Ok, sono un addetto ai lavori e gli addetti ai lavori per definizione (molto brutta tra l’altro) non capiscono. Perfino quando si sforzano. Vediamo cos’è che personalmente non capisco. Il pubblico e i loro gusti innanzitutto. Gli esercenti e le loro scelte, poi. I proiezionisti e la loro assenza di rispetto per chi vuole vedere un film a fuoco e con il quadro corretto (che pretesa!). I doppiatori e il loro istinto regressivo...
Sono vivo. Dalla frequenza dei miei scritti da queste parti non si direbbe. Ma la sono. Solo che la scintilla della scrittura non può essere coercitiva. Almeno non quella su un blog. In questo senso - e non solo in questo - sono un uomo del passato. Un postumo in vita (cit.). Anche perché il futuro è fatto un di una sostanza informe che mi spaventa. Fortunatamente sono pigro. Categoria pigro selettivo, con derive nichiliste...
Ora magari non vi sembra ma Rutger Hauer lo conoscete tutti, anche i più distratti e i meno cinefili. Magari non per i grandi film olandesi fatti con l’amico e connazionale Paul Verhoeven (ex amico, visto che il sodalizio si interruppe male) o per i numerosi film alimentari di cui ha disseminato la carreria, ma perché è stato Roy Batty : il replicante di Blade Runner che ha visto cose che noi umani ecc ecc...
Astenersi esteti seriosi e solenni. Questi sono i film più amati, non i capolavori della storia del cinema. Che poi anche su questo ci sarebbe da aprire riflessioni infinite. La mia posizione 98 doveva essere un film italiano e così sarà. Con calma però, le selezioni già da queste posizioni si fanno urticanti e la premessa è d'obbligo. Così i lettori si annoiano e gli scrittori pontificano vacuamente...
Si lo so, sono in un ritardo imperdonabile. Un tizio che si da arie da critico intransigente si fa venire una buona idea, millanta di fare un countdown settimanale dei suoi 100 film più amati e poi si blocca già al primo. Potrei dire di aver pensato al 99esimo per quasi tre settimane, ma se risultassi credibile sarei in politica.  Però vi assicuro non scambiereste la vita delle mie ultime settimane con la vostra...
Un altro film e un altro caso della mia personale abilità a mettere in un angolo il cinema che più si avvicina alle mie corde. Ma sto migliorando. Una volta avrei finito per non vederlo più, ultimamente li salvo dall'oblio con impeti di raziocinio inimmaginabili. Ci si evolve. Anche se di solito in peggio. Ma le spinte regressive ve le risparmio. Dicevamo di 500 giorni insieme, ovvero il cinema sui sentimenti, quelli veri che arrovellano il cervello e le viscere...
10 Feb
2011
Chi è Shawn Ryan? Se googolate (che atrocità ho appena scritto) o wikipediate (di male in peggio) per farvi un’idea non ci siamo. Perché Shawn Ryan è il Dio della televisione americana. Se l’enfatismo vi urtica allora spulciatevi il suo curriculum. Creatore di The Shield - la serie che ha rivoluzionato il poliziesco televisivo - produttore di Lie To Me e Terriers (tra le cose migliori viste in tv nell’ultima scialba stagione), ora creatore di The Chicago Code...
Sommerso tra le necessità pratiche della chiusura del primo numero di Best Movie International, il ritmo delle mie visioni ultimamente si è molto rallentato. Visioni interrotte, riprese, abbandonante ma (quasi) sempre proiettate al futuro. Qualche riga su due titoli di cui attualmente non si conosce un’eventuale distribuzione italiana. And Soon the Darkness: remake, remake, remake. Probabilmente non ce ne libereremo mai...
Se fossero i miei 101 film più amati saremmo su E! Entertainment e i miei neuroni sarebbero definitivamente al pascolo. Invece sono un giornalista serio e professionale (forse) e vi propino i miei 100 film più amati, secondo un’ordine istintivo e randomico (quest’anno non avevo ancora usato randomico). Un viaggio di 100 settimane dall’ultima alla prima posizione, senza intenti qualitativi, o storico-critici, ma con ovviamente un obiettivo meramente sindacale: legarmi all’editore per la durata intera della rubrica...
Non solo le vie del Signore sono infinite, ma anche quelle della pigrizia. Non c’è altro modo infatti per giustificare l’aver atteso tanto per vedere l’ormai  penultimo film dei fratelli Coen, considerando poi quanto ami il loro cinema. Perso in proiezione stampa (o forse volutamente evitato per non vederlo doppiato, la memoria latita), comprato in Blu-ray e lasciato lì, tra le infinità di cose che si acquistano e non si vedono, ho finito per vederlo su Sky dove l’appeal del sottotitolo italiano ha forse inconsciamente avuto la meglio...