Le Serie da (ri)scoprire prima di morire.

Ormai è ufficiale, l’autunno è arrivato già da un po’, e come ogni anno siamo sommersi dai nuovi debutti e i graditi (e anche no) ritorni delle nostre serie preferite (o quasi). E quest’anno c’è stata una grande abbuffata di nuovi pilot a incasinare le già abbastanza problematiche ore della nostra vita: Blindspot, Minority Report, Limitless, Scream Queens, The Bastard Executioner, Quantico e tante altre che devono ancora uscire. Su tutte queste magari ci tornerò (o anche no), perché tutto sommato alla fine dell’anno un bilancio delle migliori nuove serie lo farò (come l’anno scorso, clicca QUI). Però ho pensato: hey, visto che tanto non abbiamo niente da fare, perché non consigliare qualche serie da riscoprire? Sono uno che si guarda parecchia merda ed è per questo che vi faccio omaggio di una dedica che mi ha fatto Zerocalcare. Anche lui in quanto a Serie Tv sta messo bene…

Dedica Zerocalcare_web

Ogni tanto mi capita di leggere alcuni articoli online in cui vengono consigliate delle serie da vedere as-so-lu-ta-men-te! La prima cosa che penso è: figo, vediamo cosa propongono… con la speranza di scoprire qualche nuova serie. Poi però mi rendo conto che si tratta molto spesso di quelle che probabilmente ho già visto e che ancora più probabilmente hanno visto tutti. E così rimango un po’ F4 (Basito, cit.). Quindi sarebbero queste le serie da recuperare o da vedere as-so-lu-ta-men-te? Da poco è capitato anche con una mia amica su Facebook. Chiedeva a tutti: Mi consigliate una serie che non sia fra quelle già viste? Ecco, una persona che fa una domanda del genere probabilmente ha già visto molte serie. Eppure molti le consigliavano delle serie che aveva già visto, serie che quasi tutti hanno già visto. E lei ripeteva Nooo, queste le ho già viste! Quindi che senso ha consigliare Breaking Bad, Homeland, True Detective e Game of Thrones? (!!!1!!1!!!!!!!).

Renzi - Hai visto Trudetectiv_Meme Web

Consigliare True Detective ormai è come consigliare di guardare film come Matrix, Star Wars o Mamma ho perso l’aereo. Non è che tutti-tutti li hanno visti eh, ma quasi. È così anche per le serie, avrete sicuramente avuto molte possibilità di guardare Breaking Bad e Game of Thrones (o come dicono molti italiani Il Trono di Spade, argh!). E anche se non ne avete vista qualcuna, sicuramente le conoscete e sapete a grandi linee di cosa trattano o come sono. Non si tratta sicuramente di roba che non avete mai sentito nominare. E forse se già non le guardate significa che magari non vi interessano o non fanno per voi, capita.
Ok, arriviamo al punto, ho deciso di consigliare delle serie che hanno avuto una visibilità limitata e che, secondo me, meritano veramente di essere (ri)scoperte. Specifico e metto le mani avanti: alcune magari le avete viste, non si tratta certo della serie segreta di JJ Abrams, ma è sicuro che non sono serie mainstream, anzi, qualcuna è decisamente di nicchia. Quindi, se e quando avrete un po’ di tempo (ahahahahahah) date una possibilità a queste serie. Non è una classifica, anzi le suggerisco in gruppo. Mettetevi comodi:

1. Le viste ma non troppo:
Ci sono molte serie che hanno avuto una buona fetta di pubblico pur non diventando dei fenomeni mediatici. Due di queste sono sicuramente Orphan Black Rectify. La prima, distopico/fantascientifica, è sicuramente più nota della seconda. In Orphan Black assistiamo ad una storia di clonazione umana in cui la stessa attrice interpreta ruoli diversissimi. Mentre Rectify racconta la vita di un ex detenuto nel braccio della morte rilasciato dopo quasi vent’anni di prigione. Di entrambe ci sono molte cose da dire, ma sono veramente molto conosciute. Le consiglio a chi non le ha viste perché comunque so che sono due serie di nicchia. Mi soffermo invece su altre due serie secondo me molto interessanti, e i cui generi completamente diversi: Generation Kill e Louie. Generation Kill è secondo me la migliore serie di guerra che sia mai stata fatta. In realtà è una miniserie, prodotta da HBO e tratta dall’omonimo libro di Evan Wright che seguiva i soldati americani in Iraq come inviato di Rolling Stone magazine. Sono solo sette episodi e i creatori sono David Simon e Ed Burns, i padri di una certa The Wire. Ho detto tutto…
Louie è invece una Black Comedy scritta e interpretata da Louis C.K. e trasmessa da FX. Questa è una serie per coloro a cui piacciono le battute scorrette. L’idea geniale del suo creatore è quella di portare sullo schermo i suoi show come stand-up comedian ma creando una continuity basata sulla sua vita fuori dal palco. Consigliata a tutti quelli che pensano che i programmi comici italiani fanno schifo. Tranquilli, guardando Louie vi faranno ancora più schifo.

