Non Uccidere la Rai.

Ieri ho visto finalmente una Serie Tv italiana degna di nota: Non Uccidere, nuova prima serata di Rai3. Non una banale fiction ormai sinonimo di degrado televisivo, ma una serie che ha come punti fermi alcune delle migliori serie internazionali degli ultimi anni.
Il pilota mi ha infatti riportato alla mente serie come The Killing, The Fall, BroadchurchThe Brigde… In pratica si situa in un particolare filone di quel crime britannico ed europeo che negli ultimi anni sta avendo molto successo anche negli Stati Uniti.
Adesso, non voglio dire che questa serie sia perfetta o esente da critiche, anzi, però almeno ci prova. E questo è già importante visto che negli ultimi tempi la Rai (nonostante i grandi proclami) non ha dato prova di grande innovazione lasciando a Sky il ruolo di apripista su nuove narrazioni seriali di qualità. E non ha caso per questo progetto è stato scelto Giuseppe Gagliardi come regista, finalmente uno giovane, e Miriam Leone come attrice protagonista.
Come dargli torto?

Miriam Leone_Web

Ok, un passo indietro. Un pilota interessante, un regista giovane, una bella e brava attrice, un cast preparato e un caso di omicidio interessante con il buonismo quasi azzerato… Tante cose positive, però bisogna anche evidenziare i difetti, perché a incensare sempre ci sono già i dirigentoni in giacca e cravatta che sono espertissimi nel cadere nei trionfalismi. Parliamo dei punti di forza e di debolezza di questa serie, naturalmente secondo il mio punto di vista, non prima di aver detto che comunque già dalle immagini iniziali e dalla sigla si respira un’aria diversa quindi almeno in questo per me questa serie è già salva.

Chiamiamoli punti di debolezza, in realtà ciò che non mi è piaciuto di Non Uccidere è la scelta legata alla struttura narrativa della serie, caratterizzata da un caso criminale a puntata. Ogni puntata è quindi legata a un omicidio, come è giusto che sia, ma non è tanto questa scelta ad non essermi piaciuta quanto il fatto che sia sviluppata su puntate da 100’ minuti.
Ho letto la presentazione di questa serie, ho letto le note di scrittura e di regia che ne parlano come un crime procedural verticale classico con degli elementi di modernità evidenti. Beh, attualmente i crime procedural durano la metà e non ho visto particolari elementi di modernità rispetto a ciò che viene prodotto a livello internazionale.
Forse questa serie è moderna rispetto alla produzione italiana, questo sì, e infatti con pochissimo coraggio viene mandata in onda su Rai3 e non su Rai2 che è sempre stato invece il canale dei serials in casa Rai. Vabbè, per scelte coraggiose ci vuole ancora un po’ di tempo. E comunque questa serie nasce anche per rilanciare i centri di produzione di Torino, e questo è un fatto molto positivo di cui tener conto.
Quello che voglio però dire è che per sperimentare veramente una novità nel panorama televisivo generalista del nostro paese avrebbero dovuto produrre puntate da massimo 50’-60′ minuti, perché sinceramente più di un’ora e mezza è un po’ troppo. E’ un film. E sinceramente questo rompe molti schemi legati alla recente serialità internazionale. In primis la mancanza di suspense in certi punti, e lo spazio per gli spot televisivi che all’estero sono calibrati alla perfezione, e che invece in Italia si tende a far cadere un po’ come capita eliminando l’effetto cliffhanger, ossia quella voglia di sapere come va avanti la scena dopo la pubblicità. 100’ Minuti, un’eternità che in una Serie Tv rischia di far sbadigliare. Naturalmente è un’impressione iniziale, spero che i casi siano tutti all’altezza.

Crime Scene_Web

Ora, non è che voglio fare il rompiscatole, vedo tante cose positive in Non Uccidere. Però credo, e lo dico da molto tempo, che il cambio di formato sia una delle cose migliori che possa accadere alle Serie Tv italiane. E sono consapevole che non sia affatto facile, perché i broadcasters generalisti italiani e anche gli spettatori tradizionali sono abituati a queste lunghe puntate, o trasmissioni, che durano tutto l’arco di una serata. Mentre sono tantissimi coloro che, ormai abituati alle serie internazionali, hanno bisogno di sintesi e freschezza, il che non vuol dire una serie dal ritmo frenetico, ma che nella sua lentezza narrativa una serie da 45’-50’ minuti può comunque raccontare bene una storia. Come The Killing insegna.
A mio avviso negli ultimi decenni la scelta di fare puntate lunghe è diventato deleterio per le produzioni italiane. In alcuni paesi si mantiene ancora un formato da 90′-100′ minuti per alcune produzioni tradizionali, ma da noi credo che sia dimostrato che raccontare una storia in 100’ minuti di televisione è spesso diventato sinonimo di brodo annacquato, di storie banali e di riempitivi senza senso che portano a una cattiva recitazione. Solo Sky sta andando in altre direzioni. Così io speravo che prima o poi anche la Rai avesse capito che cambiare formato significa risparmiare budget importanti e soprattutto dare un prodotto migliore ai propri spettatori. E questo sarebbe davvero un cambio epocale.

Sbirri_Web

Io credo che questa strada non sia impossibile, e a quelli che obietteranno che una serata lunga è meglio io posso dire che le strategie di programmazione sono molteplici. Se scrivi una serie da 50’ minuti puoi fare come in altri paesi dove l’episodio è doppio. Certo questo funziona molto meno con quelle serie verticali in cui il caso a puntata è uno solo, e mandarne in onda due può creare confusione. Ma a una serie se ne può abbinare un’altra, anche straniera, in modo da creare una serata crime. Oppure mandare la serie due volte a settimana raddoppiando gli episodi da 12 a 24 per mantenere comunque lo stesso minutaggio. Gli esempi e le possibilità sono tante, e in questi anni di calo di ascolti e di diminuzione degli introiti pubblicitari bisognerebbe provarle tutte. Specie se il pubblico si rivolge sempre di più o quasi esclusivamente alle produzioni estere. Ci sarà un motivo, no?
Un altro problema è sicuramente legato alla scrittura. Perché se vuoi comunque avere più minutaggio, scrivere 24 episodi da 50’ minuti è più difficile che scriverne 12 da 100’. Come in altri paesi c’è bisogno di più sceneggiatori. E questo sì, può essere un problema. Anche se devo dire che la squadra che sta dietro a Non Uccidere mi sembra ottima e preparata, con un gran capitano come Claudio Corbucci a tracciare la rotta.
Ci sono tante cose buone in Non Uccidere. E da lì bisogna partire.

Sottacqua

Punti di forza. Ce ne sono indubbiamente molti. Per esempio il tentativo di dare pulizia all’immagine attraverso la fotografia, i piccoli ma significanti movimenti di camera, inquadrature che sanno descrivere un ambiente senza scadere nel didascalico. Un’asciuttezza registica che ho particolarmente apprezzato durante i dialoghi.
Alcune parti restano ancora nebulose, dovrò vedere altre puntate per inquadrare meglio questa serie che deve ancora svilupparsi. Per esempio una cosa che mi è piaciuta è la poca cura che c’è nella fase di recupero delle prove, quando i tecnici analizzano la cosiddetta scena del crimine. Sembra un controsenso, ma vi giuro che non lo è. Se guardi tanti Film o Serie Tv ti rendi conto del modus operandi dei vari corpi di polizia di altri paesi. Ovviamente si tratta di finzione, ma non possono inventarsi un certo approccio perché è proprio quello che poi gli spettatori vedono nei telegiornali. Ecco i detective italiani di Non Uccidere mi sembrano fedeli a quelli che vediamo nei nostri Tg nei vari casi come Cogne, Meredith, Garlasco o Avetrana. Tutta cronaca nera di una provincia italiana caratterizzata da indagini in cui gli investigatori si perdono nel nulla o in cui si inquinano prove, si fanno rivelazioni ai giornali, oppure si toccano oggetti nella scena del crimine che invece dovrebbero essere maneggiati solo dagli esperti e portati subito nei laboratori etc…
So che questo può sembrare un controsenso, ma per me non lo è. Ho rivisto nelle immagini di finzione di Non Uccidere un modus operandi molto attinente alla realtà. E naturalmente in questa finzione è l’investigatore che risolve il caso, con intuizioni e determinazione. Per me questo è un punto a favore e non a sfavore perché nonostante un ambiente difficile, le pressioni, le imprecisioni e l’omertà, è solo grazie alla sua abilità che l’Ispettore Valeria Ferro è riuscita a risolvere il caso. E chissà come andrà la prossima volta.

Faccia a Faccia_Web

Adesso, aspettiamo la prossima settimana per la seconda puntata. Non Uccidere è un buon tentativo di raccontare delle storie criminali che ben si affiancano a quelle di serie come Romanzo Criminale, Gomorra, 1992, sono tutti tentativi per uscire dallo squallore in cui è stata ridotta la fiction italiana. Tentativi più o meno riusciti, sia chiaro, ma si può sempre fare di meglio e sono sicuro che anche gli autori e i produttori di questa nuova serie ne sono consapevoli. Io per ora posso solo fargli un applauso per questo tentativo e per la voglia dirompente di andare oltre la banalità che ci ha accompagnato negli ultimi due decenni di televisione italiana. Il cast è ottimo, è diretto molto bene, e spero che le storie siano tutte belle.
Sperare nel meglio è sempre il modo migliore per cambiare le cose, non guardiamo sempre tutto in negativo. Diamogli una possibilità, le cose stanno lentamente cambiando su questo fronte. E di serie nuove e di qualità ne abbiamo veramente bisogno. Venerdì ore 21:05 su Rai3.
#SaveRai
A+


2 Risposte per "Non Uccidere la Rai."

  • iibosshog :

    In realtà le puntate da 100 minuti sono il formato più consueto dei telefilm crime della BBC da Luther a Sherlock, Wallander ecc.

    • Angelo Camba :

      Ciao! Non è del tutto vero, nel senso che Luther ha una durata di 60′ minuti, mentre Sherlock è una serie che nasce da un’opera di finzione, non è esattamente uno dei crime procedurali al quali si ispira Non Uccidere, anche se è vero che dura 90′ minuti. Mentre Wallander è un remake, la prima stagione svedese è di circa 10 anni fa, credo che in Europa ancora all’epoca fossero abbastanza comuni formati come questo, cioè di circa 90′ minuti.
      Mente per la maggior parte dei crime britannici degli ultimissimi anni il formato è stato ridotto, tuttavia varie serie con una struttura tradizionale durano ancora fra gli 89′ e i 100′ Minuti. Ma oggi credo che quelle che restano legate a questo formato siano soprattutto quelle dedicate ad un pubblico maturo-anziano. Per questo penso che Non Uccidere avrebbe potuto avere un formato più corto.
      Tuttavia è una mia opinione, spero infatti che questa durata regga e che finalmente si possa godere di una bella serie italiana su canali non a pagamento!
      Ciao

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