Cosa andiamo a vedere al cinema questa sera?

Ok, sono un addetto ai lavori e gli addetti ai lavori per definizione (molto brutta tra l’altro) non capiscono. Perfino quando si sforzano. Vediamo cos’è che personalmente non capisco.
Il pubblico e i loro gusti innanzitutto. Gli esercenti e le loro scelte, poi. I proiezionisti e la loro assenza di rispetto per chi vuole vedere un film a fuoco e con il quadro corretto (che pretesa!). I doppiatori e il loro istinto regressivo. Non amo il doppiaggio, come non lo ama il 90% di chi ha visto almeno 100 film in originale nella vita. Ma so distinguere un buon doppiaggio da uno dozzinale. E ultimamente il secondo modello va per la maggiore. Non capisco neanche la monodimensionalità sciatta della commedia italiana e la sua assoluta mancanza di guizzi e capacità di graffiare. E ovviamente non capisco gli studios e il loro monopolio mondiale dell’immaginario. Potere di cui fanno sperpero tra sequel, remake, re-boot e tutto il campionario di un’agonia creativa che ha un continuo riscontro nella qualità media delle produzioni. Non è sempre stato così e a Hollywood una volta esistevano differenti gradazione del cinema commerciale. Ora il gridare al miracolo per Il cavaliere oscuro e Inception, ci fornisce l’esatta misura della radura in cui navighiamo. Implicitamente ammettiamo che l’esistenza di un blockbuster maturo, centrato, ben scritto e ben diretto sia come sbancare l’enalotto. Avatar viene trattato come il capolavoro dei nostri tempi e la normalità sono Transformers, Terminator Salvation, Tron, Scontro tra titani e la marea di commedie oltre la soglia dell’inguardabile, che di fatto impediscono alla fidanzata di turno di imporre a cuor sereno la sterzata romantica. E l’addetto ai lavori sa che nel bene e nel male, gran parte dei migliori film, di qualsiasi genere, dovrà spesso andarseli a recuperare al di fuori della sala italiana, dove di fatto mancano tanti Source Code o Limitless (qualcuno ne esce fortunatamente), ovvero solidi  film medi che capaci di intercettare un pubblico più composito.

Il punto è che in tempi di file sharing, Video on Demand, streaming e accesso immediato agli store on line di DVD e Blu-ray, la resistenza di chi, come il sottoscritto, crede fermamente alla sacralità mitica della visione in sala, si tinge di anacronismo. Il cinema è definitivamente un ritrovo occasionale e/o rituale che ingloba sempre meno l’individuazione di una scelta selettiva precedente alla visione. Molto sinteticamente c’è una nicchia di pubblico che si informa sulla stampa specializzata e sulle pagine di spettacoli dei quotidiani e si muove verso un cinema esibitamene antispettacolare e al contempo una massa di spettatori alla ricerca dei titoli di evasione che finisce per subire la proposta di commedie, action e thriller poco esaltante che si sussegue. In mezzo un vuoto da colmare. Ve la metto giù facile facile: sabato scorso, io e la mia compagna decidiamo di mollare nostra figlia ai nonni e di andarcene al cinema. Il martirio decisionale prende piega automaticamente. Siamo in provincia di Milano e sommando le tre multisale più vicine ci troviamo di fronte a una selezione abbastanza ricca, quanto poco allettante. Di Sparrow e delle sue gesta picaresche a me poco interessa (meno severa la mia compagna che comunque non farebbe i salti di gioia nel vederlo), l’animazione ne vedo abbastanza a casa con mia figlia, e ESP – Fenomeni paranormali non me la sento di proporlo alla mia compagna. Vedrei la commedia-sci-fi Paul ma il doppiaggio ci terrorizza e il nerdismo spinto non è nelle mie corde. The Tree of Life io l’ho visto. E amato. Abbiamo voglia di farci due risate e ci buttiamo su Una notte da leoni 2. So già che non mi/ci piacerà, per plebiscitari pareri contrari di colleghi di cui mi fido, ma sono addetto ai lavori e un film molto bistrattato mi incuriosisce sempre e voglio vederlo. La sala non è delle più piene, i 20 minuti di trailer che precedono la visione sono alquanto eccessivi, gli 8 minuti di intervallo alla fine del primo tempo sono oltre la soglia di inaccettabilità, la qualità della proiezione molto bassa, l’audio multicanale deficitario e il film è raggelante. Una commedia che ricalca pedissequamente l’originale, che non fa ridere e si immerge senza ritegno nella volgarità più gratuita.

A casa, campeggiano sulla credenza i Blu-ray di Animal Kingdom, Blue Valentine e The Mechanic. Rispettivamente una tragedia familiare travestita da noir, una struggente e amara storia d’amore e un b-movie d’azione tutto muscoli ed esplosioni. Non esattamente tre esempi di cinema che respingono spocchiosamente il pubblico. Saremo più fortunati e più scaltri nelle scelte la settimana prossima.


2 Risposte per "Cosa andiamo a vedere al cinema questa sera?"

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