ad uno di Joe Johnston ed entrambi sono mediocri comic-movie.
    Ecco perchè di otto film di Harry Potter non ce n’è uno che valga il libro.
    L’unica eccezione è Nolan, ma secondo me la Warner Bros, esaurita la trilogia di Batman, punterà su un reboot che possa essere inserito in un progetto tipo Avengers insieme al nuovo Superman.
    L’unica icona cinematografica recente è Jack Sparrow, ma gli hanno sbagliato tre film su quattro, direi che è una percentuale che sarebbe stata sufficiente ad uccidere anche Indy o Han Solo…

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