I film più amati: posizione 98

Astenersi esteti seriosi e solenni. Questi sono i film più amati, non i capolavori della storia del cinema. Che poi anche su questo ci sarebbe da aprire riflessioni infinite. La mia posizione 98 doveva essere un film italiano e così sarà. Con calma però, le selezioni già da queste posizioni si fanno urticanti e la premessa è d’obbligo. Così i lettori si annoiano e gli scrittori pontificano vacuamente. Perchè esisterebbero i blog altrimenti, se non per infrangere le regole base dell’informazione e amplificare il palcoscenico ego-maniaco di chi sente che la sua opinione ha ragione di essere espressa? Il dramma indicibile della selezione passa per traumi biografici, visto che l’inserimento di Fantozzi (il primo, il secondo, fate voi, tanto sono gemme assolute) mi ha portato ad escludere E’ arrivato mio fratello, in cui Renato Pozzetto di fatto domina e regna (fidatevi non troverete un 14enne romano che ha amato Renato più del sottoscritto). Continuo a voler gran bene a quel film, fatto di tempi comici perfetti, battute a profusione e momenti leggendari, ma è sempre il colpevole della mancata svolta sentimentale della mia adolescenza. Ho anche un testimone che non citerò, ma mi leggerà. La cinefilia fa brutti scherzi e io: Adriano Aiello, qui confesso di essermi giocato la chance con l’abbacinante vicina di casa (una perla vera, che non mi leggerà) improvvisando un pomeriggio cinematografico e selezionando in una videoteca con circa 400 film la commedia di Castellano e Pipolo, nonostante gli sguardi interrogativi del mio amico-complice. Un’ingenuità inaccettabile, materia poetica pseudoalternativa per il cinema indie americano, indice statistico di mattanza per la mia persona, che a ogni risata fragorosa abdicava al ruolo di lascivo e lussurioso interprete della propria sessualità futura.

Torniamo mestamente a noi e al Fantozzi di Lucio Salce (sottovalutato regista di tanto grande cinema italiano). Un film leggendario del 1975, nato da un personaggio creato precedentemente in televisione, passato anche in radio e in un due libri indimenticabili, prima di passare alla centrifuga di uno sfruttamento eccessivo, di cui Paolo Villaggio è fortemente responsabile. Ma Fantozzi rimane una pietra miliare, quanto il suo straordinario sequel Il secondo tragico Fantozzi, non a caso ancora a firma di Salce. Non è azzardato considerarlo l’ultimo personaggio del nostro cinema, capace di entrare visceralmente nell’immaginario collettivo, raccontando l’Italia con un gusto dell’iperbole assolutamente delizioso. Ma di questo si è scritto e detto in abbondanza.

Per quello che mi riguarda l’immortalità di Fantozzi sta nel potere chirurgico con cui si innesta nella memoria; i suoi sketch (alcuni di una genialità assoluta) sono state materia di serate infinite di citazionismo ultranerd. Ancora oggi potrei sostenere una guerra di quotes dai principali film nati dal personaggio di Ugo Fantozzi, non sapendo da dove iniziare. Forse dalla corsa in bicicletta con la lingua felpata, o dal <chi ha fatto palo>> nella mitica Italia Inghilterra, in cui la leggenda chiese anche un goal a Zoff da calcio d’angolo. O forse bisognerebbe partire dal cane <<Ivan il terribile XXXII, discendente diretto di Ivan il Terribile I, appartenuto allo Zar Nicola, leggendario campione di caccia al mugiko nella steppa, e fucilato come nemico del popolo durante la Rivoluzione di Ottobre sulla Piazza Rossa>> O dal megadirettore arcangelo cinefilo ed ossessionato dall’espressionismo tedesco. Senza dimenticare la sfida a biliardo, la partita a tennis o la contessa Serbelloni Mazzanti vien dal mare. E la crocifissione in sala mensa? Non se ne uscirebbe mai, quindi vi saluto.


3 Risposte per "I film più amati: posizione 98"

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