I Fumetti sono cose Serie.

Sono un nerd e visto che si è appena chiusa l’ultima edizione del Lucca Comics & Games, quale miglior momento per parlare di Fumetti e Serie Tv? Così prendendo spunto da uno dei gruppi che preferisco su Facebook, I Fumetti sono una cosa Seria, ho deciso di parlare dei fumetti che vorrei che diventassero Serie Tv e di quello che si sta muovendo nelle produzioni americane.

E’ assodato che negli ultimi anni il rapporto fra cinema e comics ha generato sempre più film, i cosiddetti Cinecomics. Impossibile citarli tutti, tanto da Batman agli Avengers passando a V per Vendetta, Spider-Man e La vita di Adele, si tratta sempre di opere nate dai fumetti.
Questo effetto si sta lentissimamente avvertendo in Italia con la prossima uscita di film come Monolith, graphic novel che verrà pubblicata da Sergio Bonelli Editore (direi un mega evento!) e per certi versi anche il film Lo chiamavano Jeeg Robot che comunque arriva da un certo tipo di passione legata ai manga e anime. E se vogliamo anche il film La Profezia dell’Armadillo è ispirato all’omonimo libro di Zerocalcare. Tre imminenti novità di questo tipo non possono essere un caso.

Ok, se quindi i film tratti dai fumetti sono sempre più numerosi, la stessa cosa si può dire per le Serie Tv? Assolutamente sì, infatti le produzioni americane di personaggi nati nel mondo dei fumetti sono sempre di più. Naturalmente anche qui predomina il genere supereroistico: Gotham, The Flash, Powers, Marvel Agents of Shield, Agent Carter, Heroes, Arrow, Daredevil. Tutti hanno come protagonisti dei supereroi, anche Smallville nei primi anni 2000, in cui anche se lui aveva la faccia da scemo, era pur sempre Superman.
Insomma le Serie Tv tratte dai fumetti sono molte e con budget sempre più alti, ma siccome io (personalmente ma molto rispettosamente) dei fumetti con i supereroi non ne posso più, oggi voglio parlare di quelle che mi piacerebbe vedere sullo schermo, e quali direttamente o indirettamente hanno a che fare con i fumetti.

Ovvio che il caso più felice sia quello di The Walking Dead. La serie prodotta da AMC, tratta dal fumetto creato nel 2003 da Robert Kirkman e Tony Moore, ha fatto talmente tanto successo che ha spinto tantissimi altri canali e produzioni televisive a cercare di emularne il successo planetario sul tema Zombie e Morti Viventi. iZombie (dal fumetto omonimo), In The Flesh, Z Nation, Intruders, e infine Zombieland, che Amazon per fortuna ha deciso di segare subito dopo aver fatto testare il pilot al pubblico.
Kirkman con la sua Skybound all’interno di Image Comics sta riuscendo nell’intento di creare storie che siano immediatamente adattabili in versione televisiva. TWD è uno dei progetti che mi ha dato più speranza di vedere in Tv delle cose fighe. Credo che faremo un bel passo in avanti quando le serie non tratteranno solo di classici supereroi rivisti in tutte le salse. Ma quali e come saranno? Non lo so, però sento che ho bisogno di altre storie: crime, noir, thriller, cospirazioni degne di Homeland, intrighi politici alla House of Cards, o distopie quantistiche come Lost. Dite che sarà impossibile?

Fra i tanti fumetti che amo, le serie che aspetto con più impazienza o che un giorno vorrei vedere in Tv sono Preacher, Y The Last Man, Outcast, 100 Bullets e Thief of Thieves. Adesso, mi sembra chiaro che questo è un articolo dedicato a chi non legge fumetti, e se non leggete fumetti siete dei pazzi, soprattutto perché si tratta di storie che contengono già tutta la drammaturgia che amate nelle Serie Tv.
Forse il problema è che molti reputano i fumetti come qualcosa di infantile. Sbagliato, perché il fumetto di The Walking Dead e Topolino hanno in comune solo una cosa: sono stampati su carta e i dialoghi sono racchiusi in una nuvoletta. Per il resto proprio la profondità e le tematiche affrontate da certi fumetti li hanno portati a diventare film e serie di successo. Non è assolutamente un caso se per esempio serie come Vikings o The Last Kingdom (sebbene questa sia tratta da un libro) abbiano attinto a piene mani da Northlanders, fumetto ideato da Brian Wood e pubblicato da Vertigo Comics. Entrambe le serie sono ambientate ai tempi delle incursioni vikinghe in quello che non era ancora il Regno Unito. Ma al di là dell’ambientazione, per chi ha letto il fumetto alcuni dettagli e riferimenti visivi sono più che evidenti. Un fumetto è un medium che ti permette di visualizzare delle immagini. E credetemi, può essere molto potente.