2. A qualcuno piace inglese:
Negli ultimi anni gli inglesi hanno premuto l’acceleratore sulla produzione di Serie Tv. Ci sono molti esempi, alcuni dei quali anche parecchio famosi (Downton Abbey, Sherlock, Skins, Utopia, Misfits, In the Flesh, Luther, The Office, Broadchurch, Black Mirror, This is England…). Diciamo che i Brits ci sanno fare, per questo secondo me non è male recuperare alcune delle loro serie, sia quelle di qualche anno fa come The Deep e Outcasts (due serie di fantascienza senza grandi pretese), oppure le sottovalutate What Remains, un crime di tutto rispetto, e Top Boy, serie ambientata nel mondo delle gang londinesi, per non parlare di Cucumber e Banana, due serie di genere Dramedy (Comedy-Drama) create da Russell T Davies (colui che ha rinnovato Doctor Who dal 2005!), e uscite entrambe a Gennaio 2015 su Channel 4 insieme ad una serie di documentari intitolata Tofu. Le immagini promozionali di queste tre serie non lasciano spazio ai dubbi: questa è l’opera di un folle. In pratica quel pazzo di Davies ha prodotto contemporaneamente tre serie da otto episodi!
Infine, Miranda, una serie di cui preferisco non dirvi niente. Volete ridere? Miranda. Siete sociopatici? Miranda. Va avanti da tre stagioni, più i classici speciali della Tv inglese. Fidatevi, questa serie è una bomba. Dio salvi la Regina!

3. Euro Touch:
Nella musica, nel cinema o nella televisione esiste una sorta di Euro Touch, quel tocco all’europea che distingue certe opere da quelle americane. All’interno di questa categoria ci sono moltissime serie (anche quelle inglesi di cui sopra, o quelle scandinave di cui parlerò dopo). Fra tutte ne ho scelto tre: The Missing, Love/Hate e Vis a Vis.
The Missing l’ho già consigliata fra le mie serie preferite del 2014 e potrebbe essere annoverata fra le britanniche. Però entra in questa categoria perché BBC ha deciso di ambientare questa serie in Francia e ha scelto di girare in Belgio tutta la prima stagione. Questa scelta rappresenta bene il livello di apertura della televisione inglese (che già manda in onda molte serie scandinave). The Missing è un drama interessante in cui la sparizione di un bambino stravolge la vita di una famigliola inglese. La cosa che mi è piaciuta di più è come sono stati scritti i vari piani temporali che portano indietro e avanti nel tempo la vita dei protagonisti.
Sulle altre due vado un po’ veloce. Love/Hate è una serie irlandese in cui si susseguono degli eventi che non lasciano tempo per prendere il fiato. Ve la consiglio così, a scatola chiusa. Se la vedete fatemi sapere cosa ne pensate. E se l’avete vista non fate gli egoisti e consigliatela a tutti! Un’altra da tenere d’occhio è Vis a Vis, una serie spagnola prodotta da Antena 3, canale che già ha prodotto con grande successo El Internado, Fisica o Chimica, e sì pure Il Segreto (eh ragà, secondo me Zerocalcare se lo guarda…). Vis a Vis è ambientata in un carcere femminile e potrei descriverla solo con un termine: cazzuta, niente a che vedere con Orange is the New Black, questa è molto più cruda e vicina alla serie carceraria australiana Wentworth. Un’altra bella serie per strippati.
Se amate il crimine e le serie con ritmi al cardiopalma provatele, soprattutto le ultime due. E pure quella australiana anche se non ha l’Euro Touch!

4. Nordic is the new Black:
Ok, qui entriamo in un campo minato. Restiamo in Europa perché le serie nordiche, o scandinave, sono in costante e continua crescita. Numerosissimi sono i casi di remake per un pubblico inglese, americano e internazionale che conosciamo tutti. Casi come Äkta människor (Real Humans) rifatta da Channel 4 col titolo Humans, oppure le celeberrime Wallander, Bron/Broen (The Bridge), o Forbrydelsen (The Killing). Insomma tutte queste sono molto conosciute e nascono dalla forza narrativa dirompente che proviene dal nord. Una caratteristica che ha portato le produzioni USA a creare delle serie in coproduzione come il caso di Lilyhammer (in cui il protagonista è Steven Van Zandt, cioè il chitarrista storico di Bruce Springsteen! Lilyhammer è una dramedy in cui il protagonista ex criminale italoamericano sotto protezione testimoni non riesce a perdere suo vizietto.
In Italia solo laeffe sta dando spazio a queste serie nel suo palinsesto (grandi! Ottimo esempio di coraggio editoriale!), come nel caso di Borgen o Omicidi tra i Fiordi (Fjällbackamorden), una serie basata sui romanzi gialli della scrittrice svedese Camilla Lackberg. E credetemi, è più che una semplice Andrea Camilleri in salsa svedese.
Ce ne sono molte altre di cui parlare, la nuovissima Okkupert (Occupied) o Arvingerne (The Legacy) e tante altre. L’unica sbatta è che spesso vanno viste con i sottotitoli inglesi. Però credetemi ne vale la pena.

