I recuperati: 500 giorni insieme

Un altro film e un altro caso della mia personale abilità a mettere in un angolo il cinema che più si avvicina alle mie corde. Ma sto migliorando. Una volta avrei finito per non vederlo più, ultimamente li salvo dall’oblio con impeti di raziocinio inimmaginabili. Ci si evolve. Anche se di solito in peggio. Ma le spinte regressive ve le risparmio.

Dicevamo di 500 giorni insieme, ovvero il cinema sui sentimenti, quelli veri che arrovellano il cervello e le viscere. Quelli su cui ci si interroga senza risposte. Qui abbiamo Tom che vive a Los Angeles, sarebbe architetto ma lavora come creativo in una società che produce biglietti d’auguri. L’amore (o il presunto tale) ha le dolci fattezze di Summer, nuova collega, affascinante e cervellotica, in fuga dalle storie serie e dalle relative convenzioni. Il campionario di contorno fa colore e diverte, ma il centro sono i due amanti e le loro vicende tra un salto temporale e l’altro. Il punto di vista è quello di Tom che come tutti noi si fa le domande sbagliate, ma ha ancora il rigore e la testardaggine di attendersi le risposte adeguate. Non è così e mai lo sarà. Cartesio ha perso a San Valentino. 6-0 6-0 e amen.

Ma visto che di amore parlano tutti e non ci capisce niente nessuno, indagarne il caos ha senso eccome. Specie con uno sguardo originale e veritiero, un po’ ruffiano e piacione, ma ci sta (cit.). Soprattutto senza rincorse su una ruota fino a un aereoporto, scommesse dementi, partite a football dai suoceri e senza happy ending posticci da diabete istantaneo. D’altronde esiste un pubblico, a cui ogni tanto sta stretto riconoscersi in scenari e storie da cartoline e a cui le commedie romantiche hollywoodiane fanno anche girare un po’ le palle. Il film di Marc Webb ha il dono del tocco e l’arma (si è ancora un’arma, anche se dicono di no) dell’intelligenza e soprattutto non è mai impersonale, anche se abusa in parentesi musicale e in qualche amelinata di troppo (vedasi la descrizione della ragazza). Ne guadagna il realismo (quello sano) e l’atmosfera abilmente sospesa tra divertimento e amarezza. Zooey Descanel e Joseph Gordon-Levitt poi,  sono semplicemente perfetti. Lui così ciancicato e malinconico, lei così d’amare, ma anche no. E’ la peggior descrizione del dopoguerra giornalistico di una coppia d’attori, ma non la cambio, anche perchè ho mal di testa. E devo andare.


4 Risposte per "I recuperati: 500 giorni insieme"

  • mariangela_91 :

    Uno dei pochi film romantici…ma anche sinceri e veritieri!! un film che dimostra che la vita non sempre è un film!! ok definizione criptica, ma non voglio svelae di più…godetevi il film, troppo carino, come i suoi protagonisti..anche se Sole un pò si fa odiare diciamocelo!!!!!!!!!!

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