Insomma, sono tante le Serie Tv tratte dai miei Fumetti preferiti che vorrei vedere in televisione. Non nascondo che in alcuni casi temo che siano delle cagate pazzesche. Tipo le voci sulla serie di Ghost in the Shell mi fanno tremare. Oppure l’italianissimo Diabolik, produzione che è rimandata di anno in anno da Sky e chissà che ora che in Italia è arrivata Netflix non sia la volta buona. Sempre che il prodotto finale sia all’altezza, perché quando adatti un fumetto c’è sempre il pericolo che l’opera sia troppo fumettosa, cioè legata alla sua dimensione cartacea oppure, al contrario, che tenda a disintegrare tutto ciò nel fumetto la caratterizzava maggiormente.
Proprio qualche giorno fa è uscito il trailer della serie tratta da Preacher, una storia bellissima in cui il protagonista è un predicatore spiantato che viene posseduto da una creatura soprannaturale e inizia un viaggio in lungo e in largo gli Stati Uniti alla ricerca di Dio. Vedendo il trailer sono un po’ scettico per tutta una serie di dettagli che mancano e che rendono il fumetto un capolavoro assoluto. Il mio timore è che la caratterizzazione dei personaggi abbia censurato delle parti fondamentali della storia. In sintesi, questo trailer “puzza poco” di Preacher. Che ne dite?

Ci vorrebbe solo un sano rapporto di collaborazione fra il mondo della produzione televisiva e le case editrici, così mi aveva risposto nel 2011 Sergio Bonelli in una lunga e interessante intervista video che mi aveva rilasciato qualche mese prima di galoppare per sempre in cerca di avventure nelle foreste di Darkwood.
Dove questo sano rapporto di collaborazione c’è, per esempio, il cross-media è una cosa ovvia. Infatti non esistono solo le serie o i film tratti dai fumetti, ma anche il contrario, cioè fumetti tratti da Sons of Anarchy, True Blood, Castle, Battlestar Galactica, Buffy… In pratica quando un prodotto tira loro producono. Che sia video, fumetti o musica poco importa. Qui ci hanno provato (non so con quali risultati) con Il Ragazzo Invisibile di Gabriele Salvatores, e nonostante tutto penso che la strada sia quella giusta. A me il fumetto scritto da Diego Cajelli è piaciuto molto più del film a cui si ispirava.
Proprio in Italia ci sono grandi possibilità di creare serie legate ai fumetti. Primo perché abbiamo una tradizione sconfinata in termini letterari e abbiamo valanga di storie già pubblicate dalla quale attingere. Fumetti a parte, uno dei più grandi maestri dell’avventura era Emilio Salgari, che se fosse stato francese o americano lo farebbero studiare nelle scuole.
Ma qualcosa nell’aria sta cambiando, e io personalmente sono stufo di sentire che qui tutto è uno schifo. In Italia ci sono professionisti molto competenti e soprattutto nel mondo dei fumetti sono tanti gli artisti che stanno lavorando per il mercato americano. Italiani che disegnano per Marvel, DC Comics, Image Comics etc…
Penso alla possibilità di realizzare serie tratte da John Doe, Cinque Allegri Ragazzi Morti, Dr Mogue, Valter Buio, Battaglia, Long Wei… per non parlare di fumetti ancora più famosi o quei capolavori che meritano di diventare film o serie. Da anni aspetto che 5 è il numero perfetto di Igort diventi un film. La materia prima c’è, ed è composta da tutte quelle storie a fumetti pubblicate.
Voglio essere positivo e spero che prima o poi ci si arrivi. In altri paesi si stanno dando da fare. Basterebbe solo guardare un po’ più in là e capire una volta per tutte che i fumetti sono una cosa maledettamente seria!
A+


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