5. Miniserie con attoroni:
Senza stare a dirvi perché e percome. Le serie e miniserie con attoroni parlano da sole. Richiamano sicuramente un grande pubblico per la presenza di grandi attori e attrici di cinema che sempre più spesso si stanno dando ai prodotti televisivi, ma molto spesso sono considerate serie di nicchia. Mi è capitato varie volte che più di un appassionato di serie le abbia snobbate. Forse perchè le miniserie con poche puntate, o che durano una sola stagione, molto spesso hanno meno appeal di una serie che invece ti dà l’idea che possa durare all’infinito. E per fortuna non succede. Credetemi, alcune prolungate nel tempo fanno una fine orribile.
Quindi ok, senza troppi giri di parole, se non le avete viste eccole qui: Mildred Pierce con Kate Winslet, The Slap con Uma Thurman, The Honourable Woman con Maggie Gyllenhaal, Olive Kitteridge con Frances McDormand, Peter Mullan e Bill Murray, The Spoils of Babylon con una lista di attori che vabbè: Tim Robbins, Tobey Maguire, Jessica Alba, Val Kilmer, Will FerrellA Young Doctor’s Notebook, con Daniel Radcliffe e Jon Hamm.
Ce ne sarebbero molte altre. E credetemi, sono tutte all’altezza.

6. Lo Storytelling al potere!
Sono del parere che la Tv dimostra di essere in salute quando va alla ricerca di nuovi modi di raccontare delle storie. Un esempio perfetto è la miniserie Sonic Highways scritta e diretta da Dave Grohl, prodotta da HBO, che ha accompagnato l’uscita del disco dei Foo Fighters. E’ fra le mie preferite dello scorso anno, composta da otto documentari, Sonic Highways racconta la musica attraverso otto città americane in cui la band ha registrato gli otto brani che compongono il disco. Secondo me questo è un concept di altissimo livello che ha portato i Foo Fighters a scrivere otto canzoni ispirate dalle varie città, dai numerosi artisti che hanno collaborato alla realizzazione dei brani, e infine dalla storia della musica americana passata attraverso quelle sale in cui hanno provato e quegli studi in cui hanno registrato.
A chi cerca invece qualcosa che sia più crudo, magari legato a fatti di cronaca giudiziaria e criminale, consiglio Gangland Undercover e The Jinx: The Life and Deaths of Robert Durst. Sono due prodotti televisivi usciti nel 2015 il cui unico punto in comune è che sono basati su fatti realmente accaduti.
Gangland Undercover è fondamentalmente la ricostruzione scenica in sei episodi di fatti realmente accaduti raccontati nel libro di Charles Falco, un infiltrato dei federali all’interno di una fra le gang di motociclisti più pericolose d’America, i Vagos. E’ stata prodotta da History Channel e in sei episodi racconta di come Falco è entrato nella gang ed è riuscito a sopravvivere in un mondo fatto di spaccio di droga, armi, tortura, ricatti, omicidi e bellissime Harley Davidson.
The Jinx, invece, è un documentario puro composto da sei puntate e prodotto (come sempre) da HBO. La produzione di questa serie, durata otto anni, ha seguito le vicende di un uomo, Robert Durst, accusato di essere un serial killer. La cosa pazzesca di The Jinx, scritto da Dio, è che l’accusato partecipa attivamente alla realizzazione del progetto. E alla fine, senza spoilerare niente, questa produzione diventa determinante per tutta la vicenda giudiziaria iniziata con degli omicidi nei primissimi anni ’80. E’ una storia che mette letteralmente i brividi, per me un capolavoro, di sicuro fra le mie serie preferite di quest’anno.
Ultima chicca è Documentary Now! Qui non si tratta di ricostruzioni di fatti reali ma di portare il livello dei mockumentary, o falsi documentari, a un livello successivo. Questa serie, trasmessa da IFC, è scritta e interpretata dal cast del famoso Saturday Night Live, ed è la parodia di famosi documentari americani che vengono praticamente distrutti da una valanga di sarcasmo. Superconsigliato.

Sono stato molto veloce, lo so, ed è un bel paradosso visto quanto è lungo quello che ho scritto. Ci sarebbero molte altre categorie, tipo Le Sfortunate come Firefly, Carnivàle o Outcasts, tagliate alla prima stagione ma che hanno moltissimi estimatori. Oppure quelle che arrivano dall’altra parte del mondo come Wenthworth o The Slap (non quella americana che ho citato ma quella originale australiana), categoria del quale farebbe parte Top of the Lake se non fosse che è già molto famosa. Insomma, serie da (ri)scoprire ce ne sono a pacchi. Ci fosse il tempo per farlo… Sigh! A+


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