Cosa è rimasto di True Detective.

[Spoiler Alert: Sì, racconto delle parti della trama, quindi corri a guardarti la puntata!]

Finalmente è arrivato il gran giorno. Con il ritorno di True Detective torna quella che solo alla seconda stagione sembra già un grande classico. Ma lo è davvero?
Mentre scorre la sigla, sebbene sia bellissima, si sente subito che è cambiato tutto.

Guardando la premiere mi sono trovato a districare i fili di questa nuova narrazione e ovviamente ho cercato di non fare paragoni con la prima stagione. True Detective è una serie antologica che rimanda direttamente, anche col titolo, a quel mondo di fumetti noir-crime americani in cui le storie di fumosi e infallibili detectives si alternano numero dopo numero evidenziando il marcio della società a stelle e strisce. E infatti la prima stagione, come evidenziato da moltissimi, è stata ricca di citazioni fumettistiche fino addirittura al finale.
Quindi ho deciso di mettere da parte completamente la prima stagione ma una domanda continuava a tornarmi in mente. Cosa è rimasto?

TD payoff

Se il payoff della prima stagione era Touch darkness and darkness touches you back, quello della seconda stagione è We get the world we deserve. La polverosa e sonnolenta Louisiana di Carcosa è lontana e ora siamo in California, quella parte un po’ appannata che vede la grande Los Angeles in lontananza dove ovviamente Vinci è un luogo fittizio ma denso di corruzione.
E se ancora tutto non mi è chiaro, non riesco però a non vedere l’oscurità che gravita sulla vita dei nuovi personaggi. Le domande a questo punto vanno a mille, mi chiedo chi fra loro vive più degli altri nel mondo che merita?

TD 4 Personaggi

I tre sbirri si ritrovano insieme alla fine dell’episodio con un caso che probabilmente dovranno dividere. Non è una trovata originalissima, ma un modo efficace dargli un legame in questa storia. Mi chiedo se il detective Ray Velcoro (Colin Farrell), apparentemente corrotto, fosse già sprofondato nella sua rabbia quando la moglie è stata stuprata. Oppure se lo sceriffo Ani Bezzerides (Rachel McAdams) è sempre stata sola e in conflitto con tutti, la sua famiglia in primis ma anche il resto del mondo vista la quantità di armi che nasconde su se stessa. E infine guardo Paul Woodrugh (Taylor Kitsch), il poliziotto motociclista dannato che, dopo essere stato sospeso, cerca di ammazzarsi in autostrada mandando se stesso, o qualche fantasma del suo passato, a quel paese. Per ora il personaggio meno convincente.

Ray3

Per ora non viene svelato molto altro, tutto resta un po’ fumoso. C’è sì un cattivo, Frank Semyon (Vince Vaughn) che rappresenta l’uomo di potere locale che vuole arricchirsi con operazioni poco pulite e sbarazzandosi dei giornalisti scomodi grazie a Ray, e c’è anche un morto, Ben Caspar che è legato direttamente alle operazioni poco pulite di Semyon e, a quanto pare, alla mafia russa.
La trama quindi è ancora tutta da svelare. Spero che tutto arrivi lentamente e che la suspense e il mistero vengano distillati con cura episodio dopo episodio. True Detective è una serie in cui la decadenza è uno dei pilastri portanti. Mi ha colpito la frase registrata da Ray e rivolta al figlio I used to want to be an astronaut, but astronauts don’t even go to the moon anymore. C’è molta disillusione in queste parole e sembra che con il figlio lui voglia essere sincero forse come non lo è mai stato con nessuno.

Ani

So che molti si sentiranno inizialmente delusi da questa nuova stagione, soprattutto perchè la prima puntata non è perfetta come vorremmo, ma secondo me tanti altri si appassioneranno presto ai nuovi personaggi. Perché c’è molto dentro di loro che dovrà ancora emergere spiegando perché Ray è violento, perché Ani cerca di rissare con tutti e perché Paul è ricoperto di cicatrici ed è costretto a prendere il viagra per andare a letto con la bella fuggiasca che Ani sta cercando.
Per tornare alla mia domanda iniziale, cosa è rimasto di True Detective? La trama sembra potente, intricatissima, e consiglio di aspettare a giudicare perché l’intreccio già dalla prima sembra costruito alla perfezione. I protagonisti non sono dei vincenti ma sembrano consapevoli di quello che sono. Ognuno di loro ha perso qualcosa o ha un passato difficile, e questo mi sembra il marchio di fabbrica della serie. Di sicuro il gradimento di molti dipenderà da quanto riusciranno ad abbandonare l’idea che hanno della prima stagione. Ma se va tutto bene sono convinto che anche questa sarà una grande storia, e un altro importante tassello di tutte quelle che verranno dopo di questa.
Welcome back True Detective!

TV-Review-True Detective